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C’era una volta il Caffè Borsa a Rovigo…

Pubblicato il: 28 maggio 2019 alle 7:00 am

I bar storici in Italia sono assimilabili ai beni culturali, avendo segnato per decenni la vita sociale delle comunità di appartenenza oltre a rappresentare un punto di riferimento urbanistico, spesso arricchendo l’estetica cittadina con pregi architettonici e decorativi: a Rovigo questo ruolo lo ha avuto il Caffè Borsa in piazza Garibaldi, la cui vicenda tuttavia ci sembra non avere sedimentato grande considerazione nella località del Polesine.

Non a caso infatti oggi è diventato un’enclave di un marchio industriale altoatesino che non ha cambiato il nome, trasformando così un pezzo dell’identità di Rovigo in un esercizio brandizzato appartenente a una catena commerciale che viene da un altro territorio e quindi da una cultura differente, tanto che promette sul suo sito l’impiego di “ingredienti del Sud-Tirolo” per la propria gastronomia.

Noi abbiamo avuto la fortuna di visitare il locale prima che avvenisse questa mutazione, apprezzandone l’atmosfera d’antan e un certo sentimento decadente che sembrava profumare di letteratura popolare.

Il marchio non parlava di aziende in tumultuosa espansione commerciale, bensì riportava la silhouette stilizzata dell’edificio e manteneva vivo con orgoglio il nome storico della struttura.

Per quanto gli ambienti fossero stati ristrutturati e modernizzati, si avvertiva ancora chiara l’aura del tempo che è stato.

Tuttavia anche con la precedente gestione avevamo notato una lacuna culturale importante, poiché non al suo interno non si trovava alcun riferimento a Dria Paola, autentica diva del grande cinema a cavallo del passaggio dal muto al sonoro, nata a Rovigo.

Ebbene, l’attrice, il cui nome reale era Pietra Giovanna Matilde Adele Pitteo, si dà il caso che fosse figlia del proprietario proprio dello storico Caffè Borsa. Una circostanza così importante che ci saremmo attesi di trovare all’interno del locale una celebrazione dell’attrice, o almeno qualcosa che ne ricordasse il legame con il Caffè. Invece niente.

Tuttavia è l’intera Rovigo che sembra non avere a cuore Dria Paola, a partire dalle amministrazioni comunali che non hanno mai avuto la sensibilità di tributarle qualche ricordo tangibile nella località rodigina: sorprende negativamente e lascia molto amareggiati che a venticinque anni dalla morte nulla ricordi questa protagonista della storia del cinema italiano nella sua città natale.

Ascoltando i cittadini di Rovigo più sensibili, abbiamo colto una profonda delusione per il silenzio istituzionale su una simile figura della cultura italiana, una mancanza che pesa su tutte le amministrazioni comunali succedutesi fino a oggi, nessuna delle quali ha dimostrato quindi auspicabile sensibilità verso una figlia illustre di questa città, la quale dopo avere interpretato cinquanta film concluse la propria esistenza in povertà, aiutata soltanto dalla legge Bacchelli che sostiene degli artisti in stato di indigenza.

Imbarazza e ferisce che sia stata così totalmente dimenticata, con l’eccezione del piccolo doveroso tributo nell’ambito della splendida mostra Cinema! Storie, protagonisti, paesaggi. Raccontare il Polesine curata da Alberto Barbera, allestita a Palazzo Roverella a Rovigo.

In fondo però sembra un altro pezzo dell’eredità storica che si perde, sopraffatto da valori contemporanei votati più alle ragioni del mercato e di interessi distanti dalle radici culturali autentiche, come avvenuto anche nel caso della perdita dell’identità originaria del Caffè Borsa.

Locale che noi vogliamo ricordare com’era, non perché fosse meglio di adesso, ma semplicemente perché depositario di una storia antica che è bene non venga dimenticata.

 

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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