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Diy Sushi a San Gregorio di Catania, il gusto del particolare

Pubblicato il: 2 agosto 2019 alle 7:00 am

Bisogna avere uno spiccato gusto per i particolari per godersi appieno un locale come Diy Sushi in via Roma 88 a San Gregorio di Catania, così ricco di sottotesti, doppie letture, finezze non esibite, intelligenza non urlata, eleganza discreta.

Già a partire dall’acronimo che lo denomina, in cui Diy sta per le iniziali di “do it yourself”, espressione adottata per definire l’origine del progetto, scaturito da un nucleo familiare dotato di passione e curiosità, tanto da cimentarsi nel settore della ristorazione pur provenendo da ambiti differenti.

Se poi si passa al simbolo grafico del locale, la complessità esplode pienamente: ogni tratto, ciascun simbolo, tutti i segni hanno un preciso significato, unendo l’immediatezza iconica dell’infografica con la sintesi ancestrale dei linguaggi figurativi, quasi riprendendo il racconto per immagini delle incisioni rupestri e accostandolo alla semantica simbolica dei geroglifici, con un pizzico di inconsapevole follia da art brut. Per la spiegazione, vi rimandiamo a quella che vi renderà di persona il gestore Davide Alecci, per non farvi perdere il piacere di apprezzare il reticolo di ragionamenti e suggestioni di un logo che racchiude perfettamente il senso di un progetto profondamente meditato.

Passando dal sostantivo all’aggettivo, particolare è ogni proposta enogastronomica del locale, capace di dispensare guizzi di rara grazia, per trovare i quali però bisogna predisporsi a vivere Diy Sushi con la testa, oltre che con il palato.

Lo si comprende dando uno sguardo alle bevande, nel cui scomparto occhieggiano autentiche chicche, rigorosamente di importazione…

… come la birra nipponica Kyoto aromatizzata al sake, ruffiana ma intrigante…

… e il Sake vero e proprio, proposto in pratiche bottigliette di design dalle quali potere bere direttamente in quanto assolvono alla funzione di bicchieri in vetro: l’identitaria bevanda fermentata a base di riso è proposta sia nella versione classica, più per intenditori che riescano a coglierne le note maltate, nonché in quella resa di più facile beva dall’aromatizzazione con lo yuzu, agrume di crescente popolarità, in patria assimilato al bergamotto ma in grado di offrire pure sentori di arancia e mandarino.

Per chi invece preferisse il vino, c’è una carta che offre referenze interessanti, anche regionali, a testimonianza di una solida sapienza enoica nel gruppo dei gestori.

Ciò che arriva dalla cucina non è da meno.

A partire da una tempura di gamberi molto croccante, ingolosita da salsa teriyaki.

Perfino una portata semplice come l’alga wakame regala un sussulto, grazie a un condimento perfettamente bilanciato e di notevole delicatezza come raramente capita di trovare.

La freschezza assoluta delle materie prime, oggetto di rigoroso controllo operato su fornitori di fiducia, si nota nei carpacci e soprattutto nel sashimi, come quello carnoso imperdibile di capesante.

Sul piano delle peculiarità, il locale va fiero dei suoi burger preparati con il riso al posto del pane: risultano molto consistenti e hanno declinazioni golose come il Caramel con tonno rosso scottato al sesamo, cipolla caramellata, wakamoni (equivalente della salsa Guacamole) e fiocco di alga nori, in cui spicca l’agrodolce.

Nel resto del menu c’è da perdersi tra delizie di ogni genere.

Da citare almeno il fruttato Salmon Bahia (alga nori, salmone con Pringles, avocado, mango, spicy maio, tobiko rosso) e il Caterpillar ricco di contrasti (grazie a gamberi fritti, avocado, tonno rosso, spicy maio, salsa barbeque e sesamo), mentre per tornare al citato gusto del particolare va un plauso alla straordinaria idea di utilizzare nel sushi anche la catanesissima melanzana a fette fritta a dovere, come avviene nel fantastico Spring Roll in cui è affiancata a salmone affumicato, patata in tempura, avocado, surimi e salsa teriyaki.

Sequela di capolavori nella sezione degli Uramaki Gourmet.

Spiccano il clamoroso Uni Gourmet che utilizza un’altra gloria locale come i ricci, unendoli a salsa teriyaki e maionese piccante, il tutto in tempura: l’intensità iodata della componente ittica esplode in un florilegio di emozioni.

Fenomenale anche l’Aragosta Gourmet, in cui la magnifica carnosità del crostaceo si sposa con gambero, maionese e sriracha, quest’ultima una salsa piccante e speziata a base di peperoncino rosso, zucchero e aglio, in grado di arricchire ed esaltare i sapori senza coprirli.

Si registra così la capacità visionaria di un restaurant manager come Davide Alecci che spinge verso il riuscito azzardo organolettico, ma anche la straordinaria mano del sushi chef e della sua squadra, poiché ogni creazione sorprende per perfezione e gusto, senza presentare mai alcun difetto, piuttosto esprimendo vette tecniche notevoli.

Ultima nota di originalità per l’uso di pesci non comuni nei locali di sushi, come la Spigola.

Diy inoltre va parecchio forte nel take away e nel delivery, con tantissimi clienti che approfittano di un efficiente servizio di consegna a domicilio.

Un locale decisamente da provare che abbiamo scoperto grazie alla segnalazione di CityMap (https://www.citymapsicilia.it/catania/mangiare/), portale di suggerimenti turistici molto attivo anche su Catania.

Info Pagina Facebook: Diy Sushi

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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