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Ci sono alternative a Facebook? Sì, questa…

Pubblicato il: 29 dicembre 2018 alle 7:00 am

alternative a facebook 1

Più di IBM, Coca Cola o della Toyota che produce e vende 10 milioni di automobili l’anno: cosa produce Facebook? Cosa produce che la fa valere tanto? Informazioni da vendere sul mercato pubblicitario ai suoi azionisti, no?

Informazioni che ci carpisce quotidianamente con i suoi like e con le pagine ed i profili che andiamo a visitare.

Crediamo di usare FB per le nostre relazioni e per creare i nostri eventi… creare ci dà anche un bel senso di onnipotenza, creiamo, quasi come Dio… e nel frattempo FB ci stra-usa per raccogliere una mole enorme di notizie su di noi e fare i propri profitti….

Il demonio? Il nemico? Forse sono termini un po’ esagerati, forse…

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Forse, però, vale la pena di farci una riflessione sopra?

Forse vale la pena, nella nostra azione di promotori di cambiamento, di interrogarci un po’ anche su questi meccanismi? Oltre che su quanto va al produttore di pomodori e quanto al negoziante e quanto all’intermediario?

O no? In fondo, saranno pure soldi nostri? Divisi tra gli abitanti del pianeta, 200 miliardi di dollari fanno circa 25 dollari a testa. Divisi tra gli utenti FB farebbero circa 170 dollari a testa, mica poco…

E che per la stragrande maggioranza degli abitanti del sud del mondo l’espressione “vado su internet” significa “sono su FB” ci dice qualcosa sulla massificazione ed omogeneizzazione dei pensieri?

Io sono ignorante di queste faccende, ed uso pochissimo i social media, ma mi sono imbattuto in Social Business World e nel suo appassionato creatore, Michele Paolini.

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Un tentativo (ingenuo? megalomane? folle?…non so…) di creare una piattaforma, mondiale, in cui, piuttosto che scambiare messaggini tipo “il mio Wolf alla mostra canina! Triplo WOW!!!” o “mannaggia! Sono maledettamente in ritardo!” (pirla! Stacca ‘sto cazzo di cellulare e corri!), ci si possa incontrare per scambiarci informazioni, per costruire assieme il cambiamento, attraverso le piccole (e meno piccole) azioni quotidiane, tipo, anche, l’acquisto di un dentifricio da una cooperativa sociale che opera nel carcere di Roccacannuccia (“ah! Non lo sapevo!)…

Devo dire la verità, per rispetto del mio amico Michele, che lo sa: a me non è piaciuto Social Business World, perché pratico poco i social media, perché non amo l’uso e l’abuso dell’inglese, perché è (ancora) lento, perché ha colori poco caldi, perché…

alternative a facebook 4

Però ho conosciuto sempre più Michele e mi sono piaciuti lui e la sua utopia, la voglia (folle?) di sfidare il gigante e di costruire altro.

Perché mi piacciono le utopie, la tensione verso il cambiamento, la piccola rivoluzione gentile, il contrario del “così fan tutti”, da sempre.

Siamo ben consapevoli che, oggi, un post su FB ha un miliardo e 200 milioni di potenziali lettori ed un post su Social Business World ha, oggi, un potenziale di qualche migliaio (… ma, quanti di quel 1.200.000.000 veramente leggeranno il nostro post?).

E quindi non ci sogniamo di abbandonare la comunicazione su FB, ma cerchiamo di spostarla gradualmente verso SBW.

Perché, se non crediamo che cambiare sia possibile, che ci stiamo a fare qui? Qui qui, e qui su questa terra?

Ecco! Questo è un piccolo invito a fare, anche quei quattro (tre?) che mi leggete, un passo in quella direzione.

Grazie della voglia di approfondire e dell’ulteriore sforzo verso il non convenzionale…

 

Info: www.legallinefelici.it

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L'autore

Roberto Li Calzi

E’ l’ispiratore del Consorzio Siciliano Le Galline Felici che riunisce diversi produttori agricoli etici che applicano pratiche biologiche nei campi e criteri di solidarietà tra gli Esseri Umani (http://www.legallinefelici.it/it/).
Si definisce così:
“Sono uno tra i tanti che, dopo un po’ di anni in giro per il mondo, ha deciso di vivere in campagna, di campagna. Sono sveglio, come sempre, ormai da trent’anni, da molto prima dell’alba. Sono stato lì, da solo, a provare cosa accadeva se non “pumpiavo” (irroravo di veleni) i miei aranci, quando non sapevo neanche che esistesse l’agricoltura biologica, e di fatto non esisteva, non era normata, poi ho re-incontrato Barbara e sono entrato nel giro. Sono stato molti giorni, mesi, anni, chino a spietrare, a trapiantare, a “scippare” erba dai miei grandi (per me) orti, quattro, cinque ettari. Sono stato molte notti in piedi perché il feroce sole di certi mattini estivi trovasse le pianticelle “abbeverate” e altre notti per portare i prodotti al mercato e là mi dicevano: “sono biologiche? vabbè, niente ci fa!”: biologico era quasi una malaparola. Sono stato uno dei primi ad ottenere la certificazione. Sono stato, credo, uno tra i primi, che, continuando a credere nell’ agricoltura biologica e a produrre secondo i suoi criteri, ha rifiutato la certificazione: troppi imbrogli, troppe aziende che ieri tiravano fuori TIR di ortaggi chimici ed il giorno dopo sono certificate, troppe carte, troppa burocrazia, buona per le grandi aziende, strangolante per le piccole. Sono stato per anni il principale fornitore di ortaggi freschi per i pochi negozietti di biologico della Sicilia orientale. Sono stato, quasi, espulso dalla campagna da un mercato che penalizza e svilisce i produttori e da commercianti e cooperative (del biologico e non) che, per malafede, ingordigia o inefficienza, hanno finito di affossarci, ma mi ci sono aggrappato (alla campagna) e, pur facendo per un po’ di anni altri lavorazzi per campare, anche divertendomi e traendone lezioni e stimoli, ho continuato ad accudire il giardino (un ettaro e mezzo), senza reddito e con poche speranze. Sono risorto (economicamente e moralmente) grazie ai GAS e di questo non smetterò mai di ringraziare, ho trovato nuovi stimoli ed entusiasmo per fare, progettare, costruire, anche, un futuro migliore per la Sicilia. Sono orgoglioso che la mia iniziativa abbia costituito e stia costituendo una possibilità, concreta, per un po’ di amici, di restare dignitosamente a fare gli agricoltori e, nello stesso tempo, a diventare ambasciatori della bellezza, ricchezza e varietà della nostra terra. Sono fiducioso che questa strada porti lontano. Sono pronto a battermi perché questa attuale avventura non scada di qualità né verso di voi, né verso gli altri produttori coinvolti, come spesso è accaduto in passato. Sono entusiasta”.


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