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Acropoli di Atene, commovente scalata alla vetta della civiltà umana

Pubblicato il: 2 dicembre 2020 alle 7:00 am

Per comprendere la vetta della civiltà umana bisogna letteralmente raggiungere quella di una rupe rocciosa che si staglia al centro della moderna Atene, sulla quale si adagia l’Acropoli con le sue vestigia in perfetta armonia con l’ambiente naturale circostante, capolavori dell’architettura ma anche del Pensiero che li ha ispirati, combinando diversi ordini e stili di arte classica che hanno determinato tutta la Cultura successiva.

Sul sito ufficiale del Ministero della Cultura e dello Sport l’archeologa Ioanna Venieri spiega che “i miti più celebri dell’antica Atene, le sue più grandi feste religiose, i primi culti e diversi eventi decisivi nella storia della città sono tutti collegati a questo sacro recinto”.

Reperti a partire dal periodo neolitico (4000/3500-3000 a.C.) dimostrano che la collina era abitata sin da allora, passando poi attraverso i vari regni che si sono succeduti, come quello miceneo, sempre considerata luogo sacro in cui si sono celebrati nel corso del tempo vari culti ma avvertita da tutte le civiltà come preziosa testimonianza socio-culturale, senza che ovviamente siano mancati significativi fenomeni di sincretismo, con la sovrapposizione di istanze religiose, nonché guerre e battaglie per conquistarne il dominio.

La roccia sacra “era dedicata alla dea Atena ma le sue pendici furono rilevate da vari altri culti”, mentre “un certo numero di grotte sul ripido versante settentrionale erano usate come santuari e venivano raggiunte da un peripatos, o sentiero, lungo un chilometro che circondava la rupe rocciosa fino al versante meridionale con i suoi numerosi santuari e altri importanti monumenti”.

E’ proprio questo l’aspetto che maggiormente rapisce nel corso di una visita all’acropoli, il percorso in salita che dona all’esperienza un tono mistico simile a un pellegrinaggio, anche grazie alla totale immersione in una natura rigogliosa e dalle sembianze ancora selvatiche, a tratti perfino resa aspra dalle escrescenze rocciose…

… dove l’ascesa assume connotati metaforici e perfino spirituali, alimentati dalla necessità di dovere compiere tale tragitto in compagnia di altre persone, ciascuna con la sua motivazione…

… con i passi resi incerti e perfino difficoltosi da un selciato bellissimo da vedere ma poco pratico da calpestare…

… mentre l’apparizione delle monumentali architetture risulta più imponente vista dal basso, nel suo proiettarsi verso il cielo.

La massa dei visitatori costringe a procedere a tappe, anche in questo caso creando una commistione tra viaggio di pellegrini e cultori di archeologia.

Quando iniziano i monumenti, ogni tratto regala un sussulto, con una successione di meraviglie unica al mondo…

… in cui comincia a stagliarsi sul fondo lo splendore della città, con quel suo abbagliante candore dovuto a un decoro urbano strabiliante, visto che buona parte delle facciate delle case sono rigorosamente  bianche.

Il momento massimo di emozione lo si raggiunge una volta raggiunto il Partenone, dove c’è chi arriva al pianto commosso, come nel nostro caso, perché è di una potenza inaudita la sua somma classicità che parla direttamente al cielo ma anche al cuore.

Dedicato dagli Ateniesi ad Atena Parthenos, patrona della città, rappresenta “la più magnifica creazione della democrazia ateniese al culmine del suo potere”, realizzato non a caso nel V secolo sotto l’illuminato governo di Pericle.

Ma sono straordinari anche gli altri monumenti del sito, tra angoli di rara suggestione ingegneristica…

… scorci dalle prospettive auliche…

… particolari di estrema grazia figurativa.

Tra le curiosità, la presenza di una colonia di gatti, molto frequente nei siti archeologici, basti pensare a quella dei Fori imperiali a Roma…

… mentre qui più che mai ci viene ricordato l’immenso e decisivo contributo della Grecia alla formazione dell’identità intellettuale dell’intero Occidente.

La visita all’acropoli ateniese è un momento formativo unico e indispensabile, soprattutto se detentore di una sensibilità europea.

