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Castagno dei Cento Cavalli, sull’Etna il più grande e antico del mondo

Pubblicato il: 18 novembre 2020 alle 7:00 am

L’albero più famoso e grande d’Italia, il più antico e più grande d’Europa, perfino il più grande esistente al mondo: vengono attribuiti svariati primati, pure con certificazione da Guinness, al Castagno dei Cento Cavalli che svetta sulla parete a est dell’Etna, sotto la tutela del Parco Regionale del vulcano, ma il dato certo e inoppugnabile è l’immensa emozione scatenata nell’animo di chi lo visita, conquistato dalla sua serena imponenza.

Si trova nel territorio del Comune di Sant’Alfio, sul cui sito si apprende che “la sua età è stimata tra i 2000 e i 4000 anni” da studiosi come il noto botanico torinese Peyronal che gli avrebbe attribuito “un’età di 3000 – 4000 anni”.

Si trova “poco distante dal centro abitato, lungo la provinciale che conduce a Linguaglossa”, costituendo “il grande richiamo naturalistico” della zona.

Intorno all’albero è stata allestita una piacevolissima area che consente di passeggiare nel verde ed eventualmente scegliere uno dei tanti percorsi guidati di trekking, puntellati di pannelli che forniscono interessanti informazioni…

… e delimitati da caratteristici muri a secco in pietra lavica realizzati a regola d’arte.

Riguardo la sua curiosa denominazione, essa è legata “alla tradizione secondo cui, sotto le sue enormi chiome, durante un temporale trovarono piacevole riparo la regina Giovanna d’Aragona e il suo seguito di cento cavalieri”.

La storia narra invece di come sia stato “cantato e descritto da numerosi viaggiatori e studiosi nel ’700 e nell’800”, mentre oggi è “meta di visitatori di tutto il mondo oltre che di botanici per i quali costituisce interessante oggetto di studio”.

Secondo le cronache del passato, soprattutto quelle settecentesche, l’albero ha attraverso lunghi periodi in “mal ridotte condizioni”, dimostrando però enorme resilienza, arrivando ai giorni nostri godendo di buona salute e “ricoperto di una sana e rigogliosa vegetazione”, merito anche dei “diversi interventi sulla pianta consistenti essenzialmente nella potatura delle parti secche e nella cura e manutenzione dell’albero” eseguiti dal Comune, di concerto con docenti dell’Università di Catania e un’apposita commissione tecnica che comprende anche esponenti della Forestale e della Soprintendenza ai Beni Culturali.

Riconosciuto come Monumento Messaggero di Pace dall’Unesco nel 2008, è delimitato da una recinzione metallica poco invasiva che viene scavalcata dagli esuberanti rami dell’albero…

… interrotta da una piccola apertura che consente ai visitatori di avvicinarsi…

… per ammirarlo procedendo in maniera circolare, come circumnavigandolo, per osservare i continui ghirigori delle sue braccia lignee che si proiettano in ogni direzione…

… cogliendo scorci singolari…

… tratti che rappresentano autentiche sculture naturali…

… rimanendo senza fiato innanzi alla sua imponenza slanciata verso il cielo…

… impressionando per l’esibito e trionfante eccellente stato vegetativo, testimoniato dalle lussureggianti gemme che già questa estate annunciavano anzitempo l’arrivo dei frutti.

Dal comune fanno bene a evocare come tale miracolo ambientale abbia toccato anche le vene della poesia, attraverso lo scrittore Vincenzo Consolo che su Specchio del 16/10/1999 lo ha definito “un prodigio della natura, una miracolosa sopravvivenza di un profondissimo tempo”, nonché “superbo orgoglio di una vita che non si spegne”.

Info: https://web.archive.org/web/20120501215314/http://www.comune.sant-alfio.ct-egov.it/la_citt%C3%A0/il_castagno/

 

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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