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Al bar Faraglione di Vulcano, vera granita siciliana sì, ma la mancia no…

Pubblicato il: 13 luglio 2015 alle 2:00 pm

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In tanti promettono la vera granita siciliana, ma non tutti i bar mantengono l’impegno. Per loro natura e composizione, le granite si prestano alle consuete mistificazioni da laboratorio di pasticceria, dall’uso di sciroppi e preparati fino all’appena più tollerabile impiego della pasta di mandorla nel caso del gusto omonimo.

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Diffidando poi dei locali collocati a ridosso delle zone ad alta frequentazione turistica, ci siamo avvicinati con molta circospezione al bar Faraglione di Vulcano che pure strillava in un cartello all’esterno di essere depositario di una granita autentica.

Abbiamo così voluto provare i due gusti a più alto rischio di scaltrezze del mestiere, il limone e i gelsi neri. La degustazione ha dimostrato che i gestori del bar dicono la verità: si tratta di granita siciliana fatta a regola d’arte.

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Quella al limone è pulita, priva di certi grumi dolciastri tipici dell’utilizzo degli sciroppi, sfoggiando la giusta consistenza. La granita ai gelsi neri è ancora superiore: si vede e si sente la presenza dei pezzi di frutta che la rendono più rustica ma anche maggiormente appagante per i golosi. Entrambe hanno inoltre il pregio dell’equilibrio che evita di renderle stucchevoli.

Merita dunque la prova questo prodotto tipicamente estivo nella versione del bar Faraglione, anche per la curiosità di assaggiare i suoi gelati.

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Del bar si segnalano però due elementi meno gradevoli.

Il primo, il tentativo di ironia (?…) decisamente poco riuscito con cui si invitano i clienti a lasciare la mancia: un contenitore tubolare foderato con un articolo pubblicato da Federico Rampini su D di Repubblica il 27 luglio 2013, in cui il giornalista parla della consuetudine a New York di lasciare una mancia del 15% del valore della consumazione. Decisamente una caduta di gusto, l’utilizzo di un serio articolo di un collega prestigioso per chiedere una questua. 

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Anche perché chi ha avuto l’idea di chiedere in questo modo la mancia forse l’articolo non l’ha letto attentamente. Infatti l’abitudine consolidata degli statunitensi di lasciare una mancia è ripagata da un servizio più attento, sotto tutti i punti di vista. I commessi a New York sono spinti a essere cortesi, rapidi ed efficienti, proprio per meritare la mancia.

Cosa che non accade per nulla al bar Faraglione di Vulcano. I commessi sono apparsi poco organizzati e ancora meno solerti. Malgrado il locale non fosse strapieno, ci è toccato aspettare un tempo incongruo prima che qualcuno si accorgesse di noi. Quando poi finalmente ci hanno preparato le granite, si sono dimostrati incerti nel rispondere alle nostre domande sui prodotti, legittimamente poste da consumatori.

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Ancora più spiacevole il modo in cui siamo stati trattati dalla signora che stava alla cassa. Imbronciata ed evidentemente nervosa, non ha manifestato alcuna cortesia, trattandoci anzi in maniera brusca. Una giornata storta? Forse, ma non è mai il caso di trasferire le proprie tensioni sui clienti, non è professionalmente né umanamente accettabile.

Tutte piccole cose, in fondo, le quali sarebbero passate in secondo piano se non ci avessero sbattuto in faccia quella richiesta di una mancia.

Prima di chiedere un atto (non dovuto) di gentilezza pecuniaria da parte dei clienti, sarebbe il caso che fossero prima gli esercenti a usare la (doverosa) cortesia verso gli avventori…

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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