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Alberobello, la magia dei trulli che si fa poesia urbanistica

Pubblicato il: 27 settembre 2018 alle 7:00 am

Sarebbe bello (e opportuno) che, pur intrappolati nella folla che sciama tra i vicoli, tutti i visitatori di Alberobello, nel barese, si concentrassero non soltanto sulla baluginante bellezza della distesa dei trulli, ma anche sui profondi significati storici e antropologici che questa particolare agglomerazione urbanistica sottende.

A cominciare dall’ipotizzata origine orientale del tema architettonico del trullo, non a caso presente anche in altre località sparse per il mondo, in direzione est, dalla Grecia alla Turchia passando per il Giappone, come illustrato da una sezione dello straordinario Museo del Territorio Casa Pezzolla che si trova in piazza XXVII Maggio.

Ma i trulli di Alberobello raccontano anche della scaltrezza contadina, perché nei secoli scorsi ebbero la funzione di rifugi componibili in pietra murata a secco che si potevano smontare in fretta per eludere le ispezioni degli emissari dei regnanti spagnoli, testimonianza quindi di resistenza al potere vessatorio e, una volta tanto, di vittoria del più debole sull’arroganza del più forte.

Non meno evocativa la presenza dei segni dipinti sulle superfici esterne dei trulli, ricchi di allegorie e rimandi.

Si tratterebbe di simboli magici dai diversi significati.

Alcuni sono di origine primitiva, come la croce ad albero che unisce tre mondi, il Celeste, il Terreno e quello dell’Oltretomba, o le stilizzazioni di preghiere rivolte al divino, o ancora rimandi ebraici.

Forte la presenza di iconografia cristiana, dal tridente che simboleggia la Trinità al lettering con il nome Jesus.

Molto presenti pure i riferimenti all’astronomia, con il suo precipitato di superstizioni, con lo zodiaco ben rappresentato.

Icone che possono indurre a serie riflessioni, ma anche a traduzioni più ludiche, come quella in forma di gioielli in vendita in qualche negozio.

Proprio l’enorme presenza di negozi potrebbe stridere con la necessità della contemplazione, anche perché spesso in vendita ci sono oggetti dai discutibili legami con il territorio…

… ma bisogna rilevare che qualche esercente si pone lo scrupolo del rispetto del luogo, rendendo accessibili i trulli ai turisti senza chiedere alcun compenso: anche se dietro c’è sempre la speranza che ogni visitatore si trasformi in cliente, bisogna ammettere che non viene esercitata alcuna pressione affinché ciò avvenga.

Se ci si sa districare tra le viuzze però anche nelle giornate di maggiore afflusso non è difficile trovare angoli di quiete assoluta, dove lasciarsi irretire dalla magia del posto, lasciando scorrere con calma le emozioni indotte da un contesto scenografico dal fascino unico.

Quando arrivate o prima di andare via, non dimenticare di lanciare uno sguardo d’insieme da lontano, perché è dal fitto insieme delle costruzioni che si percepisce meglio questo miracolo della determinazione contadina e del buon gusto rurale, capace di estrarre dalla semplicità agreste una vetta della bellezza mondiale.

Durante la visita ad Alberobello, con la nostra telecamera  abbiamo raccolto gli scorci più affascinanti e gli angoli più suggestivi: ve li offriamo nel video qui sotto.

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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