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Ernesto a Catania, tempio multisensoriale di tutti i sapori della città

Pubblicato il: 4 marzo 2020 alle 7:00 am

Tutti i sapori possibili e perfino quelli immaginabili della gastronomia catanese sono raccolti, onorati e proposti in un autentico tempio del gusto che rappresenta ormai la tappa gourmet imprescindibile per chi voglia assaporare tutta la ricchezza organolettica del capoluogo etneo: si chiama semplicemente Ernesto e con modestia si definisce soltanto bar e pasticceria, ma in realtà sfodera l’intero compendio di tutte le specialità locali.

Già la collocazione evoca quella dei veri templi antichi, dato che solitamente venivano eretti di fronte al mare in angoli di grande bellezza paesaggistica, esattamente come Ernesto che si staglia nel cuore del meraviglioso lungomare di Catania, in viale Ruggero Di Lauria 91, da dove l’infinito dell’orizzonte è annunciato dal nero bollente della roccia di pietra lavica che si tuffa nel mare Ionio.

La denominazione fa riferimento all’Ernesto Risita che nel 1974 ha fondato il locale, rilevato dieci anni dopo da Francesco Urzì che ne ha determinato la crescita ragionata ma imponente.

Una crescita che parte dall’accreditamento proprio negli anni ’80 di Ernesto come la pasticceria di culto di Catania, un regno della dolcezza che per anni ha costituito il vero traino della clientela.

In testa alle preferenze, i classici della pasticceria territoriale: cannoli nel rigore della tradizione quindi con cialda croccantissima e setosa farcitura di ricotta, insieme a tortine in cui la frutta giganteggia sull’inimitabile ricca crema alla catanese…

… i pasticcini al burro friabili e scioglievolissimi al palato insieme a mignon golosi oltremodo…

… quindi le torte, dall’iconica cassata siciliana ai classici della tradizione…

… alle interpretazioni più fantasiose che però non prescindono mai dalla eccelsa qualità delle materie prime, ricorrendo non a caso spesso alla frutta di stagione.

E non abbiamo ancora accennato all’enciclopedica scelta in materia di pezzi da prima colazione, tra panzerotti alla crema commoventi…

… iris fritte che scrocchiano a meraviglia…

… e raviole alla ricotta che valgono il viaggio.

Si entra poi nel campo dei capolavori assoluti con i gelati, dove oltre la perfetta mantecatura colpisce l’estrema illuminata misura negli accostamenti dei gusti, tra i quali non manca qualche espressione insolita, anche se noi abbiamo preferito soprattutto quelle più territoriali, come il magnifico gelato alla ricotta.

Si toccano addirittura vette del sublime con la granita, qui nella sua massima espressione, soprattutto se avrete l’ardire di prendere quella alla mandorla tostata, autentico viaggio alle radici del godimento sensoriale più radicale, ovviamente da accompagnare con la brioscia col tuppo.

E non abbiamo ancora affrontato il salato, l’ambito in cui l’esplosione del locale è stata più inesorabile, tanto dal punto di vista dell’offerta dei prodotti che degli spazi in cui consumarli.

Il moltiplicarsi degli espositori, delle strutture esterne e perfino la creazione di uno spazio ristorante al piano superiore sono il segno di una proposta che si è estesa illimitatamente a tutte le bontà gastronomiche etnee.

In primo luogo ovviamente la tavola calda alla catanese, con una delle più convincenti applicazioni del classico arancino al ragù, affiancato da cartocciate (prosciutto e formaggio), cipolline…

… e ancora bolognesi (con uovo) e le formidabili siciliane fritte con tuma e acciuga…

… fino alle semplici ma sofficissime e suadenti pizzette al pomodoro e formaggio con la vezzosa oliva al centro.

Fin qui, un paradiso.

Manca però la parte dei piatti di gastronomia, con tutte le portate disponibili.

E’ qui che troviamo la tipicità più straordinaria, la pasta al forno alla catanese fatta secondo la vera rigorosa ricetta casalinga dell’area etnea: quindi carnosi grandi maccheroni immersi nel ragù di carne con piselli, insieme a melanzane fritte come si deve e uova bollite, tutto sormontato da formaggio fuso. Qui per i nativi del posto scatta il ricordo delle nonne in cucina, delle domeniche in famiglia con una marea di parenti e delle gite a mare alla spiaggia libera con le teglie di pasta al forno al seguito.

Per una cifra irrisoria te ne danno una porzione immensa che si fa fatica a terminare, di una bontà inenarrabile.

Ma ci sono anche diversi altri primi che cambiano in continuazione, tra cui la pasta alla norma, così come secondi piatti sempre sostanziosi, soprattutto a base di pesce fresco.

Per non farsi mancare nulla, anche il caffè qui è gourmet, grazie a una miscela esclusiva per il locale chiamata Diamante e definita “millesimato”, mutuando la terminologia addirittura dal mondo dello champagne.

Nota di merito infine per il servizio, risultato fino a oggi il migliore della città per precisione, dedizione al cliente e umanità dispensata: mai in difficoltà neanche quando il locale è strapieno di gente vociante, sempre gentile anche davanti alle mille pretese degli avventori, un vero esempio di conduzione di locale dal forte successo popolare che mantiene la massima attenzione per la qualità dell’esperienza.

Info: http://www.ernestocatania.it/

 

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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