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La Cima alla genovese, poesia di una ricetta storica

Pubblicato il: 23 settembre 2018 alle 7:00 am


3spec Genova-6-Cima alla genovese 1

Bell’oueggè strapunta de tùttu bun

prima de battezàlu ‘ntou prebuggiun

cun dui aguggiuìn dritu ‘n pùnta de pè

da sùrvia ‘n zù fitu ti ‘a punziggè

àia de lùn-a vègia de ciaèu de nègia

(‘A Çimma, Fabrizio De Andrè)

(Bel guanciale materasso di ogni ben di Dio

prima di battezzarla nelle erbe aromatiche

con due grossi aghi dritti in punta di piedi

da sopra a sotto svelto la pungerai

aria di luna vecchia di chiarore di nebbia)

[traduzione dal sito di Via Del Campo: www.viadelcampo.com]

Se una pietanza viene cantata da un Maestro come Fabrizio De Andrè, vuol dire che rappresenta un pezzo di Poesia fondamentale. E lo è certamente la Cima alla genovese, un elemento identitario della città, ammantato di leggenda nel testo che Faber scrisse insieme a Ivano Fossati per l’album Le Nuvole del 1990.

3spec Genova-6-Cima alla genovese 2

Frutto di una preparazione lunga quanto la lista degli ingredienti, va provata nella versione artigianale per esser capita, senza farsi traviare dal preparato industriale dei supermercati che poco ha a che vedere con la tradizione, svilendola al rango di insaccato.

La migliore a Genova l’abbiamo provata da Sa’ Pesta in via dei Giustiniani 16R, così abbiamo chiesto a chi gestisce il locale di raccontarcene la ricetta.

Info: www.sapesta.it

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