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Dolcetto dei terrazzamenti della Val Bormida, “slow wine” del Piemonte

Pubblicato il: 17 febbraio 2017 alle 2:57 pm

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Il Dolcetto sembra essere diventato ormai il vitigno più tormentato d’Italia: dà vita a uno dei più deliziosi vini italiani (e quindi del mondo), ma in più parti registra una riduzione della sua coltivazione, per un preoccupante quanto inspiegabile scarso entusiasmo da parte del mercato riferito da diversi produttori. Un mercato del vino drogato dalla crassa ignoranza degli addetti ai lavori che magari spingono quelle costosissime ridicole brodaglie alloctone di Bolgheri che scimmiottano il taglio bordolese, invece di promuovere uno degli autoctoni più sinceri e appaganti del nostro Paese dal gusto unico e dai prezzi ragionevoli.

Per queste e altre ragioni si sta assistendo alle crescenti difficoltà del vigneto nel luogo di elezione, il Piemonte, dove la sua presenza è accertata dal Cinquecento. Come è avvenuto in Val Bormida, nell’Alta Langa, in provincia di Cuneo, dove a causa dello spopolamento degli anni ’80 “i vigneti storici di dolcetto sono stati abbandonati e molte terre sono state destinate ai noccioleti” molto più redditizi, come denunciato da Slow Food. L’associazione però ha poi registrato un segnale positivo quando “alla fine degli anni Novanta alcuni giovani viticoltori hanno ripreso la coltivazione tradizionale del dolcetto sui terrazzamenti”, tanto da sostenere questa ripresa assegnando il Presidio Slow Food insieme ai comuni di Cortemilia, Perletto e Torre Bormida.

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Non stiamo parlando di una produzione facile, visto che “le condizioni di lavoro dei viticoltori sono estreme: la meccanizzazione è nulla o quasi, per la gestione delle infestanti sono praticate esclusivamente operazioni di diserbo fisico o meccanico e la vendemmia è svolta a mano, selezionando accuratamente i grappoli e preservando la loro integrità fino all’arrivo in cantina”.

Ne viene fuori un vino di grande gentilezza organolettica, pronto a esprimere un frutto autentico nella sua onestissima versione in acciaio che ne preserva tutti i pregi varietali. Grande pulizia del sorso, sorretta da un suadente bouquet di sottobosco.

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Oggi a produrre il Dolcetto dei terrazzamenti della Val Bormida secondo il disciplinare di Slow Food sono Barberis – Cascina San Lorenzo di Cortemilia (www.agribarberis.it), Cesare Canonica di Torre Bormida (www.canonicavini.it), Roccasanta di Perletto (www.aziendagricolaroccasanta.it) ed Elena Patrone di Cortemilia (www.patronevini.it).

Proprio quest’ultima ci racconta davanti alla telecamera fatiche e soddisfazioni nel salvaguardare questo pezzo della nostra biodiversità culturale che si traduce in un vino prezioso da sostenere convintamente.

Info: www.fondazioneslowfood.com

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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