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Cascina Ronchetto, a Morazzone rinascono i Vini Varesini

Pubblicato il: 30 ottobre 2015 alle 10:00 am

Cascina Ronchetto vini varesini 1

Sulla cartina della “Lombardia vitivinicola” esposta al Vinitaly, una sola provincia era totalmente assente: Varese. Eppure tra il ’500 e l’800 la vitivinicoltura era molto sviluppata nella provincia, con una produzione tra le più rilevanti di tutta la Lombardia. Poi malattie agricole e febbre industriale hanno fatto sparire quasi del tutto le viti dal territorio.

Oggi a reimpiantarle sono alcuni coraggiosi vignaioli spinti da un afflato culturale identitario, confluiti nell’associazione Vini Varesini.

Cascina Ronchetto vini varesini 2

Tra i soci più attivi, Fabio e Sandra, coniugi dediti all’industria che hanno creato la Cascina Ronchetto in quel di Morazzone, dove “in passato le vigne erano molto diffuse”.

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Innamorati del Ticino, vi hanno importato metodi e vigneti, nonché un eccellente enologo.

La filosofia aziendale prevede di concentrarsi totalmente sul Merlot, anche per i bianchi.

Cascina Ronchetto vini varesini 4

L’uso delle botti è oculato: si privilegiano quelle grandi, mentre le poche barrique sono di secondo o terzo passaggio. Il risultato è che nessuno dei vini di Ronchetto eccede in note vanigliate. Qui il legno torna ad avere l’antico ruolo di contenitore perspirante, senza incidere sul gusto.

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Il Lemma è il vino base, l’unico a essere affinato soltanto in acciaio, a poche settimane dalla spremitura. Il risultato è un “succo di frutta” freschissimo e fragrante come appena spremuto, talmente vinoso da sembrare un novello. Un gusto ancestrale da vino sincero ormai sempre più raro. Piacevole la scia di dolcezza che rimane in bocca al suo passaggio.

Il Pascale è un vino di buon equilibrio e spiccata acidità che spalma sul palato un velo di piacevole melassa stemperata da un sentore leggermente vinoso.

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Il Ronché è sensibilmente minerale, grazie all’apporto del Gamaret, altro vitigno molto presente in Svizzera, il quale si porta dietro anche una forte speziatura: niente tannini, buona acidità, è un vino che lascia freddi appena aperto, ma una volta ossigenato si arrotonda e carica di potenza organolettica che conquista.

Cascina Ronchetto vini varesini 7

Il Materno ha grandissima eleganza: tannini importanti ma suadenti, retrogusto abboccato, leggera acidità, rappresenta la notevole vetta della cantina.

Il Materno Botte 13 ha immensa raffinatezza: carezza la lingua e la titilla con l’acidità, mentre nel retrogusto emergono frutti di bosco e una dolcezza garbata.

Cascina Ronchetto vini varesini 8

La sensazione è che Cascina Ronchetto sia un’azienda destinata a crescere molto, in qualità come in quantità.

Lo confermano gli investimenti già pianificati dei proprietari che intendono ampliare la superficie vitata e rendere più accogliente la struttura, creando uno spazio per le degustazioni.

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Ci sarà da seguirla con attenzione, perché l’amore per la vigna che traspare dagli occhi di chi la gestisce è sincero, come confermano le parole del titolare.

Info: www.cascinaronchetto.it

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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