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Cascina Bretta Rossa, vini piemontesi di artigiani della vigna

Pubblicato il: 27 dicembre 2018 alle 7:00 am

Inneggiare a valori come la passione, il rispetto dei tempi della Natura,  il lavoro artigianale, la valorizzazione dei frutti della terra, il legame con la tradizione, vuol dire porre alla base di un’attività le fondamenta della civiltà agricola e tratteggiare la più virtuosa delle filosofie produttive: è quanto avviene alla Cascina Bretta Rossa che dà vita a gemme vinicole piemontesi a Tagliolo Monferrato, in provincia di Alessandria.

“Ci sentiamo di essere gli artigiani che mettono nella bottiglia tutto quello che la vigna regala cercando di perdere il meno possibile di profumi e sensazioni” afferma con fiera umiltà il titolare Giuseppe Ravasini, parlando dell’attrazione immediata con il vino, evocando la suggestiva immagine dell’uva in spalla, icona del lavoro millenario in vigna.

“Alla base delle scelte dell’azienda c’è la tradizione di cantina, arricchita dalla curiosità di scoprire quanto si muove in questo mondo per affinare le nostre capacità operative” precisa Ravasini, ribadendo di operare “nel rispetto del terreno, delle piante e del vino”, al fine “di mettere in bottiglia quanto la vigna ci dà cercando di perderne il meno possibile”.

Una storia famigliare, iniziata con il nonno materno nel 1920, al tempo odierno improntata ai concetti “di rispetto biologico del vigneto e della vinificazione creando un vino rispettoso della salute di chi lo beve”, limitando l’uso di sostanze chimiche in vigna, la quale invece viene lavorata con  la cara vecchia zappa e trattamenti biologicamente approvati.

Una storia che parte con la produzione del Dolcetto e da esso facciamo iniziare anche la nostra degustazione.

La base per comprendere il lavoro della Cascina Bretta Rossa è il Colma 14, un Dolcetto di Ovada DOC che al naso accosta al frutto fresco anche sentori di muschio e suggestioni speziate, mentre al palato sorprende in complessità assemblando fichi, un’interessante nota amara e screziature vegetali che ricordano le barbabietole, rendendo la beva per niente ruffiana.   Finale di liquirizia, con afflato balsamico che sembra provenire da erbe di montagna. Vino quasi spigoloso, come quelli di gran carattere contadino, il quale conquista proprio per la sua singolarità.

Si alza il tiro della ricerca enologica nel Tajà, “espressione massima del Dolcetto di Ovada, fortemente voluto dall’azienda Cascina Brettarossa per fare conoscere al di fuori dei confini della zona questo grande, nobile ma facile vino”.

I profumi sono molto freschi ed evocano ambienti silvestri, mentre al palato si presenta vellutato e carezzevole, ben bilanciato tra l’espressone zuccherina e una vena amaricante, esprimendo prugne, spezie piccanti, cacao e sottobosco.

Sorso elegante sostenuto da perfetta acidità. Un grande vino.

Escursione nella classicità più nobile con il Barolo Case Nere il cui bouquet richiama l’apporto della botte e le atmosfere boschive. Un tannino importante è tenuto a bada dall’acidità, lasciando emergere more, mirtilli e corbezzoli, con un retrogusto di liquirizia.

Sorso caldo, beva avvincente, ottima espressione del miglior Barolo.

Ha pure valore divulgativo il Piemonte Albarossa che accende un faro su questo vitigno autoctono scaturito da un incrocio di Barbera e Nebbiolo attuato da Giovanni Dalmasso esattamente ottanta anni fa.

I profumi selvatici sono intensi come il suo colore rubino, mentre in bocca è un magnifico velluto sul quale si adagia un’amabile acidità fruttata, tra ribes, mosto di fichi e visciole.

Elegante, equilibrato, dal sorso mediamente denso ma con una grande beva. Si apprezza la delicatezza dei tannini.

L’azienda punta molto anche sulle bollicine, comprese quelle in rosato.

Come il basico Rosé Vivo frizzante che all’apertura si materializza con profumi tenuamente floreali, mentre al palato colpisce subito l’intensa acidità. Le sensazioni sono di una spremuta di melagrana con giuggiole, insieme a una nota di ciliegia. Vivacità sommessa e per questo elegante.

Più strutturato il Brut Voilà Nicola Rosé da uve Dolcetto, metodo Charmat lungo, dal bouquet di roseto così forte da risultare balsamico, impreziosito da idrocarburi.

Una buona acidità veicola piccoli frutti rossi e un tocco di alchermes. Si apprezza il bel tono cromatico rosato tendente al ramato, attraversato da un perlage spesso. Beva materica.

Una produzione di alto livello incastonata nell’Alta Langa Piemontese, “su un’antica stalla di pietra del ’600 collocata su un bricco a 400 slm che domina la valle dello Stura e dell’Orba, la città di Ovada a Ovest e quella del torrente Piota a Est con un bellissimo panorama di vigneti e di boschi che si affacciano sulla pianura e che, nei giorni più limpidi si allarga nell’arco delle Alpi per molta parte dell’anno innevate dal Monviso al Gran Paradiso”.

Pregi ambientali, agricoli e vitivinicoli raccolti nelle immagini del video seguente.

Info: http://www.brettarossa.it/

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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