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Dal lambrusco al Sorbara Doc di Cleto Chiarli

Pubblicato il: 17 marzo 2020 alle 3:00 pm

Lambrusco a chi? Tre consorzi e il Gambero Rosso rilanciano la forma e la sostanza del lambrusco nella storica tana di Slow Food a Milano di Angelo e Paolo Bissolotti&Figli all’Osteria del treno. Grandi piatti e una scoperta. Filzetta artigianale, mortadella Val di Non, Tarese della val d’Arno, sarde in carpione, risotto con pasta di salame e trevisana, polpette di merluzzo e sarde con pinoli, una meravigliosa coppa ripiena di fichi secchi e pistacchi (un geniale sorbetto di lambrusco Paganelli).

Dal Lambrusco al Sorbara Doc 1

www.cantinapaltrinieri.it

Senza l’amato vitigno Maestri del Parmense e dell’Oltrepò Mantovano, il nero di lambrusco, ho provato dopo il Pignoletto una verticale di Modena, Reggio e Colli Bolognesi, in grande ascesa.

Ben 17 bottiglie, il monovitigno modenese, le varietà mischiate delle vigne più vecchie nel Reggiano, il Grasparossa di Scandiano e Canossa, di Castelvetrano. Spesso diversi da collina a collina, una trentina di cloni che esaltano la biodiversità, come il Marani, il Montericco, l’Ancellotta, il Grappolo Ruberti.

Dal Lambrusco al Sorbara Doc 2

Vi segnaliamo un sublime Lambrusco di Sorbara Doc Premium Mention Honorable delle Tenute Cleto Chiarli e un grande Lambrusco di Sorbara Doc in purezza L’Eclisse di Gianfranco Paltrinieri.

Due piccole aziende, nel caso di Chiarli il gioiello di famiglia. Bollicine strepitose che ci indicano la strada di eccellenza e un trionfo da prosecco. L’eleganza dell’uva Salamino, rispetto al Grasparossa più tannico e corposo, permette risultati strabilianti.

Dal Lambrusco al Sorbara Doc 3

Notevole anche il Modena Dop Francesco Bellei a rifermentazione ancestrale, come il Rosè Sorbara Dop rosato secco di Elio Garuti.

 

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 17 maggio 2014.

Dal Lambrusco al Sorbara Doc 4

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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