Google+

Come riconoscere il pane buono?

Pubblicato il: 3 giugno 2014 alle 12:30 pm

1 come riconoscere il pane buono

Il pane più tipico della tradizione milanese? Il Pan Tranvai. Michetta e Panettone? Non sono davvero milanesi. Non ha mai avuto paura di scatenare polemiche Massimo Grazioli, panettiere rivoluzionario che dal suo negozio di Legnano, in via Rossini 15, si muoveva due volte alla settimana alla conquista di Milano: al Mercato della Terra di Slow Food alla Fabbrica del Vapore, il primo e terzo sabato del mese, era il suo banco a registrare sempre le code più lunghe.

Oltranzista delle farine macinate a pietra e del lievito naturale, ha studiato grani, terreni e tradizioni per sfornare pani tanto rigorosi quanto buoni.

Un vero esperto al quale avevamo chiesto di aiutarci a riconoscere il pane più buono, per sceglierlo meglio quando andiamo dal panettiere e per consumarlo con più gusto a casa.

 

Info: www.panificiograzioli.it

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  


Tag: , , , , , , , ,



L'autore

Massimo Grazioli

La mia famiglia gestisce il panificio dal 1974 ed è esattamente l'anno in cui ho cominciato anch'io a lavorarci. Nel 1993 muore mio padre e tutto passa nelle mie mani e cerco di tracciare una mia strada puntando tutto sulla qualità del pane. Nel 1996 entro nel Richemont club (club per l'eccellenza della panificazione nel mondo) e li incontro Piergiorgio Giorilli che mi fa scoprire la panificazione col lievito madre. Nel 1998 nasce mia figlia Giulia e il mio lievito madre da farina di segale acqua e buccie d'uva che tuttora uso per il mio pane. Sempre alla ricerca della storia e dell'eccellenza nel pane, nel 2006 incontro "Slow Food" e qui la folgorazione: l'eccellenza nel pane si ottiene certamente con l'eccellenza professionale ma anche con l'eccellenza degli ingredienti che si usano e, quindi, passo alle farine integrali macinate esclusivamente a pietra da agricoltura biologica, al sale marino di Pirano, al malto da germinazione d'orzo e all'acqua senza memoria. Così facendo mi ritrovo a fare dei pani che sono dentro la memoria della gente e soprattutto dentro la nostra storia. Nel 2011 entro a far parte del progetto dei ragazzi di slow food "nutri Milano" dove la filiera dei cereali che uso per fare il pane viene costruita con le cascine agricole del parco sud di Milano. Così divento uno dei produttori del mercato della terra di Milano alla fabbrica del vapore e "un sovversivo del gusto". Nel 2003 vengo nominato presidente dei panificatori della zona di Legnano.
Oggi, ogni notte, mi sveglio sempre con lo stesso entusiasmo, scendo nel mio forno e faccio ciò che mi piace di più al mondo... il Pane!


Back to Top ↑