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Centesimino di Oriolo, riscoperta di un vino da raro vitigno romagnolo

Pubblicato il: 1 febbraio 2018 alle 7:00 am

Un vecchio vino contadino che ha rischiato di scomparire, ma che è stato salvato dal profondo amore dei vignaioli della sua zona di elezione, nel faentino: è il Centesimino di Oriolo, ben più di una curiosità enoica di nicchia, bensì un grande prodotto vinicolo dalla storia che affascina e commuove.

La sua storia la possiamo apprendere dal sito di uno dei più appassionati ambasciatori di questo vino, la cantina San Biagio Vecchio che lo produce in via Salita di Oriolo 13 a Faenza.

Si ricorda intanto che veniva chiamato comunemente Savignôn Rosso, malgrado non esista “alcuna affinità con il Cabernet Sauvignon”.

La sua nuova vita inizia attorno al 1940, “nel periodo post fillosserico”, la cui “riscoperta e diffusione si deve a un signore di Faenza, Pietro Pianori, soprannominato Centesimino per via della sua nota avarizia”. Fu lui a ritrovare questa varietà “nel suo giardino nel centro di Faenza”, propagandone “le marze del vitigno nel suo podere Terbato, a due passi dalla torre medievale di Oriolo dei Fichi”.

Si riporta quindi la tesi che “queste viti fossero arrivate in Romagna dalla Spagna e a supporto di questa origine si indicava la presenza, in alcuni vigneti del Faentino, di viti denominate Alicante coltivate insieme a Savignon Rosso”, mentre “l’analisi del DNA effettuata presso i laboratori dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige ha inoltre permesso di constatare che il Centesimino è una varietà unica e autoctona della Romagna”.

Si è dovuto attendere il 7 maggio 2004 per il suo riconoscimento ufficiale con il nome Centesimino o Savignôn Rosso.

Proprio la vigna di Centesimino di Pietro Pianori “è sopravvissuta fino al 1980/1981 nel Podere Terbato, situato in linea d’aria a circa 500 metri da San Biagio Vecchio”: prima che venisse estirpata però “Don Antonio Baldassari recuperò le marze e ricostruì il vigneto di Centesimino a San Biagio Vecchio”.

Risiede qui l’unicità della vigna di San Biagio Vecchio, confermata dai vivaisti che hanno evidenziato la particolarità botanica del biotipo di Centesimino qui coltivato, in base alla quale “le viti di San Biagio Vecchio custodiscono un DNA purissimo e non imbastardito”.

Sono stati i nipoti di Pietro Pianori a proporre ai titolari di questa cantina di gestire lo storico podere di Terbato. E’ qui che nel maggio del 2015 viene “riportato il Centesimino dopo oltre 30 anni di assenza”, realizzando un nuovo vigneto su selezione massale.

Il ritorno nel bicchiere del più classico Centesimino possibile ha così preso il nome di MonteTarbato, “per legarlo indissolubilmente alla terra dove è tornato a rivivere”, nonché al podere in cui negli anni ’40 è stato salvato il Centesimino dall’estinzione.

Il vino nasce da selezione di vecchi cloni di Centesimino in purezza, con vendemmia manuale in cassetta con selezione dei grappoli, “fermentazione spontanea con i propri lieviti indigeni” e maturazione di tre mesi in tonneaux esauste.

Il bouquet rimanda al mosto ancora fresco, mentre al palato è denso, seducente, con buona stuzzicante acidità, rallegrata da sentori di more selvatiche. Contrassegnato dalla freschezza aromatica, riempie la bocca di profumi preziosi di natura buona.

A sostegno di questo pregiato nettare, è nata nel 1995 l’Associazione per la Torre di Oriolo, per “tutelare il Centesimino nelle due tipologie, secco e passito, stabilendo un disciplinare di produzione che ne illustra tutte le precise caratteristiche”.

Importante anche il sostegno storico e intellettuale giunto da un apprezzato volume di Francesco Falcone, Centesimino di Oriolo. Un raro vitigno romagnolo, il suo territorio e i suoi vignaioli, ben documentato, molto apprezzato anche da chi gestisce la cantina San Biagio Vecchio che lo promuove in maniera convinta.

Per saperne di più sul Centesimino, abbiamo intervistato Andrea Balducci che gestisce la cantina con Lucia Ziniti: ci ha risposto nel video che segue.

 

Info: http://www.cantinasanbiagiovecchio.com/

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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