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Roberto Li Calzi

Roberto Li Calzi

Roberto Li Calzi E’ l’ispiratore del Consorzio Siciliano Le Galline Felici che riunisce diversi produttori agricoli etici che applicano pratiche biologiche nei campi e criteri di solidarietà tra gli Esseri Umani (http://www.legallinefelici.it/it/). Si definisce così: “Sono uno tra i tanti che, dopo un po’ di anni in giro per il mondo, ha deciso di vivere in campagna, di campagna. Sono sveglio, come sempre, ormai da trent’anni, da molto prima dell’alba. Sono stato lì, da solo, a provare cosa accadeva se non “pumpiavo” (irroravo di veleni) i miei aranci, quando non sapevo neanche che esistesse l’agricoltura biologica, e di fatto non esisteva, non era normata, poi ho re-incontrato Barbara e sono entrato nel giro. Sono stato molti giorni, mesi, anni, chino a spietrare, a trapiantare, a “scippare” erba dai miei grandi (per me) orti, quattro, cinque ettari. Sono stato molte notti in piedi perché il feroce sole di certi mattini estivi trovasse le pianticelle “abbeverate” e altre notti per portare i prodotti al mercato e là mi dicevano: “sono biologiche? vabbè, niente ci fa!”: biologico era quasi una malaparola. Sono stato uno dei primi ad ottenere la certificazione. Sono stato, credo, uno tra i primi, che, continuando a credere nell’ agricoltura biologica e a produrre secondo i suoi criteri, ha rifiutato la certificazione: troppi imbrogli, troppe aziende che ieri tiravano fuori TIR di ortaggi chimici ed il giorno dopo sono certificate, troppe carte, troppa burocrazia, buona per le grandi aziende, strangolante per le piccole. Sono stato per anni il principale fornitore di ortaggi freschi per i pochi negozietti di biologico della Sicilia orientale. Sono stato, quasi, espulso dalla campagna da un mercato che penalizza e svilisce i produttori e da commercianti e cooperative (del biologico e non) che, per malafede, ingordigia o inefficienza, hanno finito di affossarci, ma mi ci sono aggrappato (alla campagna) e, pur facendo per un po’ di anni altri lavorazzi per campare, anche divertendomi e traendone lezioni e stimoli, ho continuato ad accudire il giardino (un ettaro e mezzo), senza reddito e con poche speranze. Sono risorto (economicamente e moralmente) grazie ai GAS e di questo non smetterò mai di ringraziare, ho trovato nuovi stimoli ed entusiasmo per fare, progettare, costruire, anche, un futuro migliore per la Sicilia. Sono orgoglioso che la mia iniziativa abbia costituito e stia costituendo una possibilità, concreta, per un po’ di amici, di restare dignitosamente a fare gli agricoltori e, nello stesso tempo, a diventare ambasciatori della bellezza, ricchezza e varietà della nostra terra. Sono fiducioso che questa strada porti lontano. Sono pronto a battermi perché questa attuale avventura non scada di qualità né verso di voi, né verso gli altri produttori coinvolti, come spesso è accaduto in passato. Sono entusiasta”.



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Se l’antimafia diventa una fregatura…

23 dicembre 2018 | Roberto Li Calzi

LE GALLINE FELICI. Un consorzio agricolo dimostra che un altro mondo (del cibo) è possibile: biologico, etico, solidale, rispettoso dell’Uomo e della Natura



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