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A caccia di vini e chef in Alto Adige con Helmuth Köcher

Pubblicato il: 31 luglio 2019 alle 3:00 pm

Caccia aperta in Sud Tirolo a vini, luoghi, resort firmati da architetti e padroni geniali, meraviglie e silenzio. Helmuth Köcher, ideatore di Merano WineFestival (https://meranowinefestival.com/) e WineHunter è la nostra guida in Alto Adige, fra Bolzano e Merano.

La guida perfetta. Dandy tirolese per eleganza e lavoratore instancabile, Helmuth ci ha raccontato la sua filosofia, mostrato il suo quartier generale e portato alla scoperta di posti, persone, bottiglie speciali.

Declinando la sua missione: la continua ricerca di novità ed eccellenze nel campo vitivinicolo e gastronomico e valorizzare le qualità in più che le distinguono e le rendono uniche nel tempo.

Le radici. “La mia famiglia si è insediata in Alto Adige oltre 150 anni fa e io sono nato a Merano. Mio nonno proveniva da una famiglia di maestri tessili della Boemia e mia nonna invece da una famiglia di viticoltori della Wachau dell’Austria. Mia mamma è di Bonn”.

Merano centro di villeggiatura termale per la nobiltà europea, vicina a Monaco e a Vienna. “Ho scelto per voi – ci accoglie al Bad Chorgau in Val Sarentino – tre posti speciali. Oltre a casa mia”.

Il visionario, ecosostenibile e minimalista Bad Schorgau della famiglia Wenter, il Kranzelhof di Cermes dal conte Pfel con il suo Giardino Labirinto,

l’Arte e una cantina del 1300.

Il Vigilius Mountain Resort (https://www.vigilius.it/it?gclid=Cj0KCQjwyerpBRD9ARIsAH-ITn_hHlePKYigXGzIrAh6UJLrN_thMDpzNSOGzKJgpMAHOEXif_soaGoaAjiKEALw_wcB), “dove arriveremo con una delle più vecchie funivie di Europa”.

Il legno, il bosco, il verde, la storia non solo dei vitigni altoatesini che ci aiuta a conoscere, riconoscere, scegliere. Gregor Wenter, figlio di uno dei più famosi e premiati cuochi dell’Alto Adige, lui anche cuoco per caso e tv da Antonella Clerici, ci mostra un resort semplice e bello, il trionfo del legno della valle, la Spa ha un piano riservato alle cure mediche e un secondo livello con piscina, percorsi, relax (la piscina esterna ai limiti del bosco ha forma di botte ovale).

Gregor, fra una bollicina e un formaggio stagionato di maso, presenta il suo Laboratory of Future Gastronomy, il progetto LaFuga con lo chef Mattia Baroni che affianca il ristorante stellato.

Vigilius, struttura orizzontale, “come un albero caduto”, a 1.300 metri, in mezzo alla foresta, no televisione, wi fi a tempo, no telefonini a tavola. Libri e silenzio. Un monastero esclusivo.

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 20 luglio 2019

MARCO MANGIAROTTI

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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