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Cà du Ferrà, vini bio delle Cinque Terre frutto dell’intraprendenza

Pubblicato il: 28 febbraio 2020 alle 7:00 am

Una vicenda vitivinicola che dimostra ancora una volta quanto il vino rappresenti momento di ritrovo e unione non soltanto estemporaneamente ludico, spingendosi a ispirare cambiamenti di traiettorie di vita: la cantina Cà du Ferrà nasce infatti più di trent’anni fa da “un matrimonio d’amore che diventa anche amore per la terra” tra Antonio Zoppi di Bonassola e la campana Aida Forgione, pronti a lasciare altre professioni per associarsi a un sogno coltivato a suo tempo anche dal loro punto di riferimento culturale Giuseppe Verdi, la cui opera viene omaggiata dal progetto.

“Due mondi che si incontrano, nord e sud”, in un angolo di poesia tradotto in paesaggio d’incanto,  la Riviera Ligure di Levante, nel citato borgo di Bonassola, La Spezia come provincia.

Il lavoro è tanto e la crescita lenta e laboriosa, come pretende questo territorio che può essere domesticato soltanto attraverso la viticoltura eroica, quella che sfida pendenze e spazi ristretti ingabbiandoli con commoventi muretti a secco, portando il dono di Bacco laddove “un tempo si ferravano i cavalli”, da cui il nome dell’azienda.

La famiglia intanto si è allargata con Davide e il marito Giuseppe e tutti insieme hanno alzato il tiro dell’impegno traducendolo in ambito civico, attraverso il recupero del territorio, la certificazione biologica dei vigneti e la creazione di una nuova cantina nel 2018.

Le loro vigne “coltivate a filari e a pergola, guardano il mare, baciate dal sole e dalla brezza salmastra”, mentre i “vigneti di Cà du Ferrà, tutti esposti a sud, si sviluppano su 4 ettari distribuiti in 4 comuni diversi: Bonassola, Levanto, Vernazza e Riomaggiore, interessando, quindi, anche il territorio a tutela del Parco Nazionale delle Cinque Terre”.

I filari contengono “piante di Vermentino, Albarola e Bosco, fra i bianchi, e piante di Sangiovese, Merlot, Ciliegiolo, Syrah, Granaccia e il raro Vermentino nero, fra i rossi”, aiutate nella crescita dal “microclima della zona, con temperature miti e una brezza costante”.

La cantina sembra individuare il proprio simbolo nel Bonazolae, assemblaggio caratteristico della zona che mette insieme “il vigore dell’uva Bosco, il nervo dell’Albarola, coniugati alla suadenza del Vermentino”, producendo un’esplosione che coniuga la potenza del frutto alla carezza del floreale, irretendo con un tocco di mineralità.

Incuriositi dall’apporto del Vermentino, lo abbiamo approfondito in purezza nel Luccicante, dove i fiori emergono ancor di più al naso mentre al palato si fa molto più netta la sapidità, unitamente a un tocco abboccato che sa di frutta matura come pera e cotogna, sui cui si innerva una sensazione erbacea irresistibile.

Il rosso della casa è ‘Ngilù, blend di Sangiovese, Merlot e Ciliegiolo che maturando in acciaio mantiene vivide caratteristiche come i sentori di muschio fresco, mentre in bocca si presenta setoso per esprimere prugna e sorbo insieme a una nuance di liquirizia, su cui svetta un’acidità invitante.

Esperienza da chiudere con L’Intraprendente Passito, il quale rimette insieme uve di Bosco, Albarola e Vermentino adeguatamente appassite e portate a esprimere al meglio il proprio piglio zuccherino screziato di complessità organolettiche tutte da godere.

Da applausi in Cà du Ferrà il recupero dei vitigni rari e antichi “che si colloca nel solco del ritorno al passato e del rispetto di un luogo com’era in origine”: così “per riaccordarsi alle originarie colture viticole, l’azienda, nei terreni di Bonassola, punta a riportare alla luce varietà come il Ruzzese, il Rossese Bianco, il Picabon e l’Albarola Kihlgren, presenti fin dall’antichità nelle Cinque Terre e nella Riviera Ligure di Levante e in parte dimenticati nel corso della storia recente”.

All’interno di un progetto sostenuto da Coldiretti La Spezia, Regione Liguria e CNR di Torino, la prima opera di reimpianto ha come oggetto il Ruzzese, ritenuto l’antesignano dello Sciacchetrà, “il vino passito identificativo delle Cinque Terre, ottenuto oggi da uve Bosco, Albarola e Vermentino e che, invece, Cà du Ferrà riproporrà secondo la tradizione di una volta, producendolo dall’uva a bacca bianca del Ruzzese”.

In attesa che venga portato a compiuta vinificazione dall’azienda l’ammirevole recupero di questo prezioso ma scomparso vitigno autoctono, abbiamo chiesto a Davide Zoppi di spiegarci le produzioni attuali di Cà du Ferrà.

Info: https://caduferra.wine/it/

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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