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Dalla Cantina Furlani, vini angelici identitari della Collina di Trento

Pubblicato il: 26 marzo 2021 alle 7:00 am

Il vino è il migliore navigatore sentimentale che esista nel consentirci di scoprire con sempre maggiore puntualità e precisione zone vitivinicole dai confini così ristretti da rappresentare fortissime identità tanto dal punto di vista antropologico che da quello ampelografico, come accade con la Cantina Furlani in località Povo di Trento, la cui azienda agricola ha appezzamenti che raggiungono i 720 metri slm in parte sulle pendici della Vigolana e in parte sulle colline sovrastanti il capoluogo trentino.

Il distributore Proposta Vini spiega che il titolare Matteo “produce uva nell’arco a gradoni che porta verso la Marzola, una delle montagne che circondano Trento, su su fino alla sella di Vigolo Vattaro, a 725 m s.l.m”.

E’ la ragione per cui questa cantina rientra nell’estremamente affascinante progetto chiamato La Collina di Trento, dedicato a un’oasi vitivinicola tutta da scoprire come quella “ubicata sulla sinistra della Valle dell’Adige, all’imbocco della Valle della Fersina e ben riconoscibile alle pendici del Calisio, del Celva e della Marzola”, conformata come “una scalinata naturale che collega i monti alla città” e “pare un teatro antico con la cavea sui pendii e l’orchestra perfettamente collocata sul Doss Trent, focalizzata nel bianco monumento dedicato a Cesare Battisti”, zona abitata da millenni in cui “si coltiva la vite da prima dell’arrivo dei romani”.

Cantina Furlani fa quindi pienamente parte di questo progetto per ragioni geografiche, ma la sua vocazione a un’attitudine culturale nella vinificazione ha fatto sì che rientrasse anche nel progetto Vini dell’Angelo che “recupera e colleziona le varietà d’uva presenti in Trentino fino alla fine della Grande Guerra” promuovendone “la coltivazione, la vinificazione e la commercializzazione”, poiché sta amorevolmente tutelando vecchie varietà rosse autoctone come Rossara, Carmener, Negrara e altre a bacca bianca quali Lagarino Bianco e Valderbara.

Nomi ancora ignoti alla massa che spiegano quanto sia sincero, radicale e appassionato il progetto enoico di Furlani, il quale inoltre “persegue una viticoltura rispettosa della natura nell’ambito della quale le uve sono “coltivate e vinificate con passione, sempre nel rispetto, dell’ambiente e degli animali”, mentre la produzione “rimane totalmente artigianale ed al suo interno si svolgono tutte le delicate fasi della vinificazione”, all’insegna di un “binomio di tradizione e avanguardia”.

Con il Velato Frizzante sui Lieviti Metodo Familiare poi Furlani si guadagna l’ingresso in un terzo progetto di Proposta Vini, dedicato alle Bollicine da Uve italiane, poiché è uno spumante prodotto con le citate varietà di Lagarino Bianco e Valderbara coltivate nella zona della Valsugana: si tratta di un “rifermentato in bottiglia con il mosto dell’annata nella primavera successiva prodotto senza uso di prodotti chimici, senza uso di solforosa, non filtrato, alla ricerca di una completa naturalità del prodotto”.

Al naso lascia avvertire pasta madre e idrocarburi, in bocca invece è il turno di mandarino verde, avocado ed erbe selvatiche, creando un’identità organolettica di estrema complessità offerta con un  sorso materico, pastoso e molto stuzzicante.

Bianco è pure Annly, da uve Chardonnay, con una piccola percentuale di Gewurztraminer, vendemmia 2019, affinamento in acciaio e gli ultimi due mesi in bottiglia: se il bouquet è fresco e floreale, il gusto rivela frutta tropicale insieme a pera e cedro.

Dalla beva immediata e avvincente.

Uve Chardonnay che ritroviamo insieme a un 20 % di Pinot Nero nel Metodo Classico Spumante con 24 mesi di permanenza in bottiglia: al naso echi di panificazione, in bocca ananas, mango essiccato ed erbe officinali esaltati da un’acidità stimolante.

Il Poho Rosso invece è “prodotto con le vecchie varietà della collina di Povo”, uve rosse fermentate in acciaio che poi affinano in bottiglia per sei mesi: spiazza e conquista il bouquet di barbabietola, così come il ritrovare al palato la chiara impronta del radicchio rosso tardivo, insieme a sorbo e corbezzolo.

Il sorso ha un incedere dalla serenità antica, con il conseguente equilibrio che tiene le redini di un ben presente spirito selvaggio.

Nel finale, poco alcol e tanta vegetazione.

