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Dal Mudec al Sant’Uffizio di Cioccaro (Asti), Bartolini in Monferrato

Pubblicato il: 18 aprile 2018 alle 3:00 pm

L’uffizio nuovo di Enrico Bartolini ha inaugurato la Locanda del Sant’Uffizio nel Relais di Cioccaro, Asti, della catena Ldc della famiglia taiwanese Chang, con cui già collabora a Venezia al Glam, una stella Michelin nel Palazzo Venart.

Dalla casa madre del Mudec di Milano, due stelle in via Tortona, lo chef manager fa un’altra scommessa, dopo la stella al Casual di Bergamo e quella a Castiglione della Pescaia, su un altro giovane bravissimo chef, Gabriele Boffa di Alba che ha lavorato con Enrico Crippa, Yannick Alléno e in Messico con Romero.

Pochi tavoli, uno stage veloce al Mudec, “Gabriele è bravo, capisce al volo”, due giorni per confrontare le idee e due per provare il menu.

Quindi l’anteprima con Enrico. “Gli ho lasciato carta bianca sul territorio e i produttori, l’ho lasciato divertire”. Abbiamo mangiato benissimo, vicino agli standard del Mudec.

Interessanti gli amuse bouche e l’Albese, la fassona al coltello con il giovane Raschera (un formaggio più stagionato avrebbe coperto la nobiltà della carne).

Poi l’Asparago verde del Roero, Seirass del fen (ricotta di pecora del cuneese affinata nel fieno), un sensazionale uovo pastorizzato al curry. Geniale.

Interessante e leggero il Merluzzo pescato al verde.

Forse già piatto iconico gli Spaghetti al cavolo nero e caviale d’aringa affumicata.

Perfetta la cottura del Piccione, “spadellato come faceva la nonna, azienda Greppi di Vercelli”, cipollotto grigliato, purea di mele e frutta secca.

Abbinamento vini di sobria sciccheria.

Quanto si spende?

Il Menu Cuore e Mente con sei assaggi di passione a 75 euro e degustazione di cinque vini a 40.

Il territorio nei Classici del Sant’Uffizio: L’Albese, Vitello Tonnato, Ravioli del Plin, Guancia di porcello con “risi e coi”, Bönnet. Che non vanno stravolti ma fatti come mamma comanda. A 55 euro, tre vini del territorio a 25.

In carta vi raccomando le Animelle con primizie (25 euro), il Risotto alla carota, zenzero e anguilla, le Tagliatelle alla Finanziera profumate di rabarbaro. Il Carrè di agnello con cime di rapa e capperi (35 euro), la Guancia di porcello con “risi e coi” (25).

Il Relais, 55 suite, piscina, tennis e centro benessere, per il pernottamento week end va dai 200 ai 300 euro.

Info: https://www.relaissantuffizio.com/it/ristorante/

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 24 marzo 2018

MARCO MANGIAROTTI

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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