Info: http://odysseus.culture.gr/h/3/eh355.jsp?obj_id=2384

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L'autore

Domenico Liggeri

è attivo dal 1988 nel mondo della comunicazione in tutti gli ambiti, dalla televisione al cinema, dal giornalismo professionistico ai video musicali, dall’insegnamento universitario alla regia, dall’editoria libraria al teatro, dal web alla carta stampata.
Attualmente firma come autore la trasmissione Tiki Taka su Italia Uno condotta da Piero Chiambretti, scrive per i mensili della casa editrice del calendario di Frate Indovino per la quale ha appena pubblicato il suo nuovo libro; inoltre è direttore responsabile della testata giornalistica on line Storie Enogastronomiche specializzata in enogastronomia e turismo culturale, Presidente della Giuria del Festival Internazionale del Videoclip IMAGinACTION, docente universitario della IULM di Milano e per vari insegnamenti in diversi master della Business School della RCS Academy del gruppo editoriale che comprende il Corriere della Sera.

Da oltre vent’anni svolge attività di docente in varie Università, come IULM, Cattolica di Milano, Dams di Bologna, IED - Istituto Europeo di Design e per l’Istituto Internazionale di Ricerca e Studi Avanzati del Ministero per i beni e le attività culturali.
Ha pubblicato diversi volumi come saggista e scrittore, per case editrici come Bompiani, Mondadori e Sperling & Kupfer: diversi suoi volumi sono stati adottati da varie università italiane. E’ autore di voci per alcune delle più importanti enciclopedie italiane.
Come autore televisivo ha lavorato con Piero Chiambretti, Maurizio Crozza, Francesco Facchinetti, Belen Rodriguez, Vanessa Incontrada, Paolo Bonolis, Giancarlo Magalli, Claudio Lippi, Elisa Isoardi, Pupo, scrivendo anche per alcuni comici di Zelig (tra cui Leonardo Manera) e firmando molte trasmissioni soprattutto di prima serata per tutte le reti Rai e Mediaset, ma anche per La7 e Sky. Tra le sue trasmissioni più note, Dopofestival di Sanremo su Rai Uno, Markette e Crozza Italia Live su La7, X Factor su Rai Due, Wind Music Awards su Italia Uno. E’ stato direttore editoriale della tv musicale satellitare Match Music, mentre per i Festival di Sanremo del 2004 e del 2005 ha realizzato come autore unico i profili dei cantanti andati in onda sulle reti Rai e gli spot ufficiali della trasmissione. Come regista televisivo ha firmato servizi, live ed esterne per Rai, Mediaset e diverse tv musicali, nonché l’evento multimediale Come and Dance Rihanna con Garrison di Amici di Maria De Filippi. Ha collaborato come autore e copywriter a vari spot per alcune campagne della Wind. E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker voluta da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central).
Giornalista professionista dal 1996, ha scritto per Il Giorno, Il Fatto Quotidiano, Il Giornale di Sicilia, Maxim, Campus, Frate Indovino, InTV, svolgendo anche attività di critico cinematografico (Duel, Ciak) e critico musicale (Maxim, il Mucchio Selvaggio). Suoi servizi sono stati pubblicati on line anche da Tiscali.it e LiberoQuotidiano.it, Rockol, Mtv.it.
Regista di videoclip, ha firmato il pluri-plagiato Dedicato a te per il gruppo Le Vibrazioni, Cleptomania per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista e sceneggiatore cinematografico, è autore di vari cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti dalle strutture di Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati a prestigiose rassegne in Italia e all’estero come Torino Film Festival, Locarno International Film Festival, Bellaria Film Festival, FIFF - Festival International de Films de Fribourg, Genova Film Festival, Capalbio International Film Festival. E’ stato assistente alla regia di Roberta Torre e collaboratore di Ciprì e Maresco. Ha firmato un contratto come soggettista, sceneggiatore e regista per un film lungometraggio con l’importante casa di produzione Lux Vide (Don Matteo, Che Dio ci aiuti, L’Isola di Pietro).
Come autore e regista teatrale, ha portato in scena lo spettacolo CabaRE’ al Derby di Milano e altre opere come quella che ha visto quali protagonisti Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada al Teatro Donizetti di Bergamo.
E’ stato ideatore e direttore artistico della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri. Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt. E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica marchigiana Ultrasuoni (prima label italiana distribuita dalla multinazionale tedesca Edel) e ha svolto anche attività di produttore artistico musicale, realizzando album di diverse rock band per etichette come la CNI - Compagnia delle Nuove Indye.
www.domenicoliggeri.it


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