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Dalla Romagna, uno spumante Famoso ma sconosciuto

Pubblicato il: 12 aprile 2016 alle 4:30 pm

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La locuzione latina nomen omen in questo caso non vale, perché, per ironia della sorte, il vitigno autoctono romagnolo chiamato Famoso lo conoscono in pochissimi, almeno per adesso.

Delle esigue informazioni che si trovano in merito, le più affidabili si rinvengono sul sito dell’Enoteca Regionale Emilia Romagna, meritoria associazione che svolge un ottimo lavoro “per la promozione e valorizzazione del patrimonio vinicolo regionale”. Qui leggiamo che il Famoso, “chiamato anche Uva Rambela, è un vitigno romagnolo che, dopo un periodo di abbandono, nell’ultimo decennio è stato riscoperto”, indicando come zone di coltivazione Forlì, Bertinoro, Faenza, Brisighella e Bagnacavallo.

Il terreno prediletto è la marna gialla, roccia sedimentaria in parte argillosa che deriva da un vecchio fondale marino, responsabile della caratteristica sapidità di questa uva.

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La storia del vitigno è antica e accertata, visto che “il primo documento che cita il Famoso è rappresentato da una tabella del dazio comunale di Lugo di Romagna (Ravenna), datata 1437: nel XIX secolo, diversi documenti ne testimoniano la presenza sulle colline di Cesena, dove veniva utilizzato anche per la produzione di uva da tavola”. Il momento peggiore queste uve lo vivono nel secolo scorso, a causa di “una notevolissima contrazione che lo portò in un secolo al limite dell’estinzione”.

Ma “nel 2000 venne individuato in due vecchi filari sulle colline di Mercato Saraceno (Forlì-Cesena), il cui proprietario lo indicava, per l’appunto, con il nome Famoso: oggi è prodotto in piccoli appezzamenti da produttori che hanno visto in questo vitigno un patrimonio di aromi e di biodiversità da valorizzare”.

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Tra i più convinti sostenitori del Famoso c’è la Tenuta Santa Lucia, “12 ettari di vigneti posizionati ad un’altitudine di 250 m. sul livello del mare, a cavallo tra la Romagna e la Toscana”, nella Valle del Savio, proprio nel citato comune di Mercato Saraceno. Un territorio “depositario di tracce romane, di usanze e dialetti che si sono tramandati nei secoli” che “condensa un crogiolo di mercanti, viandanti e scambi sin dai tempi più antichi, così come lo ricorda il nome”.

Qui Paride Benedetti coltiva in biodinamico il Sangiovese, l’Albana, il favoloso e rarissimo Centesimino e, appunto, il Famoso.

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Paride ci racconta che il Famoso si era sempre coltivato e vinificato nella zona, ma si credeva che questo Famous, come veniva chiamato in dialetto, indicasse uve differenti chiamate allo stesso modo: le analisi del DNA hanno invece dimostrato che si tratta di un’uva a sé.

Avendo riscontrato che la raccolta anticipata esalta la spiccata aromaticità del vitigno, Benedetti ha pensato bene di vinificarlo in versione spumantizzata.

Nasce così il Famous Brut Metodo Classico della Tenuta Santa Lucia che matura ventiquattro mesi sui lieviti. Appena accostato al naso, il suo bouquet ti fa strabuzzare gli occhi in espressione di sorpresa, tanto sono inediti i suoi profumi stuzzicanti e complessi. Al palato la sorpresa muta in incanto, con delle bollicine che una volta per tutte fanno carta straccia delle tante sciocchezze balbettate circa la presunta supremazia degli champagne: questo spumante autoctono non ha eguali, chiudendo perentorio il sorso con un tocco aspro che lo rende indimenticabile e unico.

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Anche la versione ferma di questo vino gioca tra la coincidenza tra il lemma dialettale romagnolo e quello anglosassone dalla identica pronuncia e grafia, Famous: in questo caso la potenza aromatica, in assenza di bollicine, si esprime in maniera più decisa. Ed è un rimanere annichiliti di piacere a ogni stilla.

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Abbiamo chiesto a Paride Benedetti di raccontarci cotanta meraviglia: lo ha fatto davanti alla nostra telecamera.

Info: www.santaluciavinery.it

www.propostavini.com

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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