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Cantina della Birra e-shop, rarità dagli Specialty Grain alle trappiste

Pubblicato il: 13 maggio 2020 alle 7:00 am

La crescita di notorietà e reputazione della birra di qualità si deve anche a realtà come Cantina della Birra che alla legittima attività di commercio digitale affianca anche un’indefessa opera di divulgazione della cultura brassicola.

Ritenendo che “ogni birra ha una storia, ogni storia ha una birra”, questo e-shop si propone di “rendere di facile reperibilità prodotti speciali ed artigianali, favorendo la circolazione e la crescita della cultura birraria”, aiutando l’acquirente non soltanto nella scelta  della birra giusta all’acquisto ma anche a soddisfare curiosità su questo ambito.

Da qui lo sforzo riuscito di configurarsi quale “strumento semplice ma approfondito per coloro la cui curiosità e consapevolezza del gusto li spinge alla ricerca di nuovi mondi e nuove conoscenze birrarie”, creando di fatto “una guida che sappia condurre all’acquisto sia i neofiti che i consumatori più esperti e che fornisca in modo semplice ma dettagliato le informazioni tecniche e gli esempi di degustazione redatti con la professionalità di chi lo fa per passione e per mestiere da più di vent’anni”.

Quasi venti i Paesi di provenienza delle birre e circa settanta gli stili di appartenenza, dalle Abbey Dubbel alle Barley Wine, dalle Doppelbock alle Gose, passando per Italian Grape Ale e Rauchbier: colpisce l’intento didattico affidato alla descrizione di ogni tipologia così come dettagliate sono le note per ogni singola bottiglia, tanto che già il solo curiosare tra le tantissime referenze diventa un’esperienza gnoseologica formativa.

La funzione istruttiva è affidata anche a post che vanno in profondità nella cultura brassicola, trattando argomenti come Cosa sono le birre acide e quali sono le più diffuse o Ricette del riuso della tradizione italiana e gli abbinamenti con la birra.

Da tanta sapienza, abbiamo attinto per fare un viaggio per nulla scontato tra le non abbastanza considerate Specialty grain, prodotte “con cereali non comuni quali segale, avena, grano saraceno, farro, miglio, riso, ecc.”, in cui rientrano le birre senza glutine, nelle quali il “cereale alternativo dovrebbe essere protagonista nel profilo aromatico e gustativo”.

Tra le nostre scelte in tale ambito, si va dalla belga Saison D’Epeautre della Brasserie De Blaugies (al farro) alla tedesca Emmer Bier della Riedenburger Brauhaus (con la spelta), fino alle italiane Curmi di 32 Via dei Birrai (Triticum Dicoccum, un grano vestito) e La Saracena di Birra del Borgo (grano saraceno).

Con il supporto del motore di ricerca del sito, si può anche delineare una mappatura insolita delle produzioni ispirate dall’ambito degli ordini religiosi, dalle trappiste a quelle create in monasteri e abbazie, anche al di fuori dallo scontato ma inevitabile riferimento al Belgio, con suggestivi approdi a realtà poco note dagli Stati Uniti (Spencer) all’Austria (Monastero di Engelszell), per approdare anche in Italia con le ricette della Comunità dei Monaci Trappisti delle Tre Fontane.

Un’esperienza interessante da prendere a modello per tanti siti di e-commerce di tutti i generi, per incoraggiarne la possibile e auspicabile azione pedagogica.

Info: https://www.cantinadellabirra.it/shop/home

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