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Bricco Maiolica, vini contadini da quattro generazioni a Diano d’Alba

Pubblicato il: 29 settembre 2017 alle 7:00 am

Se la parola “contadino” ricorre spesso nel definire se stessi o i propri vini, ti rendi conto di quanta sincerità appassionata, umiltà umana e competenza agricola ci sia dentro Bricco Maiolica, Azienda Agricola di Diano d’Alba (Cuneo) che rappresenta una delle fondamenta della cultura materiale del Paese.

“Dal 1928 quattro generazioni della mia famiglia hanno contribuito con il lavoro e la passione alla crescita della mia azienda” si legge sul sito della cantina, nella bella narrazione carica di dignità che parla delle tante fatiche e del duro lavoro di quel “bisnonno Bernardo, mezzadro, che dopo riuscì a realizzare il suo sogno: mettersi in proprio”.

Sulla collina in cui egli acquistò i vigneti, è sorta questa realtà di pregio che oggi offre i classici vini piemontesi con precisa filosofia di produzione, fortemente voluta dal discendente Beppe Accomo che nel 1985 ha preso le redini di questa lunga epopea familiare.

Filosofia che prevede “basse rese ed uva sana e ben matura”, grande attenzione all’ambiente e quindi nessun utilizzo di “anticrittogamici di sintesi né antimuffa”, con l’obiettivo “di operare al meglio nel rispetto della tradizione e di trasferire, quanto più possibile, le mie radici profonde, la mia vocazione, il carattere e la mia personalità dal vigneto al bicchiere”.

In questo percorso si è aggiunta Claudia Castella con cui nel 2013 nasce “l’idea di unirci e unificare le due aziende, Bricco Maiolica e Castella”, creando nuove etichette e affiancando l’agriturismo Casa Castella.

Il manifesto aziendale è contenuto in una frase illuminante firmata da Claudia e Beppe: “alcuni ci definirebbero figli d’arte, ma per noi langhetti, è più usuale il termine figli di contadini, perché solo noi sappiamo e conosciamo i racconti e poi la vita dura che ci hanno scalfiti, poiché è un’arte lavorare la vigna e produrre vino”.

I vini prodotti sono tutti meravigliosi.

A partire dal basico Langhe Nebbiolo, coraggiosamente “affinato in acciaio inox per circa 10 mesi”: ti accoglie con un profumo di nobiltà, mentre al palato il tannino si esprime subito con calore, lasciandosi poi cullare da un’intensa acidità, fino a un lungo finale che ti congeda con note di liquirizia e sentori pepati.

Anche la Barbera d’Alba fa solo acciaio e si avverte dal valore assunto dal frutto nonché dall’inaspettata ma gradita acidità che ti invade al suo ingresso in bocca.

Poco prima il naso aveva avvertito bacche e spezie in maniera avvolgente, mentre dopo il retrogusto fa affacciare mirtilli e ribes, insieme a un soffio erbaceo selvatico, fino a un finale piccante. Evolvendosi nel bicchiere, tira fuori la seta e una patina d’eleganza.

Il Dolcetto di Diano d’Alba ha profumo austero ricco di spezie, mentre il sorso è accattivante fin da subito, grazie ancora a una sensibile acidità.

Il palato intanto si inebria di gelsi neri e radici aromatiche.

E’ tutto un programma poi che il gioiello di famiglia, il Barolo, venga riportato alle sue radici più umili e quindi vere, con un nome programmatico come Contadin.

Bouquet di profondo bosco, dominato dai mirtilli, ha colore intensamente scuro, mentre in bocca l’abbrivio è di organza dall’immensa eleganza. I tannini compatti rimangono nelle retrovie, lasciando che il palco del palato veda protagonisti il melograno e i lamponi maturi, con un sorso pieno ma non invadente, fino a un finale con spruzzata di pepe bianco.

Non potevamo non chiedere a Beppe Accomo di raccontarci il suo progetto enoico e i vini che ne sono il frutto: lo ha fatto nel video che segue.

Info: www.briccomaiolica.it

Distribuzione: www.propostavini.com

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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