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Il Giardino dei Sapori a Forlì, capolavori e pasta della nonna sfoglina

Pubblicato il: 30 settembre 2020 alle 7:00 am

Un tempio dell’identità antropologica romagnola e un baluardo della Cultura italiana: Il Giardino dei Sapori a Forlì non è soltanto uno dei migliori ristoranti del mondo, ma anche un’istituzione che tutela il Sapere intellettuale e il Fare artigianale attraverso la più sopraffina arte culinaria, esaltando al tempo stesso il valore della famiglia, l’intraprendenza giovanile e il ruolo di guida etica e pratica delle generazioni più anziane.

Infatti il locale è frutto dell’immensa passione e dell’enorme competenza di Samantha Servadei, giovane di talento che ha deciso di dedicare la propria esistenza alla valorizzazione della cucina tradizionale, trascinando nell’impresa la propria famiglia, compresi gli amorevoli genitori, ma soprattutto la meravigliosa Maria.

Quest’ultima è una delle persone che più ci hanno commosso nella nostra ricerca del meglio dell’Italia: una signora quasi ottuagenaria che con l’entusiasmo di una bambina svolge ancora il lavoro della sfoglina, ovvero di quella figura un tempo centrale nella società contadina poiché governava i lavori in casa e fuori, attendendo anche (e soprattutto) alla gestione della cucina.

Infatti la trovi ogni giorno nel locale intenta a creare impasti e lavorarli per dare vita ai classici formati di pasta regionali.

E mentre lavora, generosamente ti offre i racconti della sua lunga vita piena di soddisfazioni e riconoscimenti per una capacità atavica di trasformare acqua e farina in gioielli del gusto.

La sua esperienza e ancor di più la Memoria di cui è espressione è preziosa sotto vari aspetti, anche quello della salvaguardia delle antiche ricette nella versione originale, nonché del recupero di piatti che rischiano l’oblio e altrove sono del tutto spariti.

Straordinaria la sequenza di scoperte strabilianti e di sapori sconvolgenti che offre il locale.

A partire dalla Piadina fritta che, soltanto a titolo esplicativo, si può paragonare allo gnocco fritto emiliano, anche se in realtà le differenze sono sostanziali, poiché la prima non è cotta nello strutto bensì nell’olio d’oliva e si presenta pertanto con una superficie meno unta e una consistenza suadente del tutto particolare, palesandosi più soffice e maggiormente sapida.

La Piadina fritta si sposa perfettamente sia con salumi di pregio come il prosciutto crudo sia con l’imperdibile squacquerone del posto.

Altro passaggio obbligato sono i Cappelletti in brodo che ti fanno ringraziare di essere venuto al mondo per godere di una tale prelibatezza: l’impasto è poroso e tenace, il ripieno è ghiotto da impazzire, il brodo è proprio quello di una volta, corposo e rustico.

Un piatto indimenticabile, come pochi sul pianeta.

Poiché ci troviamo nel santuario dei primi piatti, a questo punto chiediamo un tris di specialità che meritano tutte il viaggio.

A partire dalle più buone tagliatelle che abbiamo mai mangiato, sottili come veli e molto fragranti, condite da un ragù all’altezza.

Golosissimi i Tortelli di spinaci sormontati da formaggio di fossa, molto aromatici e raffinati.

A lasciare senza parole sono i Curzul, pressoché sconosciuti fuori da quest’area, ancora una pasta fresca ma molto più spessa, tanto da rendere carnosa ed esaltante la masticazione.

Ci sarebbero molti altri piatti meritevoli, ma qui le quantità sono importanti come la qualità, quindi ci si sazia a volontà.

Bisogna però sottolineare l’ottima scelta dei vini, di matrice territoriale, operata attraverso una ricerca molto attenta delle produzioni più tipiche e rigorosamente artigianali.

Ottimo il Famoso, raro vitigno a bacca bianca autoctono forlivese, provato nella versione di Fiorentini che esalta la sapidità e i profumi, affiancando al palato sentori di ananas e pompelmo.

Conquista anche un rosso della cantina Agrintesa di Modigliana gestita come le cooperative di un tempo, portando nel bicchiere sensazioni di sottobosco, con un carattere amabile e un sorso denso.

A rendere ancora più gradevole l’esperienza è un bellissimo giardino che si può godere sia accomodandosi all’esterno…

…. sia vivendolo al chiuso attraverso una parete trasparente.

Ovunque vi troviate, affrontate il viaggio e recatevi a Forlì, perché Il Giardino dei Sapori vi regalerà emozioni che ricorderete per tutta vita.

Info: https://ilgiardinodeisaporiforli.com/

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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