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Expo, occasione persa per la cultura gastronomica

Pubblicato il: 1 novembre 2015 alle 9:40 am

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La più grande concentrazione di culture gastronomiche della Storia: questo è stato Expo, un irripetibile caleidoscopio di piatti di tradizioni diverse per la prima e probabilmente ultima volta riuniti nello stesso luogo.

Mentre trionfava la retorica di volere eliminare la fame nel mondo con una fiera, è sfuggito che a Expo si è affermato definitivamente il valore culturale e antropologico del cibo, ma indipendentemente dalle intenzioni degli organizzatori, i quali non hanno ben compreso cosa si sono realmente ritrovati tra le mani.

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(cibi a base di insetti esposti alla Coop)

Infatti proprio gli stessi organizzatori hanno trascurato il valore della gastronomia presente Expo, non imponendo un severo disciplinare ai ristoranti della manifestazione: è accaduto così che spesso non ci fossero menu in italiano, né spiegazioni dei piatti e ancor meno il racconto della loro genesi. Una clamorosa occasione sprecata di diffondere la conoscenza della gastronomia e di affermare il ruolo di testimonianza delle ricette tipiche.

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(il Kopi Luwak, caffè ingerito e poi defecato dallo zibetto, animale diffuso in Asia)

Lo hanno fatto in pochi, autonomamente, come la Slovacchia e la Germania, con carte delle vivande che spiegavano provenienza regionale delle pietanze e cenni del loro ruolo nelle società di appartenenza. Lo ha fatto anche il Laos, informando sul largo uso della “salsa di pesce”, forse lontana parente del garum romano che infatti era di provenienza orientale.

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Plauso anche al Cile che indicava da quale parte del Paese arrivassero le ricette, mentre al bar della Colombia un monitor dispensava dettagli sui caffè serviti, dall’area di coltivazione alle caratteristiche organolettiche.

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Adesso, mentre si discute di cosa fare con le strutture architettoniche, nessuno pensa a salvare tale biodiversità alimentare: queste specialità etniche torneranno nelle proprie nazioni e nel 90% dei casi non ci capiterà più di incrociarle nella nostra vita.

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Dove potremo mangiare più il riso al latte di cocco e acciughe della Malesia? E il pane fritto con formaggio della Lituania? E mille altre curiosità speziate? Nel corner dello street food del Bangladesh una cameriera ce l’ha detto chiaramente: le nostre lenticchie croccanti non le potrete più mangiare qui. Aveva ragione.

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Ecco cosa ci mancherà di Expo, questa umanità consapevole ricca di sapienza popolare, ben superiore alla sensibilità dei burocrati di Expo.

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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