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Dalla cantina toscana La Lastra, Vernaccia San Gimignano e Chianti bio

Pubblicato il: 13 agosto 2019 alle 7:00 am

Quando si “pratica l’agricoltura per scelta e non per costrizione”, vuol dire che la passione, elevatissima, si accorda con le regole morali, diventando “un progetto di vita rurale” che vede i vitivinicoltori assumere il ruolo di cantori del proprio territorio, come accade a Nadia Betti e al marito Renato Spanu che con amici e parenti hanno dato vita nella vocatissima provincia di Siena all’Azienda Agricola La Lastra.

La sua filosofia, tesa a “riposizionare i veri valori legati alla vita” per “dare un futuro alla nostra Terra”, è chiara e dichiarata: “l’Ambiente prima del business, le Persone prima del brand, la Sostanza prima della forma”, valori completati da “Ricerca scientifica, Rispetto, Empatia ed Etica”.

L’Azienda Agricola La Lastra è strutturata in due unità produttive: “7 ettari di vigneto nel territorio del Comune di San Gimignano e 23 ettari di cui 7 di vigneto ed altrettanti di oliveto a ridosso del centro storico della città di Siena”, curati in regime di agricoltura biologica.

Avevamo già conosciuto e apprezzato La Lastra per il suo eccelso lavoro sul vitigno autoctono Canaiolo vinificato in purezza (http://www.storienogastronomiche.it/il-canaiolo-vitigno-del-chianti-rivalutato-da-cantina-la-lastra/), tanto che abbiamo voluto approfondire altre due sue produzioni identitarie.

A partire dalla Vernaccia di San Gimignano, “vitigno autoctono dalla storia millenaria” che rappresenta “la nostra Toscana in Bianco”, con particolari caratteristiche che lo rendono “capace di generare vini bianchi da lungo invecchiamento”. Due le etichette, una versione base e una versione riserva, entrambe al 98% Vernaccia di San Gimignano con un piccolo saldo del 2% di Trebbiano Toscano e Malvasia Bianca Lunga del Chianti.

Se la versione base con la sua maturazione esclusivamente in acciaio esalta il frutto e con esso i descrittori classici del vitigno, con la riserva l’intervento delle barrique e i tempi di affinamento più lunghi portano a una maggiore complessità, con un bouquet in cui il fruttato ha netti sentori di polpa bianca matura, mentre l’approccio al palato è ingentilito da un sorso lieve con note minerali, in cui emergono limone e ananas, fino a un prezioso finale di zenzero candito, per un vino che rinuncia ai muscoli per puntare all’eleganza.

Vista la zona storica, La Lastra non poteva non cimentarsi nella sua versione del Chianti Colli Senesi, assemblando Sangiovese 95%, Canaiolo nero 3%, Malvasia bianca e Trebbiano 2%.

Al naso è uno zampillare di sottobosco, mentre l’approccio al palato è all’insegna di una robusta sapidità che lascia progressivamente spazio a un fruttato intenso in cui si riconoscono gelsi neri, ribes e cacao amaro.

Sorso caldo e persistente, con un finale all’insegna di un’amabilità che conquista anche il degustatore più arcigno.

Abbiamo approfondito i valori di questa produzione con Renato Spanu, nel video che trovate qui di seguito.

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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