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Il Conventino, la casa del Vino Nobile di Montepulciano in terra toscana

Pubblicato il: 9 ottobre 2020 alle 7:00 am

Quando si sposa un’unica tipologia di vino, sia pure nelle sue declinazioni, vuol dire che il vignaiolo ha deciso di intrecciare le radici del proprio desino con quelle delle viti che coltiva, creando un’autentica simbiosi tra umano e vegetale che diviene identità contadina e fierezza culturale: tutto ciò si ritrova nella cantina Il Conventino che si è fatta casa e custode del Vino Nobile Montepulciano in terra toscana, nella sua massima espressione.

Basti pensare che la sede si trova a meno di dieci chilometri da Montepulciano, nella frazione di Gracciano, in provincia di Siena, nel cuore della sempre più apprezzata e ambita Valdichiana.

La cantina è stata ideata e creata negli anni ’70 da Alfio Carpini, passando alla famiglia Brini nel 2003.

Come azienda agricola Il Conventino è stata pionieristica nell’adozione del regime biologico, contando adesso oltre trenta anni di vini prodotti con questo rigoroso sistema, cercando “sempre la sintonia tra l’uomo e la sua terra”.

Il biologico in fondo è anche un modo per rafforzare il legame con la propria terra, infatti al Conventino sono certi di creare “prodotti che rispecchiano in pieno l’unicità del  terroir e la particolarità di ogni singola vendemmia, trovando nella tradizione e nella purezza dei frutti la sua ispirazione”, affinché “un calice fresco e fruttato, con la sua ammaliante purezza, ci porta sulle colline Toscane, dove il Sangiovese è di casa”.

L’azienda fa notare che nella sua storia “si intrecciano in realtà due racconti”, quello della cantina La Casella, nome col quale “nasce il sogno di creare un prodotto di grande tradizione” e l’altra chiamata Il Conventino il cui nome “deriva dal piccolo convento del 1300 che Rolf e Ursula Durrschmidt comprarono e ristrutturarono negli anni ’80, situato a poche centinaia di metri dalla storica cantina citata per prima; per entrambe le realtà le linee “vengono seguite con lo stesso rigore e attenzione ai dettagli, cercando di creare prodotti rispettosi della tradizione e longevi”.

“La nostra è un’azienda biologica” affermano dal  Conventino, “quindi rispetta non solo l’ambiente e l’ecosistema, ma è anche attenta alla salute di chi ci lavora e di chi gode dei suoi frutti; la nostra produzione non fa uso di prodotti artificiali, come pesticidi, fungicidi ed erbicidi, quello che facciamo e vi offriamo è il lavoro delle nostre mani e della natura”.

Ne deriva che “coltivare in un modo più naturale vuol dire prevenire e non curare, quindi anche nelle annate più difficoltose riusciamo a raccogliere l’uva sana e soprattutto uva che diventerà un signor Vino Nobile”.

E qui subentra la poesia: “in un mondo che corre tecnologico e innovativo, noi ci fermiamo ad apprezzare i colori puri dei nostri suoli, il ronzio rilassante degli api tra i filari della vigna, ed il sapore autentico di un prodotto creato con cura e rispetto”.

La chiosa della presentazione è affidata a un pensiero di Vincent van Gogh: “e poi, ho la natura e l’arte e la poesia e se questo non è sufficiente, che cosa posso volere di più?”.

Il simbolo dell’azienda è senza dubbio la Riserva di Vino Nobile Montepulciano del 2016, frutto dell’assemblaggio di uve 90% Sangiovese e 10% Colorino e Canaiolo che al naso crea atmosfere di selva con tutto il suo fogliame, mentre in bocca si presenta zuccherino e pepato, manifestando amarena, cioccolato, lampone e liquirizia.

Sorso carnoso ma carezzevole, ha una beva che in parte collima con la meditazione dall’altro pretende a tavola piatti di pari importanza.

Il Vino Nobile Montepulciano, anch’esso del 2016, malgrado il parzialmente diverso blend che contempla 85% Sangiovese, Mammolo, Colorino, con 15% Canaiolo, conferma le medesime caratteristiche della Riserva ma le propone con una maggiore acidità che spinge verso una più netta e fresca definizione del frutto, introducendo una più ampia speziatura che si associa mirabilmente con una stuzzicante nota sapida.

Il Rosso di Montepulciano conferma la stessa composizione delle uve, ma punta alla massima scorrevolezza della beva, facendo emergere la componente floreale e concentrandosi sui piccoli frutti di bosco, lasciando zampillare con massima libertà la mineralità che si percepisce soprattutto nel finale.

Maggiori informazioni le abbiamo attinte direttamente dalla viva voce di Alberto Brini, nel video che trovate qui di seguito.

Info: https://www.ilconventino.it/

Distribuzione: https://www.propostavini.com/produttori/produttore/il-conventino

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