Abbiamo approfondito il senso del progetto con Matteo Furlani, nel video che trovate qui di seguito.

Info: http://www.cantinafurlani.it/

Distribuzione: https://www.propostavini.com/produttori/produttore/furlani

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L'autore

Domenico Liggeri

è attivo dal 1988 nel mondo della comunicazione in tutti gli ambiti, dalla televisione al cinema, dal giornalismo professionistico ai video musicali, dall’insegnamento universitario alla regia, dall’editoria libraria al teatro, dal web alla carta stampata.
Attualmente firma come autore la trasmissione Tiki Taka su Italia Uno condotta da Piero Chiambretti, scrive per i mensili della casa editrice del calendario di Frate Indovino per la quale ha appena pubblicato il suo nuovo libro; inoltre è direttore responsabile della testata giornalistica on line Storie Enogastronomiche specializzata in enogastronomia e turismo culturale, Presidente della Giuria del Festival Internazionale del Videoclip IMAGinACTION, docente universitario della IULM di Milano e per vari insegnamenti in diversi master della Business School della RCS Academy del gruppo editoriale che comprende il Corriere della Sera.

Da oltre vent’anni svolge attività di docente in varie Università, come IULM, Cattolica di Milano, Dams di Bologna, IED - Istituto Europeo di Design e per l’Istituto Internazionale di Ricerca e Studi Avanzati del Ministero per i beni e le attività culturali.
Ha pubblicato diversi volumi come saggista e scrittore, per case editrici come Bompiani, Mondadori e Sperling & Kupfer: diversi suoi volumi sono stati adottati da varie università italiane. E’ autore di voci per alcune delle più importanti enciclopedie italiane.
Come autore televisivo ha lavorato con Piero Chiambretti, Maurizio Crozza, Francesco Facchinetti, Belen Rodriguez, Vanessa Incontrada, Paolo Bonolis, Giancarlo Magalli, Claudio Lippi, Elisa Isoardi, Pupo, scrivendo anche per alcuni comici di Zelig (tra cui Leonardo Manera) e firmando molte trasmissioni soprattutto di prima serata per tutte le reti Rai e Mediaset, ma anche per La7 e Sky. Tra le sue trasmissioni più note, Dopofestival di Sanremo su Rai Uno, Markette e Crozza Italia Live su La7, X Factor su Rai Due, Wind Music Awards su Italia Uno. E’ stato direttore editoriale della tv musicale satellitare Match Music, mentre per i Festival di Sanremo del 2004 e del 2005 ha realizzato come autore unico i profili dei cantanti andati in onda sulle reti Rai e gli spot ufficiali della trasmissione. Come regista televisivo ha firmato servizi, live ed esterne per Rai, Mediaset e diverse tv musicali, nonché l’evento multimediale Come and Dance Rihanna con Garrison di Amici di Maria De Filippi. Ha collaborato come autore e copywriter a vari spot per alcune campagne della Wind. E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker voluta da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central).
Giornalista professionista dal 1996, ha scritto per Il Giorno, Il Fatto Quotidiano, Il Giornale di Sicilia, Maxim, Campus, Frate Indovino, InTV, svolgendo anche attività di critico cinematografico (Duel, Ciak) e critico musicale (Maxim, il Mucchio Selvaggio). Suoi servizi sono stati pubblicati on line anche da Tiscali.it e LiberoQuotidiano.it, Rockol, Mtv.it.
Regista di videoclip, ha firmato il pluri-plagiato Dedicato a te per il gruppo Le Vibrazioni, Cleptomania per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista e sceneggiatore cinematografico, è autore di vari cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti dalle strutture di Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati a prestigiose rassegne in Italia e all’estero come Torino Film Festival, Locarno International Film Festival, Bellaria Film Festival, FIFF - Festival International de Films de Fribourg, Genova Film Festival, Capalbio International Film Festival. E’ stato assistente alla regia di Roberta Torre e collaboratore di Ciprì e Maresco. Ha firmato un contratto come soggettista, sceneggiatore e regista per un film lungometraggio con l’importante casa di produzione Lux Vide (Don Matteo, Che Dio ci aiuti, L’Isola di Pietro).
Come autore e regista teatrale, ha portato in scena lo spettacolo CabaRE’ al Derby di Milano e altre opere come quella che ha visto quali protagonisti Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada al Teatro Donizetti di Bergamo.
E’ stato ideatore e direttore artistico della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri. Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt. E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica marchigiana Ultrasuoni (prima label italiana distribuita dalla multinazionale tedesca Edel) e ha svolto anche attività di produttore artistico musicale, realizzando album di diverse rock band per etichette come la CNI - Compagnia delle Nuove Indye.
www.domenicoliggeri.it


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