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Cava d’Ispica, memoria rupestre millenaria della Sicilia

Pubblicato il: 5 aprile 2018 alle 7:00 am

Un paesaggio rupestre dove ogni traccia umana è letteralmente scolpita nella pietra, come se volesse consegnarsi all’eterna memoria: per questo visitare il Parco archeologico di Cava d’Ispica è molto più di un’esperienza culturale, agendo in profondità nella sensibilità di chi lo attraversa, al punto da farsi viaggio interiore.

Merito di una stratificazione di impronte antropiche che nel raccontare antiche civiltà finiscono col dirci anche chi siamo noi oggi.

Con il contributo di una natura rigogliosa così avvolgente da creare un diaframma tra la vita quotidiana e il tempo sospeso della Storia, consentendo al visitatore di recuperare istanti preziosi per la riflessione o per perdersi nell’emozione donata da questi luoghi.

Si sente l’atmosfera della vallata in cui si cala il Parco, un’estensione di verde e rocce che nel suo dipanarsi lungo quattordici chilometri tocca i territori di Modica, Ispica e Rosolini.

L’insediamento umano nell’area “si è particolarmente attestato fin dall’età preistorica”, si spiega in una pagina web dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione, aggiungendo che si tratta di “un periodo abbastanza ampio compreso tra l’Antica età del Bronzo ed il periodo medievale, fino almeno al XIV sec., quando viene abbandonata la parte settentrionale, mentre quella meridionale continua ad essere vitale con il sito di Spaccaforno, distrutto dal disastroso terremoto del 1693”.

Il visitatore, una volta fatto ingresso dall’entrata al Parco posta nel territorio modicano, deve lasciarsi andare a un flusso di coscienza, seguendo con fiducia i sentieri tracciati che nei loro sinuosi percorsi toccano “le evidenze archeologiche monumentali”, riconducibili a escavazioni nella roccia riferiti a tre periodi: preistorico, tardoantico e medievale.

E’ possibile vedere insediamenti, necropoli scavate in grotticelle, tombe monumentali, resti di un villaggio, catacombe, piccoli ipogei funerari e ciò che rimane della Chiesa di San Pancrati.

A toglierci il fiato in particolare è stato il Complesso rupestre delle Grotte cadute, scenografica successione di “ingrottamenti di età medievale usati per abitazione”, per il quale si suppone che sia stata riutilizzata un’area cimiteriale, inclusi gli ipogei del camposanto.

Gli ambienti sono disposti su filari che comunicavano tramite scale o botole: davanti a tale sistema di socializzazione strappato alla pietra, scatta l’evocazione del tempo che fu e si rimane ghermiti dalla potenza evocativa.

Si riceve una grande lezione di umiltà e un invito alla semplicità di un tempo, ricostruendo idealmente usi e costumi degli abitanti dell’area.

Nel video che segue, abbiamo documentato questo incanto con alcune immagini realizzate durante una visita che ha lasciato il segno.

 

Info: http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/dirbenicult/database/page_musei/pagina_musei.asp?ID=52&

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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