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Al Biondo Tevere, ristorante di Roma che emoziona come un romanzo

Pubblicato il: 24 giugno 2020 alle 7:00 am

Più di un secolo di vita con un leggendario affaccio sul fiume reso famoso da un film entrato nella storia del cinema mondiale, mentre ai suoi tavoli si sono alternati i più grandi scrittori della letteratura italiana del ’900, compreso Pier Paolo Pasolini che qui consumò la sua ultima cena insieme a colui che poco dopo lo avrebbe ucciso: davanti a un monumento della ristorazione italiana come Al Biondo Tevere si prova un simile rispetto sacro che quasi ti pietrifica quando ti poni al suo cospetto, per tradursi poi in pura emozione appena ci metti piede dentro, fino alla gioia immensa di godere dell’ultima cucina romana davvero autentica ormai rimasta.

La collocazione del locale nella suggestiva ma periferica via Ostiense 178, quindi lontano dalla bolgia del centro di Roma, gli ha consentito di diventare meta privilegiata degli intellettuali in cerca di tranquillità e dei buongustai appassionati della tradizione culinaria locale non annacquata dalla corruzione turistica: qui è sempre stato offerto tutto ciò, insieme al garbo discreto e all’accoglienza calorosa della famiglia Panzironi che lo gestisce da tempo.

C’è davvero l’anima più sincera di una Roma perduta in questa trattoria storica aperta nel 1915 la cui atmosfera è segnata “dall’arieggiata terrazza” nella quale il regista Luchino Visconti girò alcune scene del suo capolavoro Bellissima interpretato da Anna Magnani e Walter Chiari.

Le assurde leggi fatte e applicate per assecondare le fisime degli igienisti ha costretto anni fa la proprietà a distruggere le meravigliose travi in legno di cui era costituita questa terrazza per sostituirle con freddi materiali moderni, ma il panorama è rimasto sempre quello di uno scorcio fluviale selvaggio e ancestrale che ha sedotto le sensibilità di Moravia, Dacia Maraini, Elsa Morante, Dario Bellezza e tanti altri.

La cucina è all’altezza di tanto prestigio, proponendo tutti i classici della cucina romana realizzati in maniera perfetta, ma aggiungendo anche i prodotti della vera campagna laziale, coltivati in proprio dai Panzironi in quel di Zagarolo, come le uve di Malvasia autoctona che trasformano con le loro mani in vini contadini che si possono gustare come bianco sfuso oppure nell’imperdibile versione con le bollicine della Romanella Dry perfetta a tutto pasto con la sua irresistibile freschezza aromatica, mentre in chiusura è consigliata l’intrigante grappa dal medesimo vitigno, anch’essa di produzione propria.

Imprescindibile iniziare con le ghiottonerie della Friggitoria: superlativi i croccantissimi Supplì dall’impanatura resa scura dalla frittura in padella alla maniera casalinga che conferisce loro un gusto esplosivo, mentre ha sublime rustica consistenza la pastella che avvolge i Fiori di zucca insieme a ottima mozzarella e carnose acciughe…

… ed è un soffio di gustosa leggerezza mai provato prima il Carciofo alla Giudia.

I primi piatti li ordineresti tutti, ma dovendo scegliere non si possono non provare i favolosi Tonnarelli alla Gricia, con la pasta all’uovo fatta a mano esaltata da una pazzesca pancetta affumicata abbrustolita e da suadente pecorino romano.

Da manuale gli Spaghetti all’amatriciana che agli ingredienti della Gricia aggiungono l’acidità golosa del pomodoro.

Tra le tante tipicità dei secondi, auguratevi di trovare la Coratella come è capitato a noi, perché ci ha regalato istanti di autentica felicità gastronomica come poche volte nella vita, grazie a uno scoppiettante gusto animale intenso e radicale che ti si imprime nella memoria per sempre.

Meritano tantissimo anche i dolci, quindi riservate uno spazio almeno per una delle preparazioni della casa a base di ricotta e visciole.

Per tutte queste delizie un tributo va a Giuseppina Panzironi Sardegna, da poco scomparsa, la quale in tanti anni trascorsi tra i fornelli ha preservato i sapori della cucina romana indicando una strada per il futuro.

Per gli animi più profondi, è consuetudine prima di lasciare il locale chiedere ai titolari di mostrarvi il tavolo in cui Pier Paolo Pasolini, cliente abituale del ristorante, cenò le sera della sua scomparsa in compagnia del suo assassino Pino Pelosi che poi lo truciderà nella notte tra il 1º e il 2 novembre 1975: tutto è rimasto come allora, anche le sedie sono quelle originali, tanto da fare scattare la commozione.

Il tragico evento è stato rievocato da diverse produzioni televisive e cinematografiche che hanno girato alcune scene in questo stesso ambiente, a volte anche con il coinvolgimento in prima persona dei ristoratori, come nel caso del film Pasolini diretto da Abel Ferrara: tracce fotografiche dei set qui allestiti sono esposte sulle pareti della sala interna del ristorante

Un luogo che racconta Roma con la stessa importanza delle vestigia della città, perché qui resiste la vera identità antropologica della capitale, senza l’oleografia a uso di orde di turisti, bensì con il cuore della città che batte ancora vivo e fiero in tutta la sua frugale sincerità.

Info: https://www.albiondotevere.it/

 

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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