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Da Cascina Carlot, il metodo classico di Moscato maturato nel pozzo

Pubblicato il: 30 maggio 2018 alle 7:00 am

Un sogno tradotto in nettare: lo spumante metodo classico di Moscato di Cascina Carlot è la traduzione liquida di cosa possa generare lo slancio onirico dell’Uomo.

Mette insieme fantasia, determinazione, poesia, sapienza, follia, amore, tutte pulsioni irregolari che allontanano dalla grigia omologazione e conducono all’appagante luminescenza dell’originalità.

Il sogno avverato di Claudio Mo è stato quello di dare vita a un vino che proseguisse nel solco della vitivinicoltura romantica del nonno Mario, la quale dall’osservazione empirica traeva tutta la saggezza del mondo, attingendo energia e sensibilità dai ventricoli più reconditi del proprio cuore pulsante.

Tutto parte da vecchie viti di Moscato Bianco di Canelli coltivate nei vocatissimi terreni argillosi dell’area di Coazzolo, nella provincia di Asti.

La spumantizzazione segue le regole del metodo classico, ma a scompaginare l’ortodossia ingessata è la pratica di mettere a riposo le bottiglie per due anni all’interno di un pozzo, sott’acqua, per influire materialmente sulle atmosfere sviluppate dai lieviti indigeni del vino, ma anche per incidere poeticamente sul risultato finale.

Non si tratta di una delle già note (e trite e fruste) trovate di maturazione di bollicine in ambiente subacqueo, ma di qualcosa di realmente più profondo. Tale metodologia di conservazione ha infatti tradizione ancestrale in Piemonte, basti pensare al burro che nel cuneese veniva serbato sott’acqua, proprio dentro al pozzo.

In questo caso si tratta di un vecchio pozzo di famiglia di circa trenta metri che rappresenta l’ambiente ideale per tale vinificazione, grazie al riparo dalla luce e alla temperatura costante tutto l’anno non superiore ai 15 gradi.

Un pozzo in cui si specchia l’entusiasmo endemico di un giovane vignaiolo capace di comprendere come il futuro del vino non possa prescindere dal suo passato più autenticamente bucolico.

L’esito nel bicchiere conferma la bontà delle intenzioni, perché l’esuberante reticolato organolettico di questo spumante chiamato Mario e il Pozzo entusiasma quanto il suo sostrato filosofico, fin da quel suo complesso bouquet che ti accoglie in un trionfo di pasticceria.

Il petillant è delicato alla vista quanto lieve al palato.

Il sorso è pulito e asciutto, di rara eleganza.

I sensi intanto colgono toni di mango e si perdono in sensazioni esotiche.

Per avere prova delle istanze umane che sorreggono il progetto di questo vino, ascoltate le parole appassionate di Claudio Mo nel video che segue, mentre racconta la genesi della spumeggiante visione liquida attinta dal pozzo della sua storia personale.

 

Info: http://www.cascinacarlot.it/moscato_mario.html

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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