Google+

Cantina Pianbello, dalla provincia di Asti le bollicine dell’Alta Langa

Pubblicato il: 22 aprile 2020 alle 7:00 am

Nel cuore del Moscato più famoso con tutte le sue declinazioni, c’è una cantina che vuole ricordare come il medesimo territorio sia stato il primo in Italia ad adottare il metodo classico per i vini spumanti: è la Cantina Pianbello situata nel comune di Loazzolo, in provincia di Asti, la quale “in un angolo incontaminato di Langa astigiana, in mezzo a vigneti di Moscato, Dolcetto, Chardonnay e boschi rigogliosi” dà vita alle sue declinazioni di bollicine dell’Alta Langa.

Rientra infatti anche nel Consorzio Alta Langa che ha sede proprio ad Asti (https://www.altalangadocg.com/), il quale propone quello dei propri associati come “lo spumante brut del Piemonte”, contando sulla circostanza che “fu il primo metodo classico a essere prodotto in Italia, fin dalla metà dell’Ottocento, nelle Cattedrali Sotterranee oggi riconosciute Patrimonio dell’Umanità Unesco”, composto da “uve Pinot Nero e Chardonnay, in purezza o insieme in percentuale variabile: può essere bianco o rosé, brut o pas dosé e ha lunghissimi tempi di affinamento sui lieviti, come prevede il severo disciplinare, almeno 30 mesi”. Altra peculiarità è che l’Alta Langa “è esclusivamente millesimato, riporta cioè sempre in etichetta l’anno della vendemmia”.

La cantina Pianbello vi rientra per volere dei titolari della famiglia Cirio “che vanta anni di storia contadina dedicata interamente alla produzione del vino di qualità, cercando di sfruttare al meglio le risorse eccezionali che queste terre offrono, produce da due generazioni i vini tipici della Langa astigiana e del territorio di Loazzolo”.

E’ qui che dal 2008 Pianbello cura la produzione dell’Alta Langa Brut Metodo Classico, composto da Pinot Nero e Chardonnay in due referenze.

In merito al Pianbè Altalanga Brut sul sito del Consorzio viene fatto notare come “non è da molto tempo che viene piantato il vitigno Pinot Nero in queste zone, ma i risultati si sono rivelati eccellenti, mentre lo Chardonnay era già affermato e con dei fantastici aromi e spiccata acidità”. Infatti la composizione prevede 80% Pinot Nero e 20% Chardonnay, con fermentazione in parte in barrique di rovere francese e in parte in acciaio, quindi rimanenza sulle fecce per 36 mesi.

Fantastico il suo bouquet di frutta matura, mentre in bocca un petillant fitto e stimolante scatena intensamente un caleidoscopio agrumato in cui si intercettano dal limone allo yuzu, insieme a una curiosa nota di panna fresca e sentore di mango.

C’è anche un Pianbè Rosè Brut metodo classico che dice la sua ancora con il blend di Pinot nero 80% e Chardonnay 20%, partendo da un perlage elegante e proponendo al naso questa volta sentori floreali, mentre al palato si presentano con maggiore intensità la caratteristica crosta di pane insieme a litchi, pompelmo rosa e ribes giallo.

L’azienda ha elaborato anche una versione più basica dell’assemblaggio di Pinot Nero e Chardonnay ma questa volta utilizzando il metodo charmat, dando vita così allo Cherie che si distingue per un frutto più fresco e zampillante, esaltato da una maggiormente distinta mineralità.

Abbiamo fatto il punto su questa produzione con Gianluca Scaglione, nel video sottostante.

Info: https://www.pianbello.com

Distribuzione: http://www.propostavini.com/info-per-ordini

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  


Tag: , , , , , ,



L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
www.domenicoliggeri.it


Back to Top ↑