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Gavioli Antica Cantina a Nonantola (MO), un museo e tante bollicine

Pubblicato il: 13 gennaio 2020 alle 7:00 am

Se non la conoscete come amanti del vino, allora potreste incontrarla in quanto appassionati di musei d’impresa o della civiltà contadina, o perché parteciperete al tour del Discover Ferrari & Pavarotti Land che collega esperienze espositive e degustazioni nel modenese: sono dunque tante la maniere in cui si può entrare in contatto con l’universo dell’Antica Cantina Gavioli a Nonantola e il suo complesso, lunghissimo portato di storia.

Una storia che l’azienda racconta sul proprio sito, fissandone l’inizio nel 1794, quando “Pietro Gavioli è Mastro Cantiniere dei Marchesi Molza con cantina a Solara di Bomporto”, avvio di “un lungo viaggio nel tempo insieme al Lambrusco” che continua ancora oggi “grazie al rispetto per la tradizione e all’amore per le fertili terre Modenesi”.

E’ proprio per “rimarcare questo nostro rapporto con il tempo” che “sorge presso la nostra sede di Nonantola un Museo del Vino dove abbiamo custodito antichi strumenti, attrezzi enologici, agricoli, macchine per la vinificazione”.

Un percorso espositivo di ben seimila metri quadrati “teso a valorizzare l’appartenenza a “un territorio a cui la famiglia Giacobazzi si è sempre sentita legata e in cui tutt’ora si identifica”.

Un tragitto impostato per essere vissuto attraverso le visite guidate, quindi con pochissimi pannelli e informazioni scritte, ma quando sono presenti appaiono curate con gusto estetico e narrativo.

Scorrono così le inevitabili botti storiche mastodontiche utilizzate in un passato ormai remoto…

… un rarissimo esemplare di torchio orizzontale francese di fine ’700…

… una curiosa pompa a bilanciere per travasi…

… quindi strumenti di lavoro contadino, alla base anche della vitivinicoltura…

… con scenografiche ricostruzioni di taluni sistemi di lavoro…

… e di ambienti bucolici…

… attraversando tutte le fasi della produzione del vino, compreso l’imbottigliamento…

… fino a un pezzo unico come un carro distributore di bicchieri per assaggi ricavato da due carri, il primo dei quali risalente all’800, usato nelle sagre come sorta di antenato dei food truck.

Il museo ricorda anche la costante e intensa presenza di Giacobazzi nello sport come sponsor, per esempio, dell’immenso Gilles Villeneuve

… e del giovane Marco Pantani

… con relative memorabilia.

E’ tempo quindi di passare alla degustazione dei vini del gruppo, i quali ci ricordano che siamo nel regno delle bollicine.

Il Lambrusco Brut metodo classico ha profumi di pesca con sentore di lievito e pane fresco, mentre al palato è cremoso: tendente all’abboccato, viene poi sopraffatto da un’acidità che eccede in aggressività.

Il Lambrusco di Sorbara Bollino Oro ha un bouquet di fragole e rose, mentre in bocca si propone fresco e con bilanciata acidità, con una piccola nota erbacea che si estende su un corpo esile e una beva facilissima contrassegnata da piccoli frutti rossi.

Il Castelvetro amabile si propone con un potente profumo di lampone, cui segue una prepotente invasione zuccherina di fragoline di bosco e papaya.

Il più convincente è il Lambrusco ottenuto con rifermentazione ancestrale che al naso richiama netti sentori di forno mentre in bocca imperversano prugna e corbezzolo.

La permanenza fisica in questo ambiente è illuminante per l’intreccio tra echi arcaici e imprenditoria moderna, per la commistione di piccolo mondo antico e grande industria, perfetta sineddoche delle anime complesse che rendono grande questa parte di Emilia.

Info: https://gaviolivini.com/it/home

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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