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Amarano, nettari dall’Irpinia dalle uve Aglianico al vino Taurasi

Pubblicato il: 17 settembre 2019 alle 7:00 am

Il cuore dell’Irpinia, le terre di Zeus: sono i primi due elementi identitari che si incontrano entrando in contatto con il modo in cui la cantina Amarano si propone all’esterno, facendo così intendere immediatamente l’amore radicato per il territorio di appartenenza e la profonda sensibilità per il valore storico e culturale del vino, con un doveroso ma non scontato tributo al Mito come metafora della civiltà mediterranea e all’insegnamento imperituro dell’Antica Grecia in ogni ambito dello scibile e del vivibile.

Suggestioni potenti come i vini monumentali da uve Aglianico di questa azienda vitivinicola che si trova a Montemarano, in provincia di Avellino, in quella citata Irpinia che da sempre è terra vocata alla coltivazione della vite.

Nettari la cui perentoria perfezione classica sembra provenire dagli stilemi di bellezza dello scultore Fidia, in entrambi casi capolavori senza tempo carichi di sinuose armonie e fascino assoluto.

La vetta espressiva esemplare è il Taurasi Principe Lagonessa, uno di quei vini così importanti che ogni uscita annuale diventa attesa cadenza per gli appassionati. Ogni annata infatti porta con sé i segni della stagione, come si conviene a un vino che nasce e si sviluppa in armonia con la natura da cui scaturisce.

Come quell’annata 2012 da cui siamo partiti, sintetizzata dai produttori con la sentenza “poco vino, ma di ottima qualità”, spiegandone la cause: “l’inverno è stato freddo, piovoso e caratterizzato da forti nevicate, un andamento meteo che ha consentito di accumulare riserve idriche importanti sia per i terreni che per le falde”, seguito da “un’estate calda e poco piovosa, anche se le provvidenziali precipitazioni di luglio hanno evitato lo stress idrico delle viti”, con escursioni termiche di circa 15 °C “che hanno corroborato le piante, creando le migliori condizioni per un’annata di qualità”.

Nel bicchiere tutto ciò si è tradotto in un caldo bouquet ricco di spezie, elegante e carezzevole, con un approccio al palato che denota subito l’intensità alcolica, accompagnata da un tocco abboccato immerso in uno zampillante spirito zuccherino che trasmette fragoline di bosco, cacao ed echi di papaya e susine.

Depositario di una buona acidità, tiene a bada i tannini, rilucendo di una irresistibile evoluzione nel corso della degustazione, seducendo il palato e portandolo in visibilio.

La scansione delle annate, se da un lato conferma descrittori e caratteri peculiari, dall’altro regala sfumature e variazioni sul tema. Se si compie il percorso a ritroso, è evidente l’opera di condensazione del tempo che rende questi vini sempre più solidi e di vivido spessore.

Si prenda ad esempio la vendemmia 2009 arrivata al culmine di un anno solare iniziato “con un mese di gennaio freddo, senza eccessi ma molto piovoso”, un febbraio “ancora più freddo” per effetto della tramontana e di qualche nevicata, passando a una primavera “all’insegna della variabilità più estrema”, fino alle ondate di caldo estive e alle giornate autunnali più umide e piovose.

Le note di degustazione della cantina parlano di “vino elegante, tannino setoso molto presente ma di trama fine e avvolgente”, con “grande equilibrio”, esprimendo “naso complesso, amarena, liquirizia, noce moscata, pepe, cannella”, un vino che “con il tempo acquisisce note balsamiche menta, lavanda, the verde”.

Da incorniciare la vendemmia 2006, “calda, capricciosa, eterogenea”, in grado di generare i migliori vini “potenti e nervosi, da aspettare”.

Lo sviluppo climatico ha registrato un “inverno freddo, senza eccessi ma piovoso, primavera fresca e umida, avvio delle fasi vegetative nella norma, inizio d’estate caldo e asciutto, con picchi di calura a metà giugno, nella seconda parte di luglio e inizio agosto, seconda metà di agosto più irregolare e piovosa, con alcune grandinate e giornate afose che si alternano a pomeriggi più freschi e umidi, settembre tendenzialmente caldo e asciutto, con qualche giorno di pioggia residuo nella seconda parte ed escursioni termiche più contenute del solito, ottobre mite ed asciutto, con ottime escursioni termiche”.

Ciò ha portato a una raccolta dell’Aglianico “estremamente dilatata, tra la prima decade di ottobre e la metà di novembre”, portando a un “millesimo estremamente eterogeneo”. Una “annata da cru e vignerons, con grande riconoscibilità delle sottozone ed estrema variabilità espressiva”.

Il test interno parla di “buon equilibrio, succoso (l’acidità dà succosità), non è carico, non ha concentrazione, naso complesso, amarena, liquirizia noce moscata, pepe, cannella”.

Altra espressione dell’Aglianico in purezza della cantina è il Campi Taurasini Irpinia Malambruno, vinificato in acciaio inox a temperatura controllata e affinato “12 mesi in botte di rovere, 12 mesi in bottiglia”.

Al naso si presenta con profumi di muschio e pepe nero, mentre in bocca è subito protagonista l’acidità che rende agile la beva tra ciliegia, gelso bianco e susina.

La gentilezza del tocco si traduce in soave scorrevolezza, conferendo grande raffinatezza.

Una vinificazione meno imperiosa del vitigno che comunque con l’incedere dell’ossigenazione ispessisce il sorso, tirando fuori una bella verve zuccherina.

Una qualità elevatissima, merito del lavoro appassionatamente consapevole di questa cantina a conduzione famigliare nata nel 2004, le cui vigne “si estendono su una superficie di 7 ettari a 500 mt sul livello del mare, su dolci colline, di fronte allo splendido borgo di Castelfranci, un magico paesino che fa da sfondo a queste generose colline coltivate a vigneti da quattro generazioni”.

Nel video sottostante, immagini di tale eccellente cantina.

Info: http://www.amarano.it/

Distribuzione: http://www.propostavini.com/ricerca-prodotti/?q=amarano

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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