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B&B in Puglia, i migliori e quelli sconsigliati tra Bari e Lecce

Pubblicato il: 4 settembre 2017 alle 3:00 pm

Nella Puglia ormai presa d’assalto dal turismo di massa l’accoglienza non è soltanto quella di cui parlano unicamente i media nella loro superficialità, ovvero residenze faraoniche e mega-hotel da nababbi, ma anche e soprattutto l’ospitalità economica e popolare offerta in particolare dai bed & breakfast.

In occasione della realizzazione di un nostro reportage, abbiamo avuto modo di testare alcuni b&b nelle province di Bari e Lecce, raccogliendo esempi in positivo e in negativo dell’ospitalità in questi territori.

Rasenta la perfezione La Rosa Blu di Bari Palese (www.larosablu-bb.com), grazie alla straordinaria professionalità e umanità del gestore Italo: le sue attenzioni vanno dall’accompagnare personalmente in auto gli ospiti al vicinissimo aeroporto (appena due chilometri) al fornire informazioni turistiche anche a distanza, spendendosi in tutti i modi per qualsiasi richiesta.

Una cortesia che attrae il cliente già prima della partenza e lo tranquillizza circa il servizio che poi troverà sul posto, arricchito da una splendida location e un’ottima colazione. Encomiabile poi il rapporto che il titolare intrattiene con i clienti anche dopo che hanno lasciato la struttura. Non a caso il b&b è ricco di libri, guide e stimoli culturali di ogni tipo. Una lezione di stile e di competenza, fin dall’approccio.

L’esatto contrario di quanto avviene invece con il b&b 62 Marinai nel centro di Bari, con la scontrosità del suo referente che ci ha fatto immediatamente desistere dall’esserne clienti. A scoraggiarci, una telefonata fatta al numero di riferimento per chiedere alcune informazioni sulla struttura: alla nostra legittima richiesta, è stato risposto in maniera brusca “ma voi avete prenotato?”, spiegandoci che le informazioni venivano date soltanto a chi aveva già eseguito una prenotazione con il b&b, per non perdere tempo con chi non si fosse ancora deciso a essere suo cliente. Noi avevamo già prenotato, ma sentiti i toni ci è passata la voglia di andare in una struttura che tratta così i clienti.

Rispondere alla richiesta di informazioni è un dovere professionale e un obbligo deontologico di un albergatore, anche nel caso si tratti di un b&b. Abbiamo prontamente disdetto la camera prenotata e segnalato l’episodio a Booking.com attraverso cui avevamo prenotato la struttura, ma dubitiamo che tale società sia intervenuta, essendo noto il disinteresse della stessa ad appurare il buon funzionamento di ciò che vende asetticamente on line.

Le note positive tornano con la Tenuta Solentino (tenutasolentino.it) di Torre San Giovanni, a Ugento. In questo caso si tratta di più di un semplice b&b, essendo un insieme di dimore di campagna “nel cuore del Parco Naturale Litorale di Ugento, una delle più belle, interessanti e preziose zone del sud della penisola salentina per la sua importanza a livello naturalistico ma anche storico e paesaggistico”, in cui “la tenuta si estende per circa 2 ettari, circondata da arbusti e fiori di ogni tipo, in una esplosione di natura e colori in pieno stile mediterraneo”.

La conduzione è familiare e in famiglia ti fanno davvero sentire i titolari che, non a caso, vivono anch’essi nella tenuta, dove curano piante e fiori con la stessa amorevolezza con cui trattano gli ospiti, a partire da una trionfale colazione che comprende anche i tipici pasticciotti salentini.

Le note dolenti riappaiono nella città di Lecce, con il b&b Antico Belvedere situato in centro. E’ la struttura con maggiori discrasie nella comunicazione ai clienti che abbiamo mai trovato: una serie di omissioni che danno luogo poi a spiacevoli sorprese una volta sul posto.

La prima è che molte camere della struttura si trovano al piano superiore, per raggiungere il quale è necessario affrontare una scala molto impegnativa. Impresa proibitiva per varie categorie, dagli anziani a chi è affetto da problemi alla schiena. Siamo rimasti sbalorditi dallo scoprire della presenza della scala soltanto all’arrivo nella struttura, perché un disagio del genere andrebbe segnalato nel sito, per correttezza verso i clienti che non possono presupporre di trovarsi davanti a una situazione simile. Ci siamo subito lamentati di ciò, visto che avevamo un bagaglio di venti chili al seguito, raccogliendo una smorfia di disagio da parte della giovane signora alla reception, la quale sembrava sinceramente mortificata dal dovere ammettere tale lacuna.

Dopo la lamentela, il bagaglio ci è stato portato in camera: gentilezza molto apprezzata, anche se dettata da una mancanza di adeguata comunicazione al cliente. La cortesia comunque non è stata ripetuta al momento di lasciare la struttura.

