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Buon misotto dal Tohoku, un sakè dopo lo tsunami

Pubblicato il: 1 luglio 2018 alle 3:00 pm

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Nippomania. Il Paese più attivo nel portare le sue eccellenze e la sua filosofia alimentare a Milano, in prospettiva non solo Expo, è il Giappone.

E lo fa in modo organizzato e intelligente, riconoscendo a Milano il ruolo di capitale enogastronomica. A prescindere.

Che poi i giapponesi chiamino vino il sakè, è un altro discorso.

Taste of Tohoku, presentato a La Scuola de La Cucina Italiana, è stato un evento culturale di reciproca scoperta, con gli ambasciatori del Tohoku, regione giapponese situata nella parte nordorientale dell’isola Honshu. Sette prefetture, Akita, Aomori, Fukushima, Iwate, Miyagi, Yamagata e Niigata, dieci milioni di abitanti, territorio a vocazione agricola duramente provato dal Triple Disastre del marzo 2011: terremoto, tsunami, disastro nucleare che hanno segnato un panorama stupendo di montagne innevate, riserve naturali e le produzioni agricole più importanti del Giappone.

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Il riso, la salsa di soia non industriale, i vari tipi di sakè, cibi più tradizionali come Sanriku Usu-asa Mekabu, Kinka Shime-saba.

Anna Prandoni ha fatto gli onori di casa, Marco Massarotto de La Via del Sake ha parlato di un’esperienza alternativa di vita, Alessandro Biamonti del Politecnico della collaborazione su design, marketing e comunicazione con i produttori e i manager pubblici giapponesi.

Aperitivo a base di Sakè ed antipasti del Tohoku. Cena preparata dallo Chef Nobuaki Fushiki, uno degli chef emergenti di Tokyo da TimeOut Japan. Esperienza interessante, nelle zuppe, la fermentazione dei semi di soia, i brodi, l’uso del miso. Sobrio trionfo del quinto gusto giapponese, l’umami (dopo dolce, salato, amaro, aspro). E grasso. La loro idea di saporito che coincide con il sapore del glutammato.

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Come le fermentazioni e le marinature di salsa di soia (riso, miso) sta agli antipodi della nostra biodiversità. Per necessità. Una contaminazione possibile è suggerita dagli chef Pietro Leemann di Joia ed Eros Picco di Innocenti Evasioni che presenteranno ogni sera fino al 31 maggio un piatto a base di prodotti del Tohoru, disponibili comunque in e-commerce.

Buon misotto!

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 7 marzo 2015.

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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