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La differenza fra il vero prodotto artigianale e Grom?

Pubblicato il: 30 aprile 2019 alle 3:00 pm

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Parliamoci chiaro. Chapeau a Grom per l’idea, la comunicazione e la formula, ma il vero gelato artigianale è un’altra cosa. Imparagonabile con un buon prodotto decongelato, anche se con materia prima tracciata (ieri tre soli gusti di stagione).

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MERAVIGLIE DEL GELATO D’INVERNO NELLA BOTTEGA DI MARCO CARDELLI A MILANO

Adoro il gelato e sono diventato un assaggiatore professionale da quando, fine anni ’60, sono andato ad abitare sopra il laboratorio di Giunetto Cardelli, toscano emigrato a Milano, che dal fratello Ugo aveva imparato le prime ricette. Giunetto ha inventato sorbetti cremosi (solo acqua e zucchero: difficile), la frutta ripiena, semifreddi da urlo e dolci freddi.

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Ho visto nascere i primi esperimenti del gelato fatto con il panettone delle Tre Marie per il ripieno, la storica macchina da caffè comprata per i 40 espressi con cui faceva il gelato.

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Giunetto Cardelli era il primo vero innovatore dopo la stagione dei pionieri: Orsi, Pozzi, Vallì, Rachelli, Grasso. Il carretto di Sartori alla Centrale. Scendevo in laboratorio e trovavo la Gazzetta (lui Viola, io Milan) e le cassette di frutta di Abbascià, il più caro ortolano di Milano: assaggi, caffè e via. Vedevo i pistacchi di Bronte, i pinoli di Viareggio, la nocciola gentile del Piemonte. Adesso c’è il figlio Marco.

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Faccio un giro da Grom, sette assaggi, piazza Argentina, discreto il Bonnet piemontese, poi torno a casa in Pergolesi al 3.

Venti assaggi al cucchiaio, entusiasmanti. Il mandarino, la stracciatella di pera, la fragola (70 per cento fragoline), il frutto della passione, il caco vanigliato brasiliano, un litchis stravolgente.

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Passo dai sorbetti alle creme con l’avocado, la crema con il croccante fatto in casa, il marron glacé sublime, il supremo semifreddo al caffè.

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Perfezionista, Marco aggiorna la materia: marroni di Borgo San Dalmazzo, mandorle di Noto. Guardo la frutta ripiena, dalle noci a tamarillo e granadilla (Colombia), kiwano (Nuova Zelandia) e pitahaja (Vietnam), le noci.

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“Però l’Ecologica al Ticinese – ammette Marco – era speciale”. Come Raffaele Del Verme a Torchiara e Corrado Assenza al Caffè Sicilia di Noto.

 

Info: www.labottegadelgelato.it

 

 

 

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno dell’11 gennaio 2014.

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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