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Cantina Suavia di Fittà (VR): tre sorelle, vigne alte, gran Soave

Pubblicato il: 12 febbraio 2019 alle 3:00 pm

Il Soave. Vi parleremo sempre più spesso dei vini (vitigni autoctoni) che trovate in carta, enoteca e scaffale, fra eventi a Milano e territorio, cantine.

Suavia ha presentato cinque bottiglie e una verticale all’Alchimia, il locale di Alberto Tasinato in viale Premuda 34, con chef Davide Puleio dal Pipero di Roma. Gran bel posto, grandissime bottiglie che mi hanno fatto capire il potenziale vero del Soave.

Tre sorelle, Meri e Valentina (in sala), Alessandra Tessari, “orgogliosamente soaviste e bianchiste”, vigne antiche, la famiglia si è insediata a Fittà nel 1800, il cuore alto di un terroir famoso, gli autoctoni a bacca bianca Garganega e un particolare Trebbiano di Soave.

Aperitivo con le bollicine di Opera Semplice, metodo classico di Trebbiano.

Grande lavoro in vigna, prima che in cantina, vitigni secolari studiati con l’Università di Milano, ma anche saperi antichi.

Valentina è l’enologo. Ci racconta, prima della verticale, i quattro vigneti vecchi di Monte Carbonare, le sue rocce basaltiche, il cru di Garganega a 600 metri di altezza. Un già notevole 2013 sapidità, nota amaricante leggera, acidità, affumicato. Un 2006 in cui affiorano idrocarburi, prime note ossidative da vino maturo. Un 2002 che è un capolavoro di freschezza, di acidità clamorosa, un 1998 che ha ancora note floreali.

Ai piatti abbinati Massifitti 2015, Bianco Veronese da Trebbiano, schiena minerale vulcanica.

Le Rive 2015 è un’altra declinazione importante di Garganega, Acinatium 2013 è il Recioto di Soave.

Le ragazze sono bravissime e premiatissime, il rapporto qualità prezzo sorprendente. Nel piatto scelgo il petto di faraona arrosto, bieta, crema di mele alla  senape.

 

Info: https://www.suavia.it/

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 2 giugno 2018

MARCO MANGIAROTTI

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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