Google+

Egeo Meridionale (Grecia), Regione Europea per la Gastronomia del 2019

Pubblicato il: 8 ottobre 2019 alle 7:00 am

Una costellazione di isole che brilla per prodotti alimentari e preparazioni culinarie, tanto da avere conquistato il titolo di Regione Europea per la Gastronomia per il 2019: è l’Egeo Meridionale, area amministrativa della Grecia composta da numerose isole, alcune appartenenti anche agli arcipelaghi delle Cicladi e del Dodecanneso.

Noto fino a oggi per la bellezza sfavillante delle sue circa cinquanta isole tempestate da spiagge da sogno, l’Egeo Meridionale ha negli ultimi anni fatto emergere la propria identità culturale da affiancare alle bellezze paesaggistiche, partendo proprio dalla sua gastronomia ricca di peculiarità effettivamente singolari e intriganti.

Chi ha avuto la fortuna di frequentare tali isole, ha potuto verificare che si riesce a mangiare bene ovunque, anche nei locali più turistici, dove non mancano mai i piatti identitari: sia che si tratti di una taverna o di un locale chic con proposte creative, o addirittura di street e fast food, in carta c’è sempre qualche ricetta tradizionale che ti parla del territorio e dei suoi sapori.

Territori che presentano un’apparente contraddizione: malgrado siano circondati dal mare, propongono quasi esclusivamente una cucina di terra, in cui il pesce è soprattutto sottoposto a una semplice cottura alla griglia come nel caso del consumatissimo polpo e soltanto raramente di elaborazioni più complesse, come se esistesse un ideale collegamento tra questi arcipelaghi e un’altra importante isola del Mediterraneo con simile caratteristica quale la Sardegna.

Può così accadere di trovarsi a pasteggiare a bordo riva gustando carni ovine o caprine.

La logica c’è e affonda e radici nella storia ancestrale di queste isole, dedite soprattutto alla pastorizia prima che arrivasse il turismo di massa, con l’aggiunta di diverse attività minerarie e artigianali.

La tavola riflette questo dato antropologico con un’intensa produzione di formaggi, in gran parte di latte di capra, con un buon contributo del latte di pecora con cui spesso è assemblato, mentre è raro il vaccino.

Molto celebrato è il Manoura, somigliante alla Feta ma parecchio più selvaggio nei sentori, soprattutto nella versione casalinga stagionata nelle foglie di vite, tosto da mangiare in purezza, più fruibile se sbriciolato su qualche pietanza…

… e la straordinaria Myzithra ai due latti (ovino e caprino) con la sua cremosità suadente, ma anche formaggi duri di capra come Xero tiri e Melihloro, o l’Afotiria, ricotta stagionata molto sapida; magnifico accompagnarli con il frutto simbolo della regione, il fico.

La conferma della centralità del formaggio in questa gastronomia arriva dai piatti cotti, dove è spesso presente anche con abbinamenti che potrebbero apparire azzardati, come quelli con la carne e il pesce.

Si parte con i Tirokeftedes, piccole sfere fritte ripiene al formaggio…

… come fritti è il Saganaki, fetta di formaggio scaldata e fusa in padella, servita bollente…

… e la Pitarakia, sorta di panzerotto tipico di Milos, davvero ghiotto…

… per passare allo Ntakos, più significativo a Creta ma ritenuto tradizionale anche nelle Cicladi,  composto da pane secco o da un panificato biscottato, imbibito e condito con pomodori a pezzi, capperi e olive, sormontato da feta.

Gli estremismi organolettici del formaggio si trovano nell’Arnaki sourtoukiko, agnello al forno insaporito con aneto e feta sbriciolata che al forno si condensa nella consistenza…

… e nel Garides Saganaki, pietanza partita dal Pireo per approdare nelle isole, la quale prevede gamberoni con pomodori e peperoni, spolverati di feta, in cui i greci bagnano il pane facendo delle gran scarpette

… ma il più noto formaggio greco è accostato anche alle cozze.

Tante le sfiziosità, come le creme che fanno da antipasto, quali la Kaparosalata a base di capperi…

… la Melitzanosalata  di melanzane e la fantastica Taramosalata creata dalle uova di pesce.

Una prelibatezza la Tsirosalata, sgombro affumicato dal gusto forte ma elegante che conquista con la sua tenerezza…

… e le Kolokithokeftedes, le frittelle di zucchine…

… nonché le Melitzanes Imam, melanzane impreziosite da cipolle e pomodori…

… e gli speziati Ntomates Gemistes, pomodori ripieni quasi totalmente uguali alla classica ricetta romana.

Tra tanti centri ricchi di proposte, da più parti viene individuata come capitale della gola colta una delle isole meno turistiche, Sifnos, la cui autenticità si riflette anche nel desco.

La fama dell’isola presso gli appassionati di cucina è dovuta anche all’avere dato i natali a Nikólaos Tselementés, cuoco greco vissuto a cavallo tra ’800 e ’900, impropriamente accostato al nostro Pellegrino Artusi per le sue pubblicazioni culinarie, tra cui il libro che codificò la cucina greca.

In effetti il cibo ha un valore fondante a Sifnos, in ogni aspetto della vita quotidiana, perfino quello religioso, visto che ogni panighiri, la festa sacra, si conclude mangiando tutti insieme, mentre le piccole chiesette dell’isola includono tra le loro mura lo spazio per allestire grandi tavolate…

… e cucine attrezzate per soddisfare un cospicuo numero di persone.

Il senso comunitario del cibo è testimoniato dai forni collettivi…

… in cui il sabato sera viene messa a cuocere per l’intera notte al basso fuoco della legna la Revithia, commovente zuppa di ceci intorno alla quale si riuniscono le famiglie di domenica, assaporandola dopo avervi spremuto del limone.

A base di ceci anche le Revithokeftedes, polpettine fritte…

… e il Mastelo, agnello in umido da una ricetta tradizionale di Sifnos.

Tanto altro ci sarebbe ancora da citare, come le ricche colazioni con prodotti locali…

… e i magnifici yogurt ingolositi da miele o marmellate…

… le verdure cotte sulla sabbia vulcanica…

… carni insolite come il fantastico stambecco…

… e dolci nuziali come il Konfeto.

Nelle Cicladi vanno molto fieri pure per i loro vini, spesso scaturiti da vitigni autoctoni secolari, come l’Assyrtiko

… e un nettare unico come la Retsina, vino aromatizzato ottenuto con l’aggiunta di resina di Pino d’Aleppo, già noto agli antichi Greci, rivendicato con orgoglio come proprio dai vignaioli cicladici.

Ma da queste parti si pasteggia anche con liquori e distillati, come l’Ouzo a base di anice e l’acquavite Tsipouro.

Nel video che segue, le immagini della cucina dell’Egeo Meridionale.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  


Tag: , , , , , , ,



L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
www.domenicoliggeri.it


Back to Top ↑