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A Sorrento, la (vera) bellezza non è ovvia

Pubblicato il: 4 agosto 2016 alle 2:55 pm

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A Sorrento il rischio dell’ovvio è altissimo. Rischiamo di incapparci tutti.

E’ ovvio che sia una città bellissima.

E’ ovvio che sia un luogo romantico.

E’ ovvio che abbia panorami mozzafiato.

E’ ovvio che non si possa non visitarla almeno una volta nella vita.

E’ ovvio che sia tutto talmente ovvio da sprofondare nell’ovvietà.

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L’ovvietà che sembra avere trasformato una città di pescatori e artigiani in buona parte in un divertimentificio per turisti, meglio se danarosi. Mai registrata in un altro centro storico una simile percentuale di esercizi commerciali, una continua area shopping come nemmeno a Venezia.

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Con un’attenzione spasmodica verso gli stranieri, perfino da parte delle istituzioni religiose…

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… tanto da farci venire in mente la gag di Enrico Montesano in una trasmissione televisiva degli anni ’70 in cui indossava i panni di un’anziana donna inglese in visita in Italia che definiva tutto ossessivamente “molto pittoresco”.

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E in effetti Sorrento molto pittoresca lo è, basti pensare di quanti quadri siano protagonisti i suoi scorci.

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Un effluvio di bellezza che ha condotto troppi operatori del settore turistico a inseguire il guadagno più facile e immediato, puntando sulle clamorose apparenze, capaci da sole di creare movimento e quindi business.

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Tutto lecito, tutto comprensibile. Ovviamente.

Meno ovvio che in tutto ciò si sia privilegiata l’oleografia, a scapito delle vere radici culturali identitarie della città.

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Così se cerchi servizi di lusso e attività ludiche le trovi a ogni passo, mentre le opere di intarsio ligneo devi andartele a cercare tra commoventi piccole mostre o coraggiosi musei.

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Eppure le tarsìe dovrebbero rappresentare la primissima fonte di notorietà per tutta Sorrento, per la loro storia e soprattutto per l’importanza artistica che rivestono.

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Stesso fenomeno per il cibo.

Tutti conoscono e cercano il bar Primavera, perché meta agognata della gente famosa, come dimostrano le pareti interamente tappezzate di foto di vip.

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Non pensate che si tratti soltanto di starlette televisive, perché lì in mezzo c’è perfino, pensate un po’, Umberto Eco, proprio lui (!), la massima solenne effigie della cultura italiana, incastonato tra un tronista e una velina, come una Belen qualsiasi.

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Perché evidentemente non si può venire a Sorrento senza passare dal bar amato da calciatori, attori e cantanti che ti accoglie con la musica dance trash a palla fin dal mattino.

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Nulla di male e nulla da ridire sulla qualità dell’offerta del bar: abbiamo preso la specialità del posto, una buonissima spremuta di limoni che ci hanno detto essere quelli di Sorrento.

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Qualcuno del posto ci ha detto che in verità quelli che ci hanno spremuto, così grandi, sarebbero i limoni di Amalfi e non di Sorrento, ma forse sono soltanto sottigliezze.

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Rimane il fatto che chiunque sia stato a Sorrento è più facile ti parli di questo bar invece del Bastione di Parsano costruito dai Borboni. Ma forse è ovvio che sia così.

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Così come deve essere ovvio vedere i ristoranti dalla bassa offerta turistica stracolmi di avventori, mentre non abbiamo avuto nessun problema a trovare posto in uno dei migliori locali d’Italia, il ReFood. Eppure quest’ultimo è l’unico ad avere in menu i piatti tipici del territorio.

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Per lo shopping gastronomico poi è ovvio che tutti si lancino sui babà sotto spirito e i limoncelli industriali, passando indifferenti invece accanto ai Burrini, tipologia di formaggio strettamente locale.

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Detto tra noi, i burrini non ci hanno entusiasmato, per l’eccesso di grasso del cuore di burro contenuto da queste provole, ma rappresentano comunque un pezzo della tradizione alimentare sorrentina che andrebbe provato.

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Saremo strani, ma, alla fine, le scalette nascoste tra le pieghe verdeggianti della città ci sono apparse ben più suggestive di un porto tempestato da yacht…

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… e i segni di antropizzazione delle pareti rocciose ci sono apparsi più pittoreschi dei mega hotel da nababbi.

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Se a qualcosa di popolare dobbiamo inchinarci, preferiamo farlo davanti alla villa comunale, intelligentemente dedicata alla gloria locale Salvatore D’Esposito, conosciuto come Salve, il compositore di un classico della canzone napoletana (e quindi mondiale) come Anema e core.

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E, sempre ovviamente, il cuore Sorrento lo ha rapito anche a noi, ma lo ha fatto regalandoci vestigia storiche nascoste…

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… limoneti in pieno centro cittadino…

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… e bellezze delle quali si avverte il fascino anche quando sono chiuse al pubblico, come il Sedil Dominova del XIV secolo.

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Un appello accorato ai turisti frettolosi o alla ricerca di solo relax: non trascurate le piccole vere meraviglie di questa città, vi perdereste suggestioni irripetibili. In fondo, se ne può godere anche tra una passeggiata e una sessione di shopping compulsivo.

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Consiglio finale: a Sorrento è bello arrivarci dal mare al mattino, con uno dei traghetti che salpano da più parti in Campania (Napoli compresa), mentre è suggestivo lasciarle la città in treno, per comprendere in pieno tutto il mondo che sta intorno a questo luogo.

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Un luogo bellissimo, ovviamente

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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