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Expo 2015: tutti a Torino per imparare, non spiluccare

Pubblicato il: 19 novembre 2014 alle 5:35 pm

mangiarotti - EXPO 2015 imparare a Torino 1

Mercato. Atto agricolo. Terra Madre. Il verbo di Carlin Petrini lancia un’ombra lunga e luminosa sul sentiero di Expo 2015.

Dal Salone del Gusto, figlio e motore ormai di una biodiversità globale. Merito di Slow Food e di chi lavora la terra e sulla terra, produttori, allevatori, trasformatori.

Ma come ha ribadito Oscar Farinetti, abbiamo poche settimane, mesi, anni, per portare all’Italia e al Mondo il nostro patrimonio agroalimentare e per farne il moltiplicatore, con i beni culturali (pani e beni), della rinascita, non solo economica, di questo Paese.

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Una sfida straordinaria, che deve corrispondere però a una svolta culturale.

Si va a Torino, Parma, Verona, Milano, per capire, imparare, archiviare nuove scoperte nella personale teca del gusto, ma soprattutto per conoscere uomini e storie. Per imparare.

Mentre il boom del salone torinese è anche il trionfo di chi va per spiluccare (fare magnifici assaggi a prezzi contenuti).

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Per questo non amo i grandi raduni. Ho bisogno di guardare il cibo e le persone negli occhi, di avere tempo e spazio per una conoscenza, mi piacciono i piccoli mercati, gli incontri con le aziende, magari in azienda.

Annusare il territorio. Poi sarebbe anche ora di fare seriamente sistema.

Torino è Slow Food, Parma e Verona, dal piccolo al grande, la provincia che resiste facendo il gioco di chi apre in Europa fiere di dimensioni globali. A Milano accadono molte iniziative, un po’ personali, un po’ sparse. Se non verranno messe in rete, anche con Coldiretti e Slow Food, partendo dall’Expo, sarà l’ennesima occasione perduta.

 

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 1° novembre 2014.

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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