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12.000 anni di Grotta del Genovese a Levanzo, nelle Isole Egadi

Pubblicato il: 23 luglio 2020 alle 7:00 am

Quando Levanzo (come Favignana) non era ancora un’isola, ma un ciglio estremo della Sicilia occidentale, gli uomini di quel tempo lontano avevano già individuato un suo anfratto come luogo di riunione e di culto, in cui emettere primordiali vagiti artistici.

Il mare poi avrebbe reciso il collegamento di terra con quella grotta, la quale si sarebbe ritrovata così su una nuova isola, non più la Sicilia ma una delle tre che compongono le Egadi, assumendo un giorno il nome di Levanzo.

Ma neppure quell’apparente deriva marina fermò gli uomini dal recarsi nell’isola per lasciarvi tracce figurate della loro vita semplice divisa tra le pratiche della sopravvivenza e i sempre più evidenti afflati proto-religiosi.

Quel luogo oggi lo chiamano Grotta del Genovese e raccoglie sulle sue pareti graffiti e pitture rupestri, vestigia dell’estro umano che partono da ben dodicimila anni fa. Alla fase finale del Paleolitico appartengono infatti i graffiti, mentre le pitture vengono fatte risalire alla fine del Neolitico, circa cinque o seimila anni fa.

“Incisioni, graffiti e dipinti preistorici raffiguranti cervi, bovini, cavalli, pesci e figure umane utilizzati rappresentano una documentazione archeologica inestimabile oltre che uno spettacolo assai suggestivo” promettono i proprietari della Grotta, i quali organizzano visite guidate al sito.

Ci si può arrivare in barca oppure con un fuoristrada e già il percorso per giungervi è di per sé un’esperienza notevole.

Noi abbiamo scelto la via del mare che, tra spuntoni di roccia e piccole insenature, ci ha permesso di ammirare una parte della costa irregolare e sfuggente dell’isola.

Una volta scesi dalla barca, si presenta molto affascinante il percorso a piedi per raggiungere la grotta…

… una leggera salita tra blocchi di pietra e scampoli di verde, il tutto abbracciato dal mare limpidissimo.

All’interno della grotta si accede soltanto grazie alla guida, solitamente il custode.

La visita appare ai turisti come piacevole e ben organizzata, anche se le condizioni in cui avviene la visita, ovvero il buio, il terreno incerto e i tempi di esposizione contingentati, non ti fanno venire voglia di fare domande troppo approfondite che richiederebbero una competenza archeologica.

All’interno si gode della vista di “trentatré figure incise e un centinaio di figure dipinte”, rimaste per secoli sconosciute perfino agli abitanti di Levanzo, poiché “mai nessuno era penetrato tranne qualche furetto occasionalmente introdottovi per stanare i conigli”.

Si deve alla curiosità di una pittrice fiorentina, Francesca Minellono, se oggi possiamo goderne: ebbe il coraggio nel 1949 di trascinarsi dentro la grotta a suo rischio e pericolo, per uscirne con la rivelazione di una scoperta straordinaria.

Oggi quelle immagini ci raccontano l’ancestrale lotta dell’Uomo per la sopravvivenza, con il passaggio dalla caccia alla pesca seguendo i radicali mutamenti climatici, mentre emergeva il bisogno di credere agli idoli e di darsi forza attraverso arcaiche forme di ritualità religiose. In pratica esattamente come oggi, ma senza sovrastrutture.

Come si può verificare dalle immagini che abbiamo raccolto.

Info: http://www.grottadelgenovese.it/it/index.asp

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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