E i clienti infatti si lamentano in gran numero dell’ostacolo della scala, anche quelli che poi su Booking danno voti alti all’Antico Belvedere: “per arrivare in camera c’era una scalinata lunga e stretta che da attraversare con le valigie piene non è il massimo”, oppure “un corrimano sulle scale del primo piano servirebbe” e ancora “l’appartamento era all’ultimo piano – per una persona anziana diventa faticoso fare 3 piani di scale”, o “alcune camere sono al secondo piano e per accedervi bisogna salire scale molto ripide, non adatte ai meno giovani”. Ma nulla di ciò è segnalato.

I problemi di comunicazione commerciale non sono finiti.

Sul sito di Booking il b&b dichiara “Gratis! Parcheggio pubblico disponibile gratuitamente in zona e non prenotabile”, affermazione che non corrisponde alla realtà concreta. L’unico modo di parcheggiare gratuitamente potrebbe essere lasciare l’auto vicino alla struttura ma dentro il centro storico, quindi con l’obbligo di spostarla entro le ore 21 e fino al mattino seguente, oppure approfittare delle zone di sosta temporanea che danno questa possibilità per meno di mezz’ora.

La verità è che il parcheggio in zona è un inferno: abbiamo interpellato un vigile urbano che ci ha confermato la mancanza di parcheggi gratuiti a lungo termine, invitandoci ad allontanarci molto dal centro. Abbiamo insistito per circa un’ora, per trovare poi parcheggio a pagamento a 450 metri della struttura, spendendo circa 10 Euro per lasciare l’auto lì per tutto un giorno intero, fino al mattino successivo, in un’area dal costo di 1,10 Euro all’ora.

Anche in questo caso quindi la comunicazione risulta fallace, come fanno notare diversi utenti di Booking: “il parcheggio non molto comodo anche se durante il giorno si può parcheggiare nella vicina piazzetta fino alle 21, dopo bisogna trovare un parcheggio fuori dal centro storico (circa 300 m)”, “l’unico parcheggio che abbiamo trovato era a 5 minuti a piedi ed era a pagamento”, fino alla denuncia che “non c’era il parcheggio gratuito nelle vicinanze”. Avendo subodorato il problema, lo avevamo posto telefonicamente al titolare prima di arrivare a Lecce, chiedendo specificamente se ci fossero davvero parcheggi comodi nelle vicinanze del b&b, ricevendo la risposta sibillina che “parcheggiare qui è come in tutti i centri storici d’Italia”, con evitabile tono sarcastico.

Sempre in tema di comunicazioni non chiare, si legge ancora su Booking che “al mattino vi attende una colazione tradizionale a base di bevande calde, cornetti e prodotti da forno”. Invece di cosa si tratta? Di un buono per andare a fare colazione all’esterno, in un bar a qualche centinaio di metri di distanza: pochi, da percorrere in una manciata di minuti, ma il cliente che si aspetta legittimamente una prima colazione in sede, viene investito da questa notizia senza alcun preavviso. Non lo abbiamo trovato corretto né noi né diversi altri utenti che lo hanno scritto su Booking, lamentando anche la scarsa quantità del cibo: “per la colazione il B&B è convenzionato con un bar-pasticceria limitrofo, la convenzione però prevede solo caffè e briosche, sarebbe bello se ci fosse una maggior scelta”, “la colazione da effettuare in un bar e non all’interno della struttura non è il massimo, specialmente quando si viaggia per lavoro”, “la colazione ad un bar nelle vicinanze prevede solo un pezzo dolce e una bevanda (cappuccino o the), in confronto alle colazioni a buffet che offrono tutti è veramente scarsa”.

Peccato per tutti questi difetti, perché la posizione della struttura è eccellente per muoversi a piedi in centro e in fondo le camere, pur spartane, sono funzionali.

Ma è eticamente imprescindibile essere chiari e trasparenti con gli utenti, evidenziando certe criticità: si perde magari qualche cliente, ma si guadagna in credibilità.

Anche in questo caso tutto quanto registrato è stato segnalato a Booking: vedremo se avrà il coraggio di intervenire a tutela degli ospiti.

Ci sono invece posti che, al contrario, vanno al di là di ogni più rosea aspettativa offrendo più di quanto promettano, come Trulli Le Icone (www.trullileicone.it) che si trova tra Ostuni e Cisternino. Si alloggia in veri trulli splendidamente restaurati rispettando la tradizione architettonica del posto. Gli interventi di modernizzazione sono minimi e per nulla invasivi, tutti tesi a offrire maggiori comodità ma senza pregiudicare il contesto paesaggistico. Un luogo di lusso agreste a prezzi civilissimi, immerso in un reale ambiente bucolico.

A sbalordire è la qualità immensa della colazione, in realtà un succulento banchetto pieno di tipicità sublimi: dalla mozzarella freschissima a forma di treccia ai taralli dai gusti caratteristici (come le cime di rapa), dai dolci ai centrifugati di frutta del posto.

Si parcheggia davanti al proprio alloggio e tutto è perfetto, dal servizio alla logistica: un vero esempio virtuoso di come si debba fare accoglienza.

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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