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Cucina e vini del Salento al Santu Paulu in Brera, a Milano

Pubblicato il: 11 febbraio 2016 alle 11:20 am

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Famiglia salentina. Tony Ingrosso e Francesca Micoccio sono gli ambasciatori del territorio da cui sono partiti come ristoratori affermati e dove ritornano, per lavoro, ogni estate. Sono sbarcati in via Solferino con I Salentini, hanno raddoppiato in Brera, Delio Tessa al 2 (angolo Garibaldi), con il Santu Paulu, simbolo di devozione alla tradizione e al gusto.

Partito con i pasticciotti e i rustici, la frisa e il leggendario Caffè Quarta, Rocco Micoccio al comando, è il luogo di ritrovo di una comunità numerosa e di amanti del Salento. Con il menu di pranzo, la cucina di casa rivisitata, sorprende per il rapporto qualità prezzo.

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Perché Tony Ingrosso è un selezionatore di produttori amici, compra il pesce a Gallipoli, anche il gambero viola, valore aggiunto decisivo. Come il Rosè delle Cantine San Marzano, 70 per cento Negroamaro e 30 per cento Malvasia Nera, che ha accompaganto una degustazione di Capocollo di Martina Franca, prodotto da Santoro a Cisternino con maiali che mangiano ghiande nei boschi di fragno, una quercia presente solo in Valle d’Itria, fra Cisternino, Locorotondo e Martina Franca. L’aria che gira dall’Adriatico allo Ionio favorisce una stagionatura unica. Garantiscono il Capocollo di Martina Franca Presidio Slow food e la Comunità del Suino della Val d’Itria.

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Dal menù base. Purè di Fave Bianche e Cicorine Selvatiche € 8, Ciciri e Tria € 8, Tagliere di Salumi artigianali della Valle d’Itria (Santoro) € 9, Pitta di Patate alla Pizzaiola € 7, Zuppa di Pesce alla Gallipoli, Burratina di Andria € 8, Frisa d’Orzo con Pomodoro. Il notevole Capocollo di Martina Franca (Santoro) e Stracciatella € 8.5. Leggera la Parmigiana alla Salentina € 8, buono il Polpo in Pignata € 9.5, cotto a bassa temperatura. Per chi ama la besciamella il Rustico Leccese € 2.5. Con Nettare di Pomodoro Naturale, Birrozza Artigianale Salentina, Negroamaro e Primitivo diManduria.

Dolcetti di Pasta di Mandorla, Pittedde con mostarda d’Uva Negroamaro. All’aperitivo i salumi, rustici, pecorino di Maglie, Stracciatella, caciocavallo podolico, giuncata di Nardó. Frisa d’orzo con pomodori e sott’oli caserecci, bollicine di Negroamaro Spritz.

Confronto facile. Poco più avanti la moda evitabile del Pisacco, qui i veri sapori del Salento, due piatti, acqua, pasticciotto, caffè Quarta a 12 euro.

Offerta larga e tematica.

 

 

Info: www.facebook.com

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 30 gennaio 2016

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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