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Cantine Villa Dora, vini vulcanici dal Parco Nazionale del Vesuvio

Pubblicato il: 4 maggio 2020 alle 7:00 am

Si parla sempre di più dei cosiddetti vini vulcanici, grazie al fascino della loro provenienza e alle peculiarità del loro corredo organolettico, ma anche all’azione divulgativa di un distributore culturale come Proposta Vini che ne ha sancito la dignità di categoria a parte facendone oggetto di una propria linea di prodotti, tra i quali figurano le referenze di Villa Dora, cantina campana che gode del magnifico privilegio di disporre di otto ettari di vigneto all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio, con l’intento di proseguire una tradizione vitivinicola del territorio ormai secolare.

L’azienda opera esattamente alle falde dell’iconico vulcano campano, “a circa 3 Km da Pompei, con esposizione sud-ovest ad un’altitudine di 250 mt”, nel comune di Terzigno che fa parte della città metropolitana di Napoli e nella cui area si trova il Bosco del Vesuvio.

(“Scavando nei nostri vigneti abbiamo trovato diverse stratificazioni del terreno; ciascuna corrisponde ad una eruzione del Vesuvio”)

Un’azienda vitivinicola che “segue una felice ed antica tradizione di famiglia”, nata nel 1997 “dal desiderio di Vincenzo Ambrosio di dedicarsi ad una tenuta alle falde del Vesuvio, con la passione e l’esperienza di chi conosce molto bene questo territorio”, nel quale “fu realizzata una ristrutturazione radicale delle colture diretta a creare le basi per una produzione di alta qualità”, attraverso “le pratiche di coltivazione biologica” e operando “secondo il più basso impatto ambientale possibile”.

Per coltivare questo sogno a gestione familiare si sono unite diverse competenze “che confluiscono tutte nell’attività di gestione della società agricola”, con “Giovanna, laureata in economia; Antonio, formazione legale; Francesca, farmacista”, con il coordinamento di papà Vincenzo che ha dato alla cantina il nome della moglie Dora.

Villa Dora ci tiene a sottolineare che utilizza esclusivamente le uve dei propri vigneti, visto che le sue viti “sono a piede franco e la maggior parte di esse ha un’età media di circa 40 anni”, valorizzate da una particolare esposizione soleggiata e ventilata.

Altro condivisibile vanto, il trattare esclusivamente vitigni autoctoni, quali Piedirosso, Aglianico, Caprettone e Falanghina, in un terreno vulcanico ricco di minerali che “costituisce una fonte preziosa di naturali sostanze fertilizzanti che consentono di accrescere in modo considerevole l’intensità dei profumi e dei sapori”, grazie anche ad attività in vigna come il diradamento, quando “a metà maturazione delle uve, diversi grappoli vengono eliminati, in modo da consentire la migliore evoluzione di quelli che restano”.

Sono però soltanto le migliori uve ad arrivare in cantina, per essere sottoposte a vinificazione mediante tecnologie innovative “confrontando l’esperienza acquisita negli anni con le ricerche di settori di studi specializzati”, avvalendosi di convenzioni con l’Università degli Studi di Napoli Federico II e la Facoltà di Agraria dell’Università di Pisa.

Nel segno dell’identità territoriale, i vini sono tutti Lacryma Christi del Vesuvio, sia i rossi che i bianchi.

I vini rossi sono tratti dal classico connubio di uve Piedirosso e Aglianico: la versione più basica è il Vesuvio Rosso che lascia esprimere in tumultuosa libertà la freschezza dei frutti di bosco e una suadente acidità, per precisarsi poi nel Gelsonero in un bouquet potente e perfino balsamico di erba bagnata e intensità silvestre, mentre il sorso fortemente tannico esprime lamponi, visciole, ribes e melagrana, affiancando una beva vellutata a un corpo spesso.

Se il contributo del legno è moderato nei prodotti prima citati, esso si fa invece più significativo nel Forgiato che punta a una maturazione maggiormente marcata e complessa, portando a profumi ficcanti di sottobosco e aghi di pino che in bocca mutano in sentori di mirtilli, more, pepe nero, erbe officinali e cioccolato, tutto condensato in un sorso corposo e materico.

Un vino sontuoso che richiede un approccio meditativo.

Le declinazioni del Lacryma Christi del Vesuvio Doc Bianco ruotano invece intorno al blend di uve Caprettone e Falanghina: di questa tipologia che comprende anche il Vigna del Vulcano, ci sembra perfetto rappresentante il vino che porta – non a caso – il nome della cantina, quel Villa Dora dotato di un complesso bouquet che unisce fiori e minerali rocciosi, per poi liberare al gusto sensazioni di alloro, avocado e mandarino verde.

Comune a tutte le versioni l’intrigante sapidità, mossa da interessanti echi ipogei e perfino da una gradevole nota sulfurea.

Tutti i dettagli di questa produzione ce li siamo fatti raccontare da Vincenzo Orabona, nel seguente video.

Info: http://www.cantinevilladora.it/index4.asp

Distribuzione: http://www.propostavini.com/component/virtuemart/?keyword=VILLA+DORA+&search=true&view=category&option=com_virtuemart&virtuemart_category_id=0

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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