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Campane Marinelli in Molise: fonderia millenaria, emozioni eterne

Pubblicato il: 31 ottobre 2018 alle 7:00 am

Se volete una valida ragione in più per essere orgogliosi di essere italiani, dovete necessariamente recarvi nel meraviglioso Molise e raggiungere l’incantevole Agnone, dove in via Felice D’Onofrio si staglia la sede di uno dei più grandi vanti del nostro Paese, la Campane Marinelli, “la più antica fonderia Italiana e fra le più antiche del mondo, specializzata nella costruzione di campane”.

Un luogo di eccellenza che ci riscatta da tante pecche diffuse, perché qui il Lavoro si esprime in tutta la sua monumentale Dignità, il senso della Famiglia è ancora supremo, l’Onestà è un principio irrinunciabile e il Talento è il motore dell’attività economica, insieme alla dedizione e al senso del dovere.

Ciò fa della Marinelli uno dei massimi esempi di imprenditoria virtuosa ma anche etica, dove il saper fare si lega al saper vivere.

La presenza della Pontificia Fonderia ad Agnone non è casuale, in quanto “unica sopravvissuta tra le dinastie dei numerosi fonditori di campane” del luogo.

A testimoniare una storia lunga oltre mille anni, “un raro esemplare di campana gotica che la tradizione vuole sia stata fusa 1000 anni fa, ad Agnone”, custodita sotto teca nel bel museo d’impresa presente all’interno della stessa azienda, imprescindibile da visitare sia per conoscere ogni segreto della produzione delle campane, ma anche per comprendere quale e quanta eccellenza possa risiedere in una ditta familiare italiana che è un luminoso modello non soltanto di longevità, ma anche di morale applicata al lavoro.

Il nobile lignaggio dell’impresa è dimostrato dalla circostanza documentata per la quale Nicodemo Marinelli, Campanarus, “nel 1339 fuse una campana di circa 2 quintali per una chiesa del frusinate”.

In questa sterminata storia, Marinelli individua delle tappe fondamentali alle quali tiene particolarmente, come la concessione alla famiglia del privilegio di effigiarsi dello Stemma Pontificio avvenuta nel 1924 a opera di Papa Pio XI, o la visita di San Giovanni Paolo II ricevuta il 19 marzo 1995.

Si comprende quindi perché Campane Marinelli sia l’orgoglio assoluto di Agnone, splendido borgo in provincia di Isernia in Molise che può ben vantarsi di ospitare “quello che si presume sia il più antico stabilimento al mondo per la fabbricazione delle campane”.

Piace rinvenire nella dichiarata filosofia aziendale termini che rischiano di cadere nell’oblio, come “la specchiata onestà, grande perizia e serietà di propositi di cui ha dato costante prova”.

L’heritage aziendale ha anche assunti estetici e funzionali, “una caratteristica speciale ben definita derivante dalla esperienza di vari secoli, trasmessa di generazione in generazione”, consistente in “forma svelta ed elegante”, un “suono limpido, dolce e squillante”, quindi “una durata secolare”, merito della “sana e diligente fusione” e della qualità del bronzo utilizzato “formato esclusivamente da rame e stagno puro”.

Sul piano estetico, si sottolinea come siano “ornate attentamente con eleganti fregi ed artistici bassorilievi e portano scolpite chiaramente le iscrizioni e le immagini che si desiderano”.

Forme che campeggiano nel laboratorio in cui nascono i dettagli estetici delle campane, capaci di intrecciare il pregio creativo con una profonda riflessione su simboli e messaggi da consegnare all’eternità.

Rievocando la storia della campana, ne emerge il valore di “simbolo che ci affratella, divenendo sempre più un emblema religioso e sociale”, non a caso quindi invisa ad alcuni personaggi passati alla storia come divisivi, quali Saladino, Maometto e Calvino. Per la chiesa cattolica invece le campane hanno assunto lo status di “res sacrae”, “benedicendole e imprimendoci iscrizioni che parlavano di comunione tra terra e cielo”, tanto da sviluppare la curiosa ma significativa presenza tra gli artigiani fonditori anche di monaci.

La presenza di figure sacerdotali è stata mantenuta viva da Marinelli come tutte le altre tradizioni, quale il sacro rito della colata di bronzo che dà vita alle campane.

E’ una delle esperienze più emozionanti che si possano fare nella vita. Consiste nell’azione di liberare il metallo fuso incandescente dentro le forme che generano la campana: i bagliori infuocati evocano le forze magmatiche del cuore della terra ma anche la potenza tumultuosa della creazione, mentre il lavoro dell’Uomo risalta nella rappresentazione della sua immensa capacità di forgiare la forza della Natura e indirizzarla verso la Bellezza.

Abbiamo avuto il privilegio di assistere a questo rito e rimarrà uno dei momenti indimenticabili della nostra vita: ci ha insegnato quanto sia importante l’armonia nel lavoro di gruppo, ci ha ricordato il sommo pregio della fatica in ogni opera umana, ci ha ammonito sulla sacralità che deve assumere il lavoro nella nostra esistenza, da vivere sempre quale momento di elevazione interiore.

Nel video che segue vi mostriamo tutti i passaggi di questo rito, segnato dalla citata presenza di una figura religiosa, impegnata ad accompagnare con la preghiera il culmine di tale fase produttiva.

Alla Marinelli sono fieri di ricordare a quante avversità abbiano resistito nel tempo, dai “momenti difficili come quelli legati alla seconda guerra mondiale, durante i quali la Fonderia dovette sospendere l’attività produttiva essendo state requisite le campane il cui bronzo venne utilizzato per la costruzione di armi”, fino al devastante incendio del 1950 che costrinse la famiglia “ad abbandonare la vecchia sede e a realizzare una nuova officina alla periferia del paese”.

Avversità che non hanno scoraggiato i Marinelli, i quali hanno continuato con l’utilizzo della propria “tecnica di produzione che è quella del Medioevo”.

Infatti “la tecnica della fusione delle campane è rimasta immutata nel corso dei secoli”, mentre “gli studi per la definizione del suono sono invece più recenti ed hanno cominciato ad affermarsi solo nel XVII secolo”, decisivi per definire la “voce” delle campane, “vale a dire la nota posseduta da ogni campana”.

Tutto questo rientra nelle affascinanti spiegazioni che ti vengono rese durante la visita alla struttura, tra interessantissime note tecniche sulla produzione e il funzionamento delle campane, intrecciate a racconti di una vicenda familiare e imprenditoriale che dà lustro a un’intera nazione.

Nel video che segue, il resoconto della nostra visita alla Fonderia Marinelli.

 

Info: http://campanemarinelli.com/

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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