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Cagliari da bere e mangiare: l’identità sarda è nel piatto

Pubblicato il: 25 aprile 2019 alle 3:00 pm

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Sabores di Cagliari, metà gastroculturale perfetta almeno fino a dicembre.

Marco Deidda (Ristorante Dal Corsaro, Viale Regina Margherita 28, www.stefanodeidda.it) è la cucina base, un oste che dal suo territorio prende ricette e materia prima: l’asino stufato e il cinghiale marinato, un maialino che si scioglie in bocca. Lonzino, salame al coltello e prosciutto di casa tagliato alto, culurgiones con patate e mentuccia, orto e pescato del giorno. Uva bianca da pasto da tornare bambini.

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Non lontano, sempre alla Marina, abbiamo scoperto in Vico dei Mille un’enoteca negozio, Sapori di Sardegna (www.saborescagliari.com), e le sue selezioni di formaggi e salumi, vini e birra artigianale sarda.

Samuele Muscas è un divulgatore di biodiversità golosa, dai formaggi di nicchia, pecorino (Fiore sardo e affumicato), il caprino (una scoperta) e casizolu di Bidui, da Orgosolo all’Ogliastra.

La lombata di lonza, la pancetta di montagna e quella fatta vicino al mare, il lardo, la salsiccia e il guanciale. Scoprite il nero Cagnulari, le bottiglie eretiche di Dettori, la Malvasia e la birra Sabores (P.i.a.).

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Secondo step nella città, all’Osteria del Doge, via Santa Croce 3. Tradizione moderna e stagionalità, il bue rosso (vitellone rosso brado) di Montiferru, pascoli di mirto, ginestrelle, asfodeli e camomille. In polpette della memoria, trippa o stracotto. Il maiale di Samassi, il cappero Selargino, lo Zafferano di San Gavino, le arselle di Santa Gilla. Minestra con la merca, morbidi ovuli e carnosi porcini. La Granglona (pecorino di Nulvi). Bovale in purezza Bragadìu di Fradiles.

L’apotesi del crudo è da Martinelli’s da Roberto, via Principe Amedeo 18. Il trionfo del giorno con tonno rosso e spada marinato, sarda marinate allo zafferano su pane carasau, una strepitosa tartare di ombrina con salicornia, le ostriche di Tortolì, i cannolicchi crudi, spaghetti bottarga, anche alla julienne, e peperoncino. Una murena in tranci fritta mai provata. Cantina all’altezza.

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Per l’aperitivo, sulle mura vicino alla Torre dell’Elefante, il Caffè Libarium (Pagina Facebook), al mattino dolci da urlo. In centro lo storico Svizzero, oasi di lettura e sapori (parigina imperdibile).

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Tratto dal quotidiano Il Giorno del 17 ottobre 2015.

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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