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A Sorrento, la (vera) bellezza non è ovvia

Pubblicato il: 31 marzo 2021 alle 3:00 pm

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A Sorrento il rischio dell’ovvio è altissimo. Rischiamo di incapparci tutti.

E’ ovvio che sia una città bellissima.

E’ ovvio che sia un luogo romantico.

E’ ovvio che abbia panorami mozzafiato.

E’ ovvio che non si possa non visitarla almeno una volta nella vita.

E’ ovvio che sia tutto talmente ovvio da sprofondare nell’ovvietà.

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L’ovvietà che sembra avere trasformato una città di pescatori e artigiani in buona parte in un divertimentificio per turisti, meglio se danarosi. Mai registrata in un altro centro storico una simile percentuale di esercizi commerciali, una continua area shopping come nemmeno a Venezia.

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Con un’attenzione spasmodica verso gli stranieri, perfino da parte delle istituzioni religiose…

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… tanto da farci venire in mente la gag di Enrico Montesano in una trasmissione televisiva degli anni ’70 in cui indossava i panni di un’anziana donna inglese in visita in Italia che definiva tutto ossessivamente “molto pittoresco”.

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E in effetti Sorrento molto pittoresca lo è, basti pensare di quanti quadri siano protagonisti i suoi scorci.

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Un effluvio di bellezza che ha condotto troppi operatori del settore turistico a inseguire il guadagno più facile e immediato, puntando sulle clamorose apparenze, capaci da sole di creare movimento e quindi business.

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Tutto lecito, tutto comprensibile. Ovviamente.

Meno ovvio che in tutto ciò si sia privilegiata l’oleografia, a scapito delle vere radici culturali identitarie della città.

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Così se cerchi servizi di lusso e attività ludiche le trovi a ogni passo, mentre le opere di intarsio ligneo devi andartele a cercare tra commoventi piccole mostre o coraggiosi musei.

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Eppure le tarsìe dovrebbero rappresentare la primissima fonte di notorietà per tutta Sorrento, per la loro storia e soprattutto per l’importanza artistica che rivestono.

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Stesso fenomeno per il cibo.

Tutti conoscono e cercano il bar Primavera, perché meta agognata della gente famosa, come dimostrano le pareti interamente tappezzate di foto di vip.

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Non pensate che si tratti soltanto di starlette televisive, perché lì in mezzo c’è perfino, pensate un po’, Umberto Eco, proprio lui (!), la massima solenne effigie della cultura italiana, incastonato tra un tronista e una velina, come una Belen qualsiasi.

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Perché evidentemente non si può venire a Sorrento senza passare dal bar amato da calciatori, attori e cantanti che ti accoglie con la musica dance trash a palla fin dal mattino.

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Nulla di male e nulla da ridire sulla qualità dell’offerta del bar: abbiamo preso la specialità del posto, una buonissima spremuta di limoni che ci hanno detto essere quelli di Sorrento.

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Qualcuno del posto ci ha detto che in verità quelli che ci hanno spremuto, così grandi, sarebbero i limoni di Amalfi e non di Sorrento, ma forse sono soltanto sottigliezze.

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Rimane il fatto che chiunque sia stato a Sorrento è più facile ti parli di questo bar invece del Bastione di Parsano costruito dai Borboni. Ma forse è ovvio che sia così.

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Così come deve essere ovvio vedere i ristoranti dalla bassa offerta turistica stracolmi di avventori, mentre non abbiamo avuto nessun problema a trovare posto in uno dei migliori locali d’Italia, il ReFood. Eppure quest’ultimo è l’unico ad avere in menu i piatti tipici del territorio.

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Per lo shopping gastronomico poi è ovvio che tutti si lancino sui babà sotto spirito e i limoncelli industriali, passando indifferenti invece accanto ai Burrini, tipologia di formaggio strettamente locale.

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Detto tra noi, i burrini non ci hanno entusiasmato, per l’eccesso di grasso del cuore di burro contenuto da queste provole, ma rappresentano comunque un pezzo della tradizione alimentare sorrentina che andrebbe provato.

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Saremo strani, ma, alla fine, le scalette nascoste tra le pieghe verdeggianti della città ci sono apparse ben più suggestive di un porto tempestato da yacht…

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… e i segni di antropizzazione delle pareti rocciose ci sono apparsi più pittoreschi dei mega hotel da nababbi.

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Se a qualcosa di popolare dobbiamo inchinarci, preferiamo farlo davanti alla villa comunale, intelligentemente dedicata alla gloria locale Salvatore D’Esposito, conosciuto come Salve, il compositore di un classico della canzone napoletana (e quindi mondiale) come Anema e core.

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E, sempre ovviamente, il cuore Sorrento lo ha rapito anche a noi, ma lo ha fatto regalandoci vestigia storiche nascoste…

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… limoneti in pieno centro cittadino…

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… e bellezze delle quali si avverte il fascino anche quando sono chiuse al pubblico, come il Sedil Dominova del XIV secolo.

