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Il Ciliegiolo della Maremma nei vini bio tufacei di Sassotondo

Pubblicato il: 17 febbraio 2020 alle 7:00 am

Un vitigno così prezioso da avere la forza di cambiare le vite delle persone per indirizzarle alla vinificazione di alta qualità: è il Ciliegiolo, vitigno identitario toscano che ormai trent’anni fa ha condotto Edoardo Ventimiglia e Carla Benini a lasciare le città d’origine e a stabilirsi in quel di Sorano, in provincia di Grosseto, per creare un’esperienza produttiva di culto come Sassotondo.

Lui documentarista e lei agronomo, hanno costruito il proprio sogno enoico su “un ettaro di vigneto, una casa scassata, 72 ettari di terra abbandonata per anni” ed ecco nel 1997 la prima vendemmia, quindi la bottiglia riempita con il nettare scaturito da quello sforzo.

C’è da aggiungere un altro elemento fondamentale all’impresa dei due, il tufo, di cui è intriso ogni anfratto del bacino vulcanico di Bolsena, “materia guida” sulla quale sono impiantati i vigneti, ma anche il materiale utilizzato per costruire le case e su cui si trova il Sassotondo simbolo dell’azienda.

La stessa vecchia cantina sotterranea del Sassotondo è “completamente scavata nel tufo in una balza dei terreni aziendali”, nella cui ultima stanza “a circa 14 metri sotto terra e 30 dall’ingresso” c’è il bottaio che “gode in maniera del tutto naturale di condizioni di umidità e temperatura ideali”.

Dal 1994 tutto questo mondo segue in maniera certificata i metodi dell’agricoltura biologica, ulteriore segno di rispetto per “quest’area marginale della Maremma toscana, dove alle colture permanenti – vite e olivo – si affiancano i seminativi, i pascoli e il bosco”.

Nel 2007 nel segno di questo rispetto è stato virtuosamente intensificato il rigore, con l’adozione delle pratiche della biodinamica nei vigneti.

Delle produzioni di Sassotondo ci hanno ammaliato le varie espressioni delle uve del Ciliegiolo “selezionato in azienda scegliendo le piante migliori (grappoli spargoli, buccia spessa, sapore giusto)”, con l’intento di dare valore a questo antico vitigno che “ripropone nei vini giovani la gioia del frutto condita con abbondanti manciate di pepe bianco, mentre con l’invecchiamento interpreta magistralmente l’ideale compagno di pasti importanti, morbido e speziato, potente ma sempre elegante”.

Pietra angolare del lavoro scrupoloso e attento di Sassotondo è l’espressione più autentica del vitigno in purezza che si sostanzia nel Ciliegiolo Maremma Toscana D.O.C., grazie alla fermentazione che avviene senza l’aggiunta di lieviti e a una maturazione di alcuni mesi esclusivamente in acciaio, lavorazione che conduce alla piena espressione del frutto. Eccelso il suo profumo di mosto immerso nel sottobosco, preludio a un sorso magnificamente zuccherino, ricco di lamponi, ciliegie, cioccolato al latte. Denso e cremoso, conquista con un irresistibile tocco minerale che si impadronisce del retrogusto.

In un’ideale spettro sensoriale, all’estremo di questa filosofia rispettosa  del frutto potremmo collocare il Ciliegiolo Poggio Pinzo che fermenta in terracotta e matura anch’esso senza contributo del legno. Al naso sviluppa lievi sensazioni ipogee, mentre al palato si avverte una perfetta intensa macerazione, suggerendo ribes, corbezzolo, papaya, ma anche l’amaro erbaceo dell’asperula.

Per avvertire l’influenza delle botti bisogna rivolgersi invece al San Lorenzo in cui ciò si traduce in un’amplificazione dei toni speziati e di una caratteristica piccantezza.

Abbiamo chiesto alla co-fondatrice Carla Benini di narrarci l’esperienza che ha consentito lo sviluppo di Sassotondo e la valorizzazione del Ciliegiolo della Maremma.

 

Info: http://www.sassotondo.it/it/index.html

Distribuzione: http://www.propostavini.com/info-per-ordini

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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