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Centro Visite Lesina in Puglia: acquario, musei e racconti lagunari

Pubblicato il: 1 luglio 2019 alle 7:00 am

Per raccontare la stupefacente bellezza che avviluppa il Lago di Lesina non bastava una semplice esposizione, ci voleva un intero polo culturale, capace di inglobare Acquario, Museo Naturalistico e Museo Etnografico, oltre che di organizzare tour ed escursioni e allestire progetti socio-ambientali.

Tutto questo è concentrato nel Centro Visite Lesina, in via Banchina Vollaro 147, nella zona del lungolago dell’omonima località in provincia di Foggia.

Siamo in un angolo di complessità naturale ed estetica che arricchisce di varietà il già sublime Gargano, a partire da “un suggestivo lago salato lungo più di 20 Km, separato dal Mare Adriatico da una striscia sabbiosa e boscosa, conosciuta come Bosco Isola”, dove si trova pure “la Riserva Naturale del lago Lesina, un’area protetta statale istituita nel 1981 come area di ripopolamento animale” rientrante nel Parco Nazionale del Gargano.

Un territorio popolato già nella preistoria, grazie all’attrazione delle acque del lago “pescose e popolate di latterini, cefali, gamberi, orate, spigole e anguille”, dove oggi alla pesca si è aggiunta l’attività del birdwatching per osservare le numerose specie ornitologiche che qui nidificano, quali “gabbiani rosei, fenicotteri, martin pescatore e falchi di palude”.

Un patrimonio immenso ben raccontato attraverso percorsi ricchi di stimoli dal Centro Visite, nato “grazie alla passione e alla costanza di alcuni volontari del luogo, i quali nel 1995 si impegnano nella ricerca di testimonianze e documenti al fine di creare il primo Centro di Documentazione Ambientale”, mentre oggi la titolarità è del Comune di Lesina che ne ha affidato la gestione all’associazione culturale lesinese Amici della Laguna di Lesina.

L’introduzione alla visita è affidata alla proiezione di filmati storici che già riempiono di emozione, come quello del 1958 che rievoca la pesca del cefalo nella contigua Laguna di Varano con la tecnica locale del salterello con incannizzata.

E’ la base cognitiva per introdursi nel Museo Etnografico intitolato Casa del Pescatore che si propone effettivamente di fare rivivere l’esperienza abitativa delle dimore del luogo, con ricostruzioni di notevole rigore filologico.

Un lavoro di grande precisione che parte dagli arredi domestici, per i quali sono stati raccolti mobili, oggetti e utensili tutti originali, con puntuale etichettatura…

… alla cui comprensione contribuiscono un ricco corredo fotografico con molti scatti d’epoca…

… e dei video che documentano le attività della zona, attraverso filmati suggestivi e interessanti interviste alla gente del luogo…

… con vividi modelli illustrativi dell’ecosistema qui narrato…

… compresa la riproduzione in scala di architetture autoctone funzionali…

… e teche che raccolgono gli strumenti di lavoro dei pescatori…

… tutti perfettamente conservati e in grado di comunicare ancora all’osservatore la vicenda di fatica e la nobilissima pratica di lavoro di cui sono testimonianza.

L’allestimento illustra non soltanto la pesca, bensì anche le altre attività del territorio, come quella venatoria…

… e le pratiche artigianali, delineando il ritratto di una comunità operosa, di alto profilo morale, la quale ha instaurato un rapporto virtuoso e quindi rispettoso con la Natura circostante, attingendo dalle sue risorse per la sopravvivenza quotidiana, arrivando poi a elevarsi con ammirevoli manifestazioni del proprio ingegno.

Prezioso l’apparato divulgativo che si affida a testi chiari e accessibili a tutti, per dare una densità pedagogica al pubblico che sta già assorbendo efficaci impulsi empirici .

Il passaggio al Museo Naturalistico è così coerente che quasi non si avverte, quando ci si trova ancora una volta rapiti da ricostruzioni scenografiche credibili…

… suffragate da raccolte malacologiche ben dettagliate…

… e da installazioni paleontologiche che si imprimono nella mente.

La missione didattica è sempre ben presente, tenendo conto di dovere instaurare un dialogo anche con le scolaresche e quindi adottando tutti gli strumenti della comunicazione iconografica…

… nella dinamica di un rapporto interattivo con le scuole che induce gli alunni a loro volta a dare una propria interpretazione di quanto appreso, attraverso la realizzazione di diorami messi in mostra con ottima intuizione socio-culturale.

L’Acquario è presentato sul sito con il comprensibile orgoglio di avere adottato acqua salmastra “per la prima volta in Europa”: in quattordici vasche ospita soltanto “gli organismi presenti in tale ambiente, sia quelli tipici che compiono l’intero ciclo vitale al suo interno che quelli presenti solo in determinate zone o in certi periodi dell’anno”, con estensione alle “specie tipiche dei laghetti di acqua dolce presenti in zona”.

Anche qui non mancano testi che consentono approfondimenti in autonomia, pronti a soddisfare sete di conoscenza e stimolare nuova curiosità.

Intanto i più sensibili lasciano un pezzo di cuore alle tartarughe che occhieggiano dai loro vialetti, con la vivacità che le caratterizza.

Se un passaggio da Lesina è indispensabile per avere conferma di quanta meraviglia il mondo possa dispensare, a maggior ragione è d’obbligo visitare questa struttura per comprendere le illuminanti implicazioni tra Uomo e Natura, anche per interpretare in maniera sostenibile la nostra stessa esistenza.

Info: http://www.centrovisitelesina.it/

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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