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Un appello accorato ai turisti frettolosi o alla ricerca di solo relax: non trascurate le piccole vere meraviglie di questa città, vi perdereste suggestioni irripetibili. In fondo, se ne può godere anche tra una passeggiata e una sessione di shopping compulsivo.

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Consiglio finale: a Sorrento è bello arrivarci dal mare al mattino, con uno dei traghetti che salpano da più parti in Campania (Napoli compresa), mentre è suggestivo lasciarle la città in treno, per comprendere in pieno tutto il mondo che sta intorno a questo luogo.

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Un luogo bellissimo, ovviamente

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L'autore

Domenico Liggeri

è attivo dal 1988 nel mondo della comunicazione in tutti gli ambiti, dalla televisione al cinema, dal giornalismo professionistico ai video musicali, dall’insegnamento universitario alla regia, dall’editoria libraria al teatro, dal web alla carta stampata.
Attualmente firma come autore la trasmissione Tiki Taka su Italia Uno condotta da Piero Chiambretti, scrive per i mensili della casa editrice del calendario di Frate Indovino per la quale ha appena pubblicato il suo nuovo libro; inoltre è direttore responsabile della testata giornalistica on line Storie Enogastronomiche specializzata in enogastronomia e turismo culturale, Presidente della Giuria del Festival Internazionale del Videoclip IMAGinACTION, docente universitario della IULM di Milano e per vari insegnamenti in diversi master della Business School della RCS Academy del gruppo editoriale che comprende il Corriere della Sera.

Da oltre vent’anni svolge attività di docente in varie Università, come IULM, Cattolica di Milano, Dams di Bologna, IED - Istituto Europeo di Design e per l’Istituto Internazionale di Ricerca e Studi Avanzati del Ministero per i beni e le attività culturali.
Ha pubblicato diversi volumi come saggista e scrittore, per case editrici come Bompiani, Mondadori e Sperling & Kupfer: diversi suoi volumi sono stati adottati da varie università italiane. E’ autore di voci per alcune delle più importanti enciclopedie italiane.
Come autore televisivo ha lavorato con Piero Chiambretti, Maurizio Crozza, Francesco Facchinetti, Belen Rodriguez, Vanessa Incontrada, Paolo Bonolis, Giancarlo Magalli, Claudio Lippi, Elisa Isoardi, Pupo, scrivendo anche per alcuni comici di Zelig (tra cui Leonardo Manera) e firmando molte trasmissioni soprattutto di prima serata per tutte le reti Rai e Mediaset, ma anche per La7 e Sky. Tra le sue trasmissioni più note, Dopofestival di Sanremo su Rai Uno, Markette e Crozza Italia Live su La7, X Factor su Rai Due, Wind Music Awards su Italia Uno. E’ stato direttore editoriale della tv musicale satellitare Match Music, mentre per i Festival di Sanremo del 2004 e del 2005 ha realizzato come autore unico i profili dei cantanti andati in onda sulle reti Rai e gli spot ufficiali della trasmissione. Come regista televisivo ha firmato servizi, live ed esterne per Rai, Mediaset e diverse tv musicali, nonché l’evento multimediale Come and Dance Rihanna con Garrison di Amici di Maria De Filippi. Ha collaborato come autore e copywriter a vari spot per alcune campagne della Wind. E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker voluta da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central).
Giornalista professionista dal 1996, ha scritto per Il Giorno, Il Fatto Quotidiano, Il Giornale di Sicilia, Maxim, Campus, Frate Indovino, InTV, svolgendo anche attività di critico cinematografico (Duel, Ciak) e critico musicale (Maxim, il Mucchio Selvaggio). Suoi servizi sono stati pubblicati on line anche da Tiscali.it e LiberoQuotidiano.it, Rockol, Mtv.it.
Regista di videoclip, ha firmato il pluri-plagiato Dedicato a te per il gruppo Le Vibrazioni, Cleptomania per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista e sceneggiatore cinematografico, è autore di vari cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti dalle strutture di Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati a prestigiose rassegne in Italia e all’estero come Torino Film Festival, Locarno International Film Festival, Bellaria Film Festival, FIFF - Festival International de Films de Fribourg, Genova Film Festival, Capalbio International Film Festival. E’ stato assistente alla regia di Roberta Torre e collaboratore di Ciprì e Maresco. Ha firmato un contratto come soggettista, sceneggiatore e regista per un film lungometraggio con l’importante casa di produzione Lux Vide (Don Matteo, Che Dio ci aiuti, L’Isola di Pietro).
Come autore e regista teatrale, ha portato in scena lo spettacolo CabaRE’ al Derby di Milano e altre opere come quella che ha visto quali protagonisti Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada al Teatro Donizetti di Bergamo.
E’ stato ideatore e direttore artistico della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri. Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt. E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica marchigiana Ultrasuoni (prima label italiana distribuita dalla multinazionale tedesca Edel) e ha svolto anche attività di produttore artistico musicale, realizzando album di diverse rock band per etichette come la CNI - Compagnia delle Nuove Indye.
www.domenicoliggeri.it


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