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Badia di Sant’Agata, vista mozzafiato sulla Catania del barocco

Pubblicato il: 26 aprile 2019 alle 7:00 am

Pur essendo una delle più portentose emozioni epidermiche che si possano provare in città, mantiene intatto il suo afflato spirituale la visita alla chiesa della Badia di Sant’Agata che offre la più intensa visione della splendida Catania.

Merito del percorso delle terrazze e della cupola aperto al pubblico nel 2015 che ha svelato uno scorcio nuovo e inedito del capoluogo etneo: la visione dall’alto del magnifico ordito urbanistico del centro storico, una vertigine estetica che in 360° mette insieme l’armonico mosaico dei tetti con le tipiche tegole in cotto…

… il porto che si affaccia dietro questa trama di edifici per ricordare lo sbocco operoso che ha segnato la storia del posto, giustificandone il millenario alternarsi di civiltà…

… l’attrazione magnetica dell’iconica sagoma del più ammaliante vulcano che esista, quell’Etna sornione che si staglia quale severa sentinella nella sua tangibile lontananza…

… la sentita presenza di una vocazione religiosa pulsante, scolpita nei simboli della sua testimonianza…

… insieme all’evidenza dell’intensità della dedizione a una fede totalizzante che tra queste mura ha visto intere vite spendersi nella preghiera…

… per poi assistere all’esplosione spaziale di una piazza Duomo che da qui rivela la propria ariosa imponenza centripeta…

… fino a perdersi in estasianti fughe verso l’infinito, rapiti dall’orizzonte ceruleo che si specchia nel mare più denso di Umanità che esista.

In questa temperie emotiva si innesta quella culturale, con la consapevolezza del trascorso di una “terrazza da cui, protette nella loro clausura dalle gelosie e dall’alta balaustra che chiude la facciata, le monache continuavano a seguire la vita della città e soprattutto ad assistere alle processioni, prima fra tutte quella dedicata alla Patrona Sant’Agata”.

Il culmine, in ogni senso, è la cupola che ti sovrasta amorevolmente dall’alto dei suoi quaranta metri, spiovendo sull’osservatore con i suoi volumi dall’attitudine concentrica, creando dinamiche ondeggianti e restituendo suggestioni musicali alla retina.

La si può conquistare soltanto dopo avere compresso il proprio simulacro fisico nell’angustia elicoidale di una scala in cui ogni scalino sembra evocare il grano di un rosario, caricando l’ascesa di sensibilità mistica.

E’ da qui che “si può dominare il centro storico barocco ed ammirarne – da una prospettiva inedita ed affascinante – i più importanti monumenti, dal Teatro Massimo Bellini alle Ciminiere di viale Africa, dalla Cattedrale al Castello Ursino, dalle chiese di via Crociferi al grande monastero dei Benedettini”.

Tanto incanto però non fa passare in secondo piano la bellezza intrinseca della chiesa in sé, la quale “si presenta oggi come la più perfetta opera di architettura, fra i tanti capolavori che la ricostruzione tardo barocca seguita al terremoto del 1693 ha prodotto a Catania”.

Il merito di tanto pregio viene giustamente attribuito a chi ne ha determinato l’aspetto nel corso de ’700, Giovan Battista Vaccarini, architetto palermitano che ha segnato il paesaggio urbano di tanta parte della Sicilia, con Catania in testa, codificando il tardo barocco locale.

Stile di cui si innervano le pareti dell’edificio religioso, tra altari in stucco marmorizzato…

… decorazioni discrete ed eleganti che si incastonano perfettamente nel candore dominante…

… e ricami artigianali che riaffermano il talento prodigioso che può ispirare l’Uomo motivato.

La chiesa della Badia di Sant’Agata è una delle tappe obbligate di un ideale Grand Tour catanese, punto fermo per la comprensione del luogo e volano di quei ricordi indelebili di cui si alimentano i viaggiatori dell’intelletto sposato con il cuore.

Info: https://badiasantagata.wordpress.com/

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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