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Basta happy hour, ecco dove si mangia e beve bene a Milano

Pubblicato il: 7 gennaio 2018 alle 7:00 am

mangiarotti - basta happy hour 1

Metti un aperitivo con cena: menù corto, sfizi e la spesa.

Sbagliati. E peggiori del Negroni sbagliato. Utili e social, economici, non sempre sani. Belli solo se frequentati da belli. Non ho mai amato gli happy hour (la felicità ha un costo diverso) ma soprattutto ho sempre evitato quel che rotola nel piatto. Alcol sbagliato e cibo sbagliato. Meglio un Negroni e due olive vere, un Martini d’annata (roba da collezionisti, romanzi e vecchi film).

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(http://www.unpostoamilano.it/cucina_home.php)

Mi piace invece un aperitivo che per un impegno, di solito gradevole, o impegni, normalmente ineludibili, mi porti in un ristorante del cuore che apre prima a menù ridotto. O non chiude mai. Nello street food napoletano di Frjienno e Magnanno di Benedetto Marcello, forno e friggitoria (ristorante e pizzeria), emporio di selezioni che vanno oltre Slow Food.

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Per il resto, si va dal concept totale di Cascina Cuccagna e Unpostoamilano (incrocio via Muratori), aperta dal mattino mezzanotte in gastronomia e nel dehors, menù di mezzogiorno e carta la sera, al Ladybù, di fianco alla storica Cremeria Buonarroti (fermata Wagner).

Bistrot negozio aperto dalle 8,30 alle 22,30. Piatti di terra e acqua e verzura per chef Nicola Cavallaro a Unpostoamilano, declinazioni geniali sulla bufala campana Dop del Frosinate, azienda modello, per Ladybù, che nasce da una costola di Almo e Nadia, con il giovane chef Riccardo Orfino.

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(http://ladybu.com/la-cucina/)

Anche al Taglio, coffee bar, emporio con banco alimentare, ristorante in via Vigevano al 10 in Porta Genova, l’aperitivo cavalca menù e prodotti in vendita. Aperto dalla prima colazione alla notte, grazie ai soci e al talentuoso chef Domenico Della Salandra.

Si chiude in crescendo con i rubitt, le piccole cose buone del Ratanà di Cesare Battisti, degustazione di piccoli piatti e sfizi, cucina in miniatura, vini e birre artigianali all’altezza. Su prenotazione.

Un non aperitivo, quindi in tema, è quello sushi mediterraneo e fusion informata del Bento in Garibaldi. Tapas di crudo e altre sorprese, cucina vera (la consulenza è di Andrea Alfieri).

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 30 agosto 2014.

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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