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Calzo della Vignia, l’Ansonica dell’Isola del Giglio di Castellari

Pubblicato il: 20 giugno 2019 alle 7:00 am

Usare il vino come veicolo di istanze sociali, culturali e ambientali non significa annacquarlo, bensì restituirgli tutto quel carico di complessità simboliche che si porta dietro dalla notte dei tempi, con l’Uomo che gli ha assegnato da sempre ruoli mitici e mistici, funzioni ludiche e religiose, facendone metafora elevata e ricovero materiale, tra pulsioni salvifiche e godimenti tangibili: l’esperienza di Castellari Isola del Giglio rientra in questo alveo ancestrale, non accontentandosi di fare un grande vino, bensì spingendosi nei territori della consapevolezza più profonda.

Infatti dichiara come propria missione “la realizzazione di un progetto viticolo, enologico che ha come scopo la valorizzazione di una terra Toscana unica, di antichissima tradizione vitivinicola”: una vicenda aziendale carica di “originalità, passione e, perché no, poesia” che “parte dal Giglio, un’isola fatta di vento, macchia mediterranea e granito”.

Fare vino in tale contesto è “un gesto di amore per questa terra”, perché “la vite e il mare porta a recuperare terreni abbandonati da tempo, terrazzamenti e muretti a secco” fino alla “produzione di un vino ottenuto da uve provenienti da appezzamenti diversi, in modo da conferire maggior complessità e originalità al prodotto”.

“Tutto ha inizio quindici anni fa”, spiega Simone Ghelli che del progetto è il titolare, “quando I’amore per la terra, la vite e il mare ci porta a cercare i primi terreni all’Isola del Giglio, territorio magico dove l’uomo con il desiderio del facile guadagno abbandonò queste terre: un tempo su 2,100 Ha di Isola si contavano circa 500 Ha di vigneto, oggi ne abbiamo poco meno di 15”.

Da qui la decisione di “tornare a coltivare e fare viticoltura in un territorio così estremo”, in quanto massima espressione di rispetto e riconoscenza nei confronti di una pianta che alla famiglia di Ghelli ha dato moltissimo.

Tutto questo “con grande attenzione ai suoli e all’ecosistema dell’isola”, dove “la natura e il mare giocano un ruolo fondamentale, permettendoci di gestire i nostri vigneti con pratiche agronomiche arcaiche ma ancora del tutto attuali”.

Il Calzo della Vignia, da uve Ansonica in purezza, si presenta con un magnifico colore ambrato e profumi muschiati che accennano alla frutta matura, mentre in bocca l’approccio è minerale e il sorso è denso, sviluppando sentori di lievito, albicocca, frutta tropicale, fino a un tocco che ibrida l’abboccato con il vegetale, insinuando una nota di cedro candito.

Da bere con attenzione verso le sue sfumature.

Abbiamo chiesto a Simone Ghelli di parlarci di questa esperienza vitivinicola, le cui radici risalgono agli Etruschi, mentre le evoluzioni storiche hanno unito popoli e grandi personaggi: ci racconta tutto nel video sottostante.

Da sottolineare che questo nettare rientra nel progetto dei Vini delle Isole Minori dell’encomiabile Proposta Vini che distribuisce non soltanto prodotti vinicoli ma anche cultura e responsabilità sociale: infatti con questa iniziativa da anni ha acceso un riflettore su una realtà ritenuta marginale e distante, quando invece in essa risiedono le basi della civiltà enoica, oltre che perle di rara piacevolezza (http://www.storienogastronomiche.it/vini-delle-isole-minori/).

 

Info: Castellari Isola del Giglio

Distribuzione: http://www.propostavini.com